Il cattivo tenente

Posted: 5th December 2016 by Death in Recensioni
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Interpreti: Harvey Keitel, Frankie Thorn, Victor Argo, Zoe Lund, Frank Adonis, Paul Calderon, Leonard Thomas, Robin Burrows, Victoria Bastel
Regia: Abel Ferrara
Durata: 96 min.
Titolo originale: Bad Lieutenant
Produzione: USA 1992

VOTO:

Ci avviciniamo al Natale, il momento in cui il cinismo fa spazio ai buoni sentimenti, anche se tale festività non esercita più lo stesso fascino di quando eravamo marmocchi. Un piccolo barlume di innocenza, comunque, persiste.
In ogni caso, recupero un cult degli anni ’90 la cui maleficenza mal si addice alla lieta atmosfera di Dicembre: si tratta de Il cattivo tenente, anno 1992, per la regia di Abel Ferrara, che all’epoca fece parecchio clamore ma che oggidì in pochi ricordano.
Si dice che durante la realizzazione il buon Ferrara fosse spesso drogatissimo, così come il suo protagonista, Harvey Keitel, che interpreta appunto un innominato Tenente che si aggira maledetto per le strade di una New York sporca come non mai.

La giornata del Tenente inizia alla grande, rimproverando i propri figli per non aver mandato affanculo la zia che la mattina occupa il bagno troppo a lungo. Si passa poi a una delle tante scene del crimine, un duplice omicidio, in cui il Tenente si preoccupa più di disquisire di scommesse clandestine sul baseball piuttosto che di racimolare prove.
Le serate post-lavoro, per liberarsi al meglio dallo stress, vengono trascorse spaccandosi di droga assieme a un’amorevole puttana, crocerossina mancata.

La routine del Tenente, dunque, è impeccabile: casa, lavoro, gioco d’azzardo, eroina, mignotte.
Oh, e anche chiesa, perché il Tenente è cattolico praticante. Puro american way of livin’.

La chiave di volta è rappresentata dallo stupro di gruppo perpetrato ai danni di una suora, evento che scuote nel profondo il Tenente, religiosissimo, nonostante la notte si ritrovi a fermare le teenager in macchina per obbligarle a mostrare il culo e a simulare un pompino, segandosi furiosamente di fronte a loro e ruggendo “Hai mai succhiato IL cazzo?” (l’utilizzo dell’articolo determinativo – finezza esclusivamente italiana – accentua ancora di più il grottesco).

Comunque, il Tenente promette vendetta alla suora, benché questa si dimostri piuttosto incline al perdono, nonostante sia stata penetrata a sangue con un crocefisso proprio come ne L’esorcista di Friedkin.
Evidentemente non dev’esser stato così male, ma è proprio questa incomprensibile ostentazione di misericordia a far scattare la scintilla nella mente del nostro antieroe.
La discesa è comunque inevitabile e il Tenente si ritrova sperduto a bestemmiare in chiesa, fino alla messianica apparizione di un cencioso Cristo che lo osserva con disprezzo mentre lui si riduce a verme, implorando perdono e baciandogli i piedi lerci.
La redenzione finale si consuma fumando crack al narghilè della pace con gli autori del crimine.

Il cattivo tenente è un film che non la manda a dire neanche lontanamente.
Estremo, provocatore, crudissimo; indimenticabile. Un noir metropolitano in cui la droga è droga e le siringhe bucano sul serio, e lo fanno lungo piani lenti, inesorabili e dettagliati; il vizio è sporco e per nulla charmant, per quanto il protagonista eserciti, nella sua insita bassezza, un indubbio magnetismo nei confronti dello spettatore.
Forse perché Harvey Keitel probabilmente non recita affatto, vive realmente il suo personaggio e libera l’urlo interiore di un illuminato che ha capito tutto della società contemporanea, del mondo di merda che lo circonda e in cui sguazza con tutto il vigore di cui dispone al fine di non essere sopraffatto, imponendo con forza se stesso nei confronti di una “natura” contaminata e quindi ostile.

Non il film adatto al Natale, dicevo; ma forse è vero proprio il contrario.
Dopo la visione è impossibile non sentirsi una persona migliore.

PRO
Crudo, maledetto e sincero

CONTRO
La vigilia magari guardate altro…

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  1. Ale.Is.Rock says:

    visto di recente, qualche settimana fa in dvd,
    parliamo di un film che sicuramente i più perbenisti avranno sicuramente disprezzato, ma che dal punto di vista tecnico: regia magari essenziale ma innegabilmente strepitosa, la scena nella stanza in cui Keitel è completamente nudo, ubriaco e comincia a danzare, riesci a sentire inevitabilmente la chiusura e la mancanza d’aria che soffoca il nostro tenente, una fotografia sporca che accentua il degrado cittadino.
    Parliamo di un film che vive di “simboli” in cui il finale stesso, seppur chiaro e d’impatto rappresenta l’unico modo del nostro tenente per raggiungere quella pace, quella “fine” che chiede durante l’apparizione di Gesù.
    Non mi sbilancio mai, ma siamo vicini al capolavoro, l’ho acquistato di recente insieme a I Guerrieri della Notte di Walter Hill, ad un prezzo ridicolo su amazon 😉

    • Death says:

      Gran doppietta ti sei comprato, amigo! Roba di prima classe! Ottima analisi del film, oltretutto 😉

      • Ale.Is.Rock says:

        grazie man! 🙂 … purtroppo ci sono molti film tra cui appunto Il Cattivo Tenente che parecchi dimenticano o vogliono dimenticare -_- …
        gli ultimi due acquisti invece sono stati: Suicide Squad versione extended più che altro per curiosità e Il Caso Spotlight e prossimamente ne arriveranno altri. In ogni caso è uscito il primo trailer del nuovo Spider-Man e ovviamente…tutti stanno gridando al miracolo, ovvio no? poi esce Wonder Woman, e tutti “mah, niente di che, non mi convince” ma sucatemelo!

  2. Walter Marek says:

    concordo totalmente con te, film bello tosto e Keitel magistrale…ultimamente ho visto diverse pellicole con lui (Smoke, Lezioni di piano, Clockers, Frontiera) e il buon Harvey è sempre sul pezzo, attore solidissimo…per quanto riguarda il suo stile recitativo non sbagli, Giancarlo Giannini (i due hanno lavorato insieme in “Vipera” di Citti) racconta in un’intervista che Keitel è un seguace del metodo di Stella Adler e spesso porta sul set il testo/bibbia scritto dalla suddetta ed un active coach che lo “sproni” nelle scene più drammatiche ed emotive, scaricandogli addosso insulti allucinanti riferiti addirittura alla vita privata e familiare dell’attore newyorchese, roba assurda (nello specifico mi sembra che Keitel dovesse affettare Giannini con un’ascia e quest’ultimo, vedendo l’americano in uno stato di apparente follia provocato ad arte dal sistema Adler, disse di essersi letteralmente cagato)…molto probabile che anche nel girare “Il cattivo tenente” sia ricorso a espedienti simili pur di immedesimarsi nel personaggio, Actor’s Studio spinto all’estremo..

    • Death says:

      Grandioso, un vero folle! Sia per il metodo a dir poco ossessivo, sia per scelte di carriera sciagurate. Il buon Harvey passa da Scott, Scorsese, Ferrara e Tarantino a Pieraccioni e Martinelli senza batter ciglio. Non gliene frega proprio un cazzo; GRANDIOSO!