I Spit on Your Grave (2010)

Posted: 16th June 2012 by Death in Recensioni
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Interpreti: Sarah Butler, Jeff Branson, Andrew Howard, Daniel Franzese, Rodney Eastman, Chad Lindberg, Tracey Walter, Mollie Milligan
Regia: Steven R. Monroe
Durata: 108 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2010

VOTO:

Jennifer Hills è una scrittrice in crisi d’ispirazione. Anziché grattarsi il culo in qualche splendido resort a 5 stelle, decide di fare l’eremita in una baita sperduta in mezzo alla foresta per cercare lo spunto giusto tra le querce e gli scoiattoli. Essendo una figona col fisico da top-model, il tipo di ragazza da cui ti aspetti un bagaglio culturale non superiore all’aforistica da Facebook, Jenny attira i pruriti e le voglie degli arrapati locali che le combinano la festicciola: un bello stupro collettivo perpetrato da 3 redneck tamarri, un minorato mentale e uno sceriffo tutto casa, chiesa, famiglia e sodomia extraconiugale.

Jennifer, che magari non sarà bravissima a scrivere ma ha tanta voglia di sopravvivere nonostante il culo rotto, riesce comunque a far perdere le sue tracce lanciandosi in un fiume. Dopo un mese passato probabilmente a ponderare il modo più doloroso per punire i suoi aguzzini, torna in paese pronta a vendicarsi come uno spettro incazzato nero. Ovviamente il mese di ponderazione le darà grandi soddisfazioni.

Rifacimento del celebre e infame Non Violentate Jennifer (aka Day of the Woman) di Meir Zarchi, il film è il più classico dei rape & revenge, una storia ormai sentita allo sfinimento. La figa violata tira fuori le palle, più grosse dell’uomo stupratore, e fa una mattanza indicibile. Girl Power all’ennesima potenza, ma l’originale venne bandito da parecchi paesi europei poiché accusato di “esaltare la violenza contro le donne”, anche se a me sembra l’esatto contrario.
Per sopperire alla scarsa originalità di una trama ormai abusata, il regista ha ben pensato per questo remake di calcare a manetta sul pedale dello splatter, rivisitando le dinamiche un po’ naïf dell’originale, aggiornandosi agli standard contemporanei e dunque puntando tutto sull’effetto shock visivo.

La fase iniziale, stupro compreso, risulta così ridondante che mentre i redneck se la spassavano con la povera Jennifer, anziché volgere lo sguardo inorridito, sono andato a lavarmi i denti perché era tardino e c’avevo già sonno. Dopo lo sciacquo col colluttorio erano ancora tutti lì a grugnire e mugugnare, due palle così.
Fortunatamente l’ultima mezz’ora è stata in grado di destarmi dal torpore.
Tra volti squagliati nella soda caustica, evirazioni con cesoie da giardino e sodomizzazioni con fucili a pompa, I Spit on Your Grave (Boris Vian non c’entra nulla) merita di esser visto almeno per le sequenze di estrema brutalità che è in grado di regalare agli amanti del gore.
Come già detto, non sarà il top dell’originalità, ma è un monito importante da mostrare a chiunque nella sua testolina di cazzo abbia il pallino dello stupro.

PRO
Brutality

CONTRO
Pedissequo

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  1. Alessandra says:

    Il pallino dello sturpo, ahah! Comunque sono grata di non avere il fisico da fotomodella a questo punto. Il film mi ispirerebbe pure, se solo non avessi sul casso sto girl power che non si sopporta proprio! Fu lo stesso motivo per il quale odiai anche Captivity.

  2. Death says:

    Si tratta comunque di Girl Power supersplatter, quindi gliela diamo per buona! Io te lo consiglio in ogni caso 🙂