Lesson of the Evil – Il canone del male

Posted: 5th January 2015 by Death in Recensioni
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Interpreti: Takayuki Yamada, Hideaki Ito, Mitsuru Fukikoshi, Shôta Sometani, Fumi Nikaidô, Ruth Sundell, Kaoru Fujiwara, Erina Mizuno, Yukito Nishii
Regia: Takashi Miike
Durata: 129 min.
Titolo originale: Aku no Kyoten
Produzione: Giappone 2012

VOTO: 

Esordiamo alla grande, in questo 2015 di rivalsa, con un filmazzo targato Takashi Miike, che come tutti ben saprete è tipo il mio regista giapponese preferito, anche se i finto-chic inorridirebbero per non avergli preferito Kurosawa o Ozu.
Miike è cafone come me e gli piace fare il cazzo che gli pare. Per questo la sua filmografia è la cosa più eterogenea che si possa trovare in giro, ma non voglio tediarvi oltre.

Il canone del male, noto internazionalmente come Lesson of the Evil, parrebbe essere il classico film adolescenziale nipponico che tratta i rapporti personali all’interno di un liceo di provincia. Ci sono gli atti di bullismo, ci sono le molestie durante l’ora di educazione fisica, c’è il prof. di inglese supercarisma e ci sono i tentativi di scopiazzare da internet il test di fine semestre.

Ma allora quale sarebbe “la lezione del male”? Diciamo che, senza spoilerare troppo perché il film è proprio sorprendente nella progressione degli avvenimenti, la gente comincia a morire in maniera un po’ troppo bizzarra per essere considerata casuale.

La prima ora è lenta, delinea le psicologie dei personaggi e ci permette di addentrarci all’interno del contesto sociale scolastico. I critici americani l’hanno definita noiosa e dispensabile, ma come al solito non hanno capito un cazzo. Senza la sufficiente immedesimazione apparirebbe gratuita l’incredibile escalation di violenza che, tra flashback allucinati e improvvisi momenti di body horror alla Cronenberg, culmina con sempre più forza in un lunghissimo finale veramente sconvolgente, una sequenza di rara brutalità a ritmo swing che non mi sorprende abbia sconvolto il pubblico americano, notoriamente sensibile (e non me la sento di biasimarlo) a simili mattanze.
Splatter veramente indiavolato che fa presto dimenticare la prima anemica parte, un vero trionfo di psicopatia, school drama e Bertolt Brecht (!).

Come al solito, aldilà dell’innegabile perizia tecnica, il cinema di Miike si ama o si odia. Certamente non lascia indifferenti, ma capisco che ai critici USA troppo fossilizzati sui loro canoni cinematografici, ben più malefici di quelli del prof. Hasumi (un folgorante Hideaki Ito), possa apparire troppo esotico per essere apprezzato, tanto da aver ridotto il film a “niente più che una viscida pellicola slasher”.

Il mio consiglio è ovviamente quello di fottervene della critica specializzata e prezzolata e di approfondire il discorso su questo prolifico regista.
Il canone del male è intrigante, spiazzante, sconcertante e, ovviamente, inedito in Italia, nonostante la sua presenza al festival di Roma del 2012.
Da recuperare a tutti i costi, no matter how.

PRO
Affascinante ed estremo

CONTRO
Forse troppo?

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  1. Lupokatttivo says:

    Bella death, inizi col botto, e vista la mia (giassai) recente propensione nippo mi metto ala ricerca…. Dvd ita esiste? Miike l ho adorato cn yattaman, sukiaki e crows 0, questo mi manca…

    • Death says:

      Su Amazon non l’ho trovato 🙁 Ho trovato però una collection micidiale che comprende alcuni tra i suoi yakuza eiga più celebrati… se c’avessi i soldi, maledizione XD

  2. Simone says:

    Che bomba di film, uno dei più grandi Miike di sempre, ultrasanguinario come ai bei vecchi tempi. 🙂

    • Death says:

      Fa film a un ritmo impressionante e non perde un colpo, pazzesco! 😀

      P.S. Non so perché ma il tuo commento era finito nella cartella Spam… meno male che ho controllato 😐

  3. Horace Pinker says:

    Da amante di film (e non solo) di provenienza Giappo, non mancherò di guardare questo film. I giapponesi sanno essere davvero allucinanti nella loro pazzia, mi piacciono molto pellicole come “Tokyo Gore Police”. Non vedo l’ora di vedere questo film!

  4. Mirko says:

    Recuperato e devo dire che è impressionante quanta roba riesce a mettere dentro il regista.
    Parte come un horror mistery dal sapore molto rurale che rimesta nel torbido dell’ambiente scolastico giapponese soffocante e fintamente perbenista, poi diventa un Natural Born Killers con tanto di innesti psichedelici e riflessioni sulla morale e l’etica e si conclude in un tributo allo slasher splatter sempre in bilico tra il gore e il grottesco.
    Il cattivo è spiazzante nella sua maschera di normalità. E complimenti per il ritmo che parte lento per poi accelerare fino alla velocità della luce senza perdere colpi.
    Un Miike così ci mancava da un po’.