Insidious 3 – L’inizio

Posted: 14th June 2015 by Death in Recensioni
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Interpreti: Dermot Mulroney, Stefanie Scott, Angus Sampson, Leigh Whannell, Lin Shaye, Tate Berney, Michael Reid MacKay, Steve Coulter, Hayley Kiyoko
Regia: Leigh Whannell
Durata: 97 min.
Titolo originale: Insidious 3
Produzione: USA 2015

VOTO:

Il clima si fa incandescente e per cercare ristoro bisogna rifugiarsi al multisala, a guardare qualcosa di non impegnativo per distrarre le meningi ormai sovraccariche da pompaggi inauditi in palestra e sfiancanti giornate di iperattività cerebrale fine a sé stessa.

In palinsesto c’è Insidious 3, che parrebbe essere ideale: prezzo del biglietto ultra-scontato sganciando una manciata di tessere in biglietteria, brividucci a buon mercato e la rinfrancante promessa di una ghost story canonica ma con possibili sorprese. Al top.

Come ci avverte la sovraimpressione sui titoli di testa, questo è “L’inizio“, quindi vai di revisionismo per imbastire un prequel il più inedito possibile, anche se parlare di originalità, per una saga partita sin dal principio come un pot-pourri di clichés cari al genere, viene difficile.

Allora, c’è una ragazzina di nome Quinn che fino a che non si legge il nome nel suo diario segreto io credevo si chiamasse Queen, immaginandomi i genitori tutti tronfi e altezzosi all’anagrafe. Mamma tronfia, purtroppo, è deceduta per cause non meglio chiarite. Il padre Max Tortora Dermot Mulroney quindi si ritrova con Quinn che è nell’età ribelle di chi vuole fuggire dal nucleo familiare il prima possibile, e con un figlioletto mezzo rinco perennemente di fronte al pc.

Quinn sogna una carriera nel teatro, così tenta un provino per una prestigiosa scuola di recitazione. Il provino le va a merda perché nel backstage, poco prima di salire sul palco, un’ombra inquietante la saluta birichina. Siccome le disgrazie non vengono mai sole, all’uscita del teatro la nostra aspirante attrice viene pure arrotata da un suv. Si ritrova in ospedale con entrambe le zampe fratturate.

La aspettano giorni di scazzo infernale, tutta ingessata e confinata in camera, non foss’altro che l’ombra inquietante del provino comincia a cagarle il cazzo sempre più frequentemente, dapprima di notte, con successive incursioni diurne poi.

Insidious 3, nonostante la sua natura, è una pellicola onesta che espleta il compito che gli è richiesto: fornire una manciata di jump scares più o meno efficaci (certo, al cinema è tutta un’altra storia), strizzare l’occhio ai fans della saga con una spolverata di riferimenti sparsi lungo tutta la durata e narrare in maniera neanche troppo convinta la genesi del team di acchiappafantasmi capitanato dalla sensitiva Elise, vera star della pellicola.

Preso così, come un spin-off al quale non chiedere di più, è piuttosto funzionale. Anche se non c’è più Wan alla regia, sostituito dal compagno di merende Leigh Wannell (già sceneggiatore e attore in Saw, nonché nei precedenti episodi della saga in questione), il film mantiene inalterata la sua espressività tecnico-visiva, con alcuni design degli spettri veramente inquietanti, azzardando persino qualche movimento di macchina fantasioso.

La sceneggiatura, chiaramente, pecca in originalità. Almeno i precedenti film partivano da un canovaccio classico per sviluppare poi impreviste soluzioni di trama, mentre qui, complice anche il fatto che alla fine bisogna far quadrare il cerchio, i colpi di scena sono veramente ridotti al minimo e sempre telefonatissimi. Si sceglie allora di gestire il tutto con la dovuta ironia, indulgendo spesso in battute e riferimenti pop (come la bellissima maglia dei Masters of the Universe, quello con Lundgren, indossata dal crestato Tucker) per sollevare il film dal gravoso incarico di essere un prequel “all’altezza”.

Viene naturale paragonarlo a un’altro spin-off di origini uscito recentemente, cioè Annabelle. Se la pellicola di John R. Leonetti appariva priva di brio, nonché noiosa, a esclusione di un paio di scene, Whannell dimostra di avere ancora qualche asso nella manica, specie nel reparto grafico, e di avere maggiormente a cuore la vicenda, rispetto al suo collega yes-man.

Il risultato è che Insidious 3 è un film senza troppe pretese che fa il suo lavoro di prequel in maniera dignitosa, tra alti non vertiginosi e bassi non abissali, ma comunque un lavoro diligente.
I fans della saga ci si divertiranno sicuramente, mentre gli altri, boh, va a gusti, ma potrebbero anche farsi due coglioni come una casa.

PRO
Dopo 3 film c’è ancora un po’ di strizza

CONTRO
L’originalità non è di casa

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  1. psichetechne says:

    Grazie della rece. L’ha visto mio figlio quasi 15enne e gli è piaciuto molto. Il che è già un buon segno, oltre a quello che è piaciuto anche a te 🙂