Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno

Posted: 23rd August 2012 by Death in Recensioni
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Interpreti: Christian Bale, Tom Hardy, Anne Hathaway, Gary Oldman, Michael Caine, Marion Cotillard, Morgan Freeman, Joseph Gordon-Levitt
Regia: Christopher Nolan
Durata: 165 min.
Titolo originale: The Dark Knight Rises
Produzione: USA 2012

VOTO: 

8 anni dopo gli avvenimenti narrati ne Il Cavaliere Oscuro, la situazione a Gotham City è parecchio cambiata: Batman ha sconfitto il Joker ed è riuscito a mantenere intatta la reputazione del paladino della giustizia Harvey Dent, occultando alla gente la sua trasformazione in Due Facce e addossandosi la responsabilità dei suoi crimini. L’uomo pipistrello è così costretto a dileguarsi nella notte come il peggiore dei criminali, glorificando a suo scapito l’immagine di Dent, sotto la cui egida viene combattuta la malavita con rinnovato slancio. Come risultato di questo rigurgito anticrimine, oltre 1000 detenuti sono stati imprigionati nel carcere di Blackgate e in città sembra finalmente regnare la pace.
Eppure Bruce Wayne, smessi i panni del supereroe, non ha requie: deve fare i conti coi propri demoni personali e gli acciacchi dell’età. È ridotto a un rudere (ha il menisco sputtanato) e vive isolato dal resto del mondo, giocando a fare Howard Hughes.
La situazione ovviamente non è destinata a durare. Dalle viscere della città emerge una nuova minaccia, il supercriminale Bane, un culturista mascherato che punta a destabilizzare la società colpendo i punti nevralgici della cultura americana: il capitalismo e il football.
Bruce è costretto a rispolverare armatura e mantello e a tornare in campo per proteggere ancora una volta la città che ha giurato di difendere a costo della vita. Ma non sarà solo; al suo fianco il sempre inossidabile commissario Gordon, in crisi etica per aver coglionato l’intera Gotham con le frottole su Dent, e la ladra di gioielli nonché maniaca del latex Selina Kyle, che i più nerd identificheranno subito come Catwoman.

Non è possibile parlare ulteriormente della trama del film senza rivelare particolari fondamentali e, dato che gli spoiler stanno sul cazzo a chiunque, mi fermo qua.

Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno ha il gravoso incarico di chiudere una trilogia, iniziata da Christopher Nolan nel 2005 con Batman Begins e proseguita nel 2008 con Il cavaliere oscuro, che ha nel bene e nel male riscritto la storia del cinema supereroistico e dettato nuovi standard coi quali d’ora in poi ogni regista del genere dovrà confrontarsi.
Ben lontano dalle colorate atmosfere Marvel, la reinterpretazione del mito del Cavaliere Oscuro di Nolan si è sin dall’inizio distinta per i toni realistici e gravi e per la capacità di trattare tematiche adulte e attuali (in questo terzo capitolo il collegamento alla contestazione “Occupy Wall Street” , benché fortuito, viene spontaneo, anche se Bane porta avanti la sua protesta con toni molto meno pacifici), all’interno di quelli che fino ad allora – Burton escluso – erano stati solamente film di supereroi, perlopiù giocattoloni per bambini.
Beninteso, si tratta sempre di “Batman che corre per la città con uno stupido mantello addosso“, come sagacemente sottolineato da David Cronenberg (forse anche con una punta di invidia), e l’utilizzo di un’icona pop così amata per trattare temi un po’ più elevati dell’ormai scontata dicotomia bene-male potrebbe apparire ai più diffidenti un po’ pretestuoso e ruffiano.
Non deve sorprendere allora che Batman, nella sua forma supereroistica, compaia su schermo per un tempo molto più limitato di quanto non ci si aspetti, di modo che l’attenzione si sposti prevalentemente su ciò che Batman rappresenta piuttosto che su ciò che materialmente è (un buffone col mantello). Sarebbe a dire che il contenuto sembra in un qualche modo sfruttare la forma per insinuarsi nel pubblico. Di fatto il film è multistratificato ed ognuno ci legge quello che vuole; i più impegnati ci vedranno i contrasti etico/morali tra individuo e società, i patiti del fumetto gongoleranno con le citazioni a Knightfall e sul culo di Catwoman, i prevenuti continueranno a dire che Nolan è un disonesto.

