Immortals

Posted: 10th February 2012 by Death in Recensioni
Tags:

Interpreti: Henry Cavill, Stephen Dorff, Luke Evans, Mickey Rourke, Freida Pinto, John Hurt, Kellan Lutz, Isabel Lucas, Robert Maillet, Alan Van Sprang, Joseph Morgan
Regia: Tarsem Singh
Durata: 110 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2011

VOTO:

Sollevare pesi ed eseguire esercizi in palestra mi aiuta a ridurre lo stress e arginare la mia follia. Durante una sessione di lat machine sollevo 80 kg e mi faccio malissimo alla cuffia dei rotatori della spalla sinistra, ma non ci faccio granché caso: continuo il mio workout imperterrito, digrignando i denti ma senza lasciar trapelare alcun cenno di cedimento. Mentre percorro il tapis roulant con passo deciso guardo distrattamente un video di MTV sul monitor appeso al soffitto e penso in loopSatana“, non so perché.

Trascorrono due settimane e il dolore ancora permane, ma nel frattempo ho visto Immortals, con Mickey Rourke. Mickey Rourke interpreta Iperione. Con Mickey condivido lo stesso destino: lui si è fatto malissimo a un braccio, lacerandosi un tendine dopo aver giocato a braccio di ferro con una squadra di rugbysti inglesi ubriachi, storia vera. Per ovviare al problema e dissimulare il braccio floscio, Mickey veste per tutto il film una tunica alla Giulio Cesare con un’estensione che copre il braccio infortunato.   Il suo fine ultimo è recuperare un arco per tirare una freccia contro un cubo dove stanno incastonati tutti i titani, un po’ come la barzelletta degli ebrei nel posacenere della 500. Alla fine ce la fa, ed è la mattanza più totale; lo splatter è coreografato come una danza (macabra) ed è ciò che io definisco arte, ma prima che ciò accada trascorrono circa 90 minuti. In questo lungo lasso di tempo assistiamo a Teseo, il fisicato protagonista, che cerca di mettere i bastoni tra le ruote del Rourke.

L’iconografia del film è molto frocia, à la 300: i maschi sono tutti oleosi e hanno gli addominali prepotentemente scolpiti in body center o, alternativamente, bombolettati spray. Le donne non esistono e se esistono vengono trucemente uccise, eccezion fatta per Freida Pinto che è indiana e dunque dovrebbe disgustarmi, ma mostra le sue grazie in una combo primo piano (sul culo)/campo lungo (su tutto il resto) che mi mozza il fiato e mi distoglie temporaneamente dai miei satanici pensieri (che ancora perduravano dopo il tapis roulant). Considerando che Immortals in sala usciva anche in 3D, non mi è difficile immaginare un’alzabandiera corale da parte del pubblico maschile, scomodo da giustificare in compresenza di una fidanzata, molto frocio nel caso di combriccole di soli uomini.

Il regista Tarsem è anche lui indiano e dunque la mia fiducia nei suoi confronti è minima: la sceneggiatura è uno sprazzo di merda su un foglio di carta igienica; per contro la mise en scène è sontuosa, barocca e raffinata. A un certo punto appaiono i cavalieri dello zodiaco, che in realtà sono gli dei dell’olimpo: vestono armature placcate in oro e cazzeggiano del più e del meno mentre sulla terra c’è il bordello più totale. La mitologia cede il passo al trend e Zeus, notoriamente un grande figlio di bagassa, è qui ritratto come un ricciolino coi baffetti.
Poseidone è uno degli scemi di Twilight, quindi è merda.
Ares, “funesto ai mortali, sanguinario, eversore di mura“, sembra una checca, Tarsem vai a fotterti.
Athena è figa ma non mostra il culo in 3D, quindi FAIL.
L’ossessione della nemesi è dunque ancora presente e neanche le divinità più ancestrali riescono a liberarmene.

Meno male che c’è il Rourke con la sua verve attoriale che ruba la scena a tutta la compagine di saltimbanchi olimpici. Mickey è grosso e se ne frega, e agli addominali photoshop degli avversari contrappone una panza da birra in piena regola, capelli lerci e facial hair posticci. Ogni battuta è alternata a qualcosa di turpe, come smarronare col martello un povero prigioniero di guerra o dare sdegnosamente fuoco a un santone del templio, tutte finezze di cui l’epica abbonda e a cui solo il Rourke rende giustizia.

A proposito di mitologia, il minotauro è un palestrato con indosso un mascherone da toro. Per tutto il film assistiamo a un toro d’acciaio a cui continuano a dare fuoco, chissà perché? L’iconografia taurina non lascia spazio al dubbio e ovviamente abbondano i simbolici fallici: il gay pride è dietro l’angolo. Il vero fan di Death Row vi risponde con slancio eroico, forgiandosi in palestra a suon di body building, con sprezzo della checca che ci guarda il culo mentre facciamo lo squat: perché gli eroi mitologici ci fanno una sega. Ma ehi, anche questo suona molto frocio, no?

PRO
Rourke domina

CONTRO
Satana

Leggiti anche...