In Time

Posted: 4th March 2012 by Death in Recensioni
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Interpreti: Justin Timberlake, Amanda Seyfried, Cillian Murphy, Vincent Kartheiser, Olivia Wilde, Alex Pettyfer, Johnny Galecki, Matthew Bomer, Rachel Roberts
Regia: Andrew Niccol
Durata: 109 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2011

VOTO:

Siete mai stati così banali da pronunciare la frase “il tempo è denaro“?
Io no, ma non posso nascondere di esserne stato tentato per aprire questa stracca recensione, dunque mi punirò scrivendo questo pezzo in ginocchio sui ceci.
Il problema è che ho cercato a lungo un incipit intelligente, cercando di volgere lo sguardo ai recenti smottamenti economici europei senza però riuscirci.
A me piacciono i soldi, ma non capisco un cazzo di macroeconomia.
Non mi resta dunque che narrare le cose come stanno:

Ci troviamo in un futuro distopico non troppo dissimile dalla nostra realtà.
Ci sono i poveracci e ci sono i ricconi, come nel nostro sporco mondo. Però non si sa come, non si sa perché, nel futuro si giungerà ad una soluzione piuttosto bizzarra all’inflazione monetaria. La vita dei nostri amici futuristici, eterni venticinquenni, è basata infatti su un orologio biologico che, a mò di bancomat, è utilizzato come sistema di pagamento per qualsiasi cosa. Una corsa in autobus di 10 minuti? Un’ora di vita, grazie. Più tempo hai, più campi. Ma se non si gestisce il proprio tempo con parsimonia, si rischia di schiattare di infarto seppur in giovane età.

Comprensibile che di declassamenti e default non freghi più un cazzo a nessuno, tutti così impegnati a contare i minuti cercando di tirare a campare un altro giorno.
La metafora non è priva di fascino e di paterno consiglio: ciò che velatamente il buon Andrew Niccol ci vuol dire è che poveri o ricchi, con le pezze al culo o in completo Armani, non apprezziamo appieno la nostra vita, ossessionati del turbinare degli impegni quotidiani o inseguendo scioccamente un gradino più alto nella scala sociale.

Dove Niccol fallisce è nella scelta di non approfondire a dovere uno spunto gagliardo: esaurita la buona impressione iniziale, il film non sa più che strada imboccare se non quella del fracasso gratuito. Ci si riduce a rivisitare il mito di Bonnie e Clyde in chiave futuristica: Justin Timberlake – time parvenu – perennemente in fuga con Amanda Seyfried – la ricca ereditiera – braccati dal guardiano del tempo Cilian Murphy che di anni ne ha 35, dovrebbe averne 10 in meno e ne dimostra 5 in più.
I due rapinano le banche, rubando ai ricchi per donare ai poveri, preoccupandosi solo di provocare più esplosioni e danni possibili. Certo, con Max Walker alle calcagna il buon Justin avrebbe avuto vita ben più difficile e probabilmente il film sarebbe finito dopo un quarto d’ora e un calcio rotante nei denti.

Se la morale sembrava dunque essere che la vita è il dono più grande e sta a noi goderne appieno ogni attimo (il miliardario del film invece, ormai immortale, non desidera altro che il suicidio poiché la sua esistenza è ormai priva di stimoli), la parte finale di rivolta proletaria verso la classe borghese sembra contraddire tutto in blanda e senz’anima invettiva socialista.
L’happy ending è solo una facciata: piuttosto che cercare di scardinare il sistema corrotto, la coppia criminale riesce solamente a livellare il divario tra classi a suon di furti e sparatorie. Il finale li mostra sul punto di attaccare la banca centrale, in minigonna e tacchi lei, in abito elegante lui, noncuranti del probabile esercito addetto alla sorveglianza.
I titoli di coda improvvisi ci negano il lusso di vederli sforacchiati come dei colabrodo.

Al netto della spesa, essendomi costato il film ben 109 minuti della mia vita contro “soli” 5,50€ di biglietto, sono contento di non vivere nel mondo di In Time: ci spauracchiano col rischio di default, ma la situazione potrebbe essere ben più merdosa.

PRO
Idea gagliarda…

CONTRO
…trattata superficialmente