Buona fede o meno, è innegabile che Nolan padroneggi la tecnica cinematografica in maniera brillante. Il suo stile registico rigoroso e preciso, dagli schematismi quasi matematici, ha inoltre la non trascurabile qualità di ricorrere pochissimo all’effettistica digitale di cui praticamente tutti gli altri film abusano. Laddove i film Marvel stressano i bulbi oculari dello spettatore col fragore della computer grafica di ultima generazione, Nolan preferisce (quando può) girare tutto dal vivo, con un massiccio dispendio di manodopera umana come nei vecchi classici del cinema. È una peculiarità non da poco, in un cinema sempre più artefatto, sempre più “computer generated“, sempre meno vivo.

Centellina perciò le grandi scene d’azione, ma quando è il momento di esplodere su schermo, nello splendore dell’altissima definizione IMAX, sembra uno spettacolo d’altri tempi. Nonostante la temibile durata, quasi 3 ore, il film incede senza mai annoiare in maniera progressiva, contrapponendo un prologo pirotecnico ad uno svolgimento verboso ed apparentemente statico, in realtà innesco per un epilogo a orologeria la cui mezz’ora finale lascia senza fiato per gestione dei tempi, per trasporto emotivo e per la straordinaria capacità di risolvere in così poco tempo tutti i discorsi lasciati in sospeso per tre film.
La conclusione della saga è pura epica, intesa nella sua accezione classica e non nella sua triste revisione internettaria (per cui tutto è epico, anche il culo della Senicar), pur con qualche concessione di troppo al farsesco (si tratta pur sempre di un superhero movie). L’effetto festa di carnevale è però limitato, non parliamo mica di frivole cafonate come The Avengers, e quel poco di masquerade è perdonato grazie all’intensissimo climax che mette la parola fine al mito con forte pathos, qualche flebile interrogativo per i più ossessivi e un po’ di rammarico di commiato.

Essendo il Grand Finale, il cast sa di non poter sgarrare, perciò son tutti in formissima.
Christian Bale ormai è così a suo agio nel ruolo di Bruce Wayne che neanche sembra più recitare tanto gli viene naturale. Per nulla sfinito dal continuo tira e molla a cui sottopone il suo fisico tra un ruolo e l’altro, Bale è al top anche muscolarmente e non potrebbe esser diversamente, visto che la sua nemesi è incarnata da quel bisonte di Tom Hardy, già ammirato in circostanze bestiali con Warrior. Hardy ha tutti i riflettori puntati addosso perché il metro di paragone per la sua interpretazione è quel Joker di Heath Ledger vincitore di Oscar e simbolo per una generazione di giovanissimi anarco-rivoluzionari (cioè fancazzisti). Personalmente apprezzai Ledger, ma alcune moine di troppo ridimensionarono il mio giudizio su di lui, anche perché troppa idolatria mi porta sempre all’opposizione. Ho genuinamente trovato in Bane una sfida interpretativa molto più ardua, giacché Hardy è costretto a recitare esclusivamente col fisico e col particolare tono di voce british distorto da filtri audio, una via di mezzo tra Sean Connery e un droide. Chi ruba la scena a tutti però è Anne Hathaway, nell’ancora più ingrato ruolo di Catwoman, nome che saggiamente non viene mai esplicitato. Difficile collocare in un contesto “realistico” una ladra che si veste da gatto, ma la soluzione operata in fase di sceneggiatura è credibile e regala alla Hathaway momenti di protagonismo assoluto (nel finale anche qualcuno di troppo) che lei gestisce con grazia e fascino felino, nonostante l’altissimo rischio di ridicolezza.
Ci sarebbe poi Marion Cotillard, quella che a Cannes si mise a farneticare sull’11 Settembre e relativi video di Youtube, ma mi sta così sul cazzo che ci glisso su.

Insomma, The Avengers al confronto è una cagatella per marmocchi, The Dark Knight Rises è figo forte anche, e soprattutto, se non si è nerd. È ciò che d’ora in poi mi aspetterò da un film di supereroi seri (non stronzoli come Ghost Rider, che continuerò ad apprezzare anche quando pisciano napalm).

Come il collega Spider-Man, anche Batman subirà l’infausta moda del reboot, che non coinvolgerà però nessun membro del cast originale. Difficile non affrontare la notizia con diffidenza: con degli standard settati su livelli così alti, sarà arduo, qualunque siano i nomi coinvolti nel progetto, sostituire l’immaginario creato da Nolan e i suoi gregari.

PRO
La leggenda finisce

CONTRO
Ci sarà un reboot

Compralo su Amazon in DVD e Blu-ray.

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  1. Cleaned says:

    Bene così. Anzi, Bane così.

    P.S.
    Ma che s’è preso Tom Hardy???
    http://thebestcelebritybodies.com/tom-hardy-workout/

    • Death says:

      In alcune inquadrature Hardy è ancora più grosso che in Warrior! Ho letto che per prepararsi al ruolo ha praticamente fatto solo massa, mettendo da parte cardio e definizione: “un ottimo modo per infartarsi”, ha commentato 😀

  2. Questo film e The Avengers sono su due pianeti diversi, come i registi. Due capolavori entrambi, secondo me, due filmacci che difficilmente riusciranno a ripetersi.

    • Death says:

      The Avengers è un divertissement tutto CG e poco cervello. Mi sono accorto che aldilà degli effetti speciali (bellissimi, per carità), della storia mi interessava poco e niente. Anche lo spannung finale mi ha lasciato indifferente perchè tanto sapevo già che il bene avrebbe trionfato sul male.
      Il finale di The Dark Knight Rises invece mi ha tenuto così in tensione (soprattutto per come è scritto) che sono uscito dalla sala con la maglietta che puzzava di sudore acido! (bleah @_@)

  3. Psichetechne says:

    Non l’ho ancora visto, tutti ne parlano immensamente bene, poi Nolan lo stimo molto. Perchè dunque non corro a vederlo? E tu lo sai? Io no. Vedremo 🙂

  4. Alessandra says:

    Bale è un fottutissimo figo. Bane un po’ meno, però spacca ugualmente 🙂

    • Death says:

      Per quanto il buon Christian sia sempre pompato a dovere, non posso fare a meno di invidiare ogni volta i trapezi di Hardy… un bisonte, porca troia!

  5. Neurocoso says:

    Visto anche questo!

    Che dire, quando è finito nemmeno me ne ero accorto fossero passate quasi tre ore, talmente ero preso dalla vicenda. E non ho nemmeno ancora visto i primi due! Ma il bello è che anche così il film si gode che è un piacere.
    Anzi, forse è stato pure meglio: anche a me hanno cominciato a dare il voltastomaco con mille avatar di fessbook dove tutti giocavano a fare i folli caotici dark con l’immagine del Joker (l’unica cosa buona è che vedevo meno Guy Fawkes in giro, ma tant’è).

    A parte questo, il film è un capolavoro IMHO. Bane è un cattivo che si fa odiare a morte, è uno stronzo di prima categoria. E per questo lo adoro.
    La Cotillard invece l’ho odiata e basta, ma va benissimo così.
    Chapeau a Bale-Wayne, che ha tirato fuori un personaggio coi controcazzi. Tormentato, determinato, un senso del dovere titanico e militare. Un personaggio sinceramente “dark” (avete capito, vampirastri da operetta?).
    E poi, ho apprezzato anche il taglio che è stato dato ad Alfred, il maggiordomo. Mi aspettavo il solito soprammobile ambulante con l’aplomb maggiordomesco victorian-style: invece qui è rappresentato in modo molto più… “umano” (qualunque significato abbia ‘sta parola). È una piccolezza, lo so, ma m’è piaciuta.
    Che poi, in sostanza, il film fa il botto proprio perché i personaggi sono stati caratterizzati col cesello.

    E complimenti per la recensione, in ogni caso, che condivido in toto 🙂

    • Death says:

      Ora non ti resta che recuperare anche i precedenti, ti puoi sparare una maratona mica da ridere! 😉
      Per il resto, direi che siamo decisamente in linea: gli avatar del Joker, la faccia da schiaffi della Cotillard… High five, bro! 😀

  6. Dorellik says:

    Io invece mi preparo a ricevere una gragnuola di critiche.
    Infatti, dopo i godimenti dei primi due capitoli nolaniani, sono andato ieri in sala con enormi aspettative ma ne sono uscito nel complesso deluso e spompo e sgarrettato e fanè.
    Ecco perché:
    1. Rispetto per i personaggi.
    Bane è figo, è grosso e mena da paura anche innocenti colonne di pietra. Dimostra proprietà di linguaggio, spavalderia, sangue freddo e capacità organizzative sovrumane (Per forza! E’ discepolo di Ra’s Al Ghul!). Catalizza la scena dal primo minuto. Si merita davvero di essere liquidato dalla storia con una lacrima e una pistolettata da un motorino??
    2. Il cavaliere dell’après-midi.
    Dove cazzo è finita la notte? Non ho mai visto tante sequenze diurne in un Batman! Nemmeno i poliziotti in incognito rimasti in superficie sembrano apprezzare l’oscurità per i loro complotti…
    3. Buchi di sceneggiatura.
    Per esempio, i cinque mesi di “presa della città” da parte di Bane semplicemente non vengono mostrati.
    E non si tratta di una “scelta artistica non opinabile”, ma di una cesura controproducente. Sparisce infatti così l’ultima e più ghiotta occasione per mostrare lo sfondo dinamico che motiva i protagonisti: il popolo di Gotham. A parte la Kyle, tutti agiscono solo pro o contro i gothamiani, ma chi sono? Perché dovrebbero abbracciare la protesta incarnata da Bane? Perché vanno salvati? Cosa sono diventati in tempo di anarchia? Non credo che basti la routine dell’orfanotrofio di Blake a darci la misura delle passioni dei protagonisti e della follia che ci si attende da una città isolata e senza polizia. Un Joker avrebbe fatto di meglio.
    4. Bachi di sceneggiatura.
    Alcuni inserimenti sono inutili (perché sterili) o addirittura ridicoli.
    La vicenda di Modine è uno sbadiglio.
    La prigionia di Wayne si risolve in un mero momento platform (tipo il salto difficile nel vecchio SuperMario) e non ha alcun senso come “prova dell’eroe” (aggiungo il fatto che fino al giorno prima Wayne riusciva a camminare solo grazie ad un complesso tutore creato da Fox….sì, lo stesso che non riesce a far funzionare il pilota automatico sul BatWing…).
    Lo stesso piano di Talia è tanto complicato e grandioso quanto minchione. Fingersi filantropa, foraggiare Bane e i suoi per anni, pianificare sodo nelle fogne: insomma tanto lavoro.. e alla fine fallire a causa di errori grossolani, come lasciare in vita centinaia di poliziotti nel sottosuolo o favorire gli approvvigionamenti di una città già in ginocchio?! E tutto solo per far scoppiare una bomba? La demenza di Talia la porta fino a minacciare Batman con suo bel detonatore, quando ormai tutti i buoni sanno che la bomba comunque esploderà dopo soli 11 minuti…
    5. Doppiaggio da galera.
    Mi sono sorbito Santamaria senza protestare perché sono in fondo sportivo anche con chi non lo merita, ma Filippo Timi è troppo!

    Tra il serio e il faceto, ho condensato qui un po’ di cose che non mi hanno del tutto convinto, un po’ perché è sempre divertente fare l’avvocato del diavolo (tipo Keanu Reeves), un po’ per accendere il dibattito in questo spazio (tipo Bruce col cartello “io odio i negracci” in DH3).
    Ma non pensate che butti via tutto! Ho visto un film grande, ma non un grande film (tipo Cinghiale).
    Per me, tre teschi e mezzo.

    • Death says:

      Altro che gragnuola di critiche, ti assumerei subito come recensore caro Dorellik! Scrivi da paura! Il cavaliere dell’ après-midi mi ha steso! 😀
      Riguardo il film, son tutti punti di vista parecchio condivisibili. Io ho cercato di farmi trascinare il più possibile dagli eventi del film, senza appigliarmi troppo alle mancanze e alle cose non dette. Ci son state cose che hanno fatto storcere un po’ il naso anche a me, ma il finale mi ha coinvolto così tanto che non ho resistito a sparare (un po’ incoscientemente, lo ammetto) 5 teschietti!

      • Dorellik says:

        Eh eh. Sono lieto di aver restituito un po’ del buontempo che da sempre si respira su queste pagine. Come direbbero alla Apple, è il braccio della morte più confortevole di sempre!
        Comunque, rileggendo la mia sbrodolata sopra, sento il dovere di chiedere scusa a tutti per lo spoiler a dir poco massiccio. Ci rivedremo presto (spero) in fondo alla recensione (bellissima) di “Prometheus”!

        • Death says:

          Tranquillo, ormai le persone veramente interessate avranno già visto e rivisto il film! Gli altri… bhè, se ancora non l’hanno fatto vuol dire che degli spoilers non gli frega più di tanto 😀

          Aspetto una tua postilla anche per Prometheus, che di roba su cui ironizzare ce n’è parecchia! E lo dico anche se il film mi è piaciuto a scoppio! 😀