I Mercenari 2

Posted: 18th August 2012 by Death in Recensioni
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Interpreti: Sylvester Stallone, Arnold Schwarzenegger, Jean-Claude Van Damme, Bruce Willis, Jason Statham, Terry Crews, Jet Li, Dolph Lundgren, Randy Couture
Regia: Simon West
Durata: 102 min.
Titolo originale: The Expendables 2
Produzione: USA 2012

VOTO: 

Sembra appena ieri quando ci ritrovammo di fronte al megaschermo del multisala di turno ad ammirare sbalorditi la santa trinità (planet)hollywoodiana – Stallone, Schwarzenegger, Willis – per la prima volta nella storia del cinema riunita in una breve scena di un film divenuto pietra miliare, poiché sanciva il ritorno in grande stile dei divi decaduti del cinema muscolare anni ’80, ancora desiderosi di regalare brividi testosteronici a tutti i ragazzoni ormai cresciuti ma per nulla stanchi del genere che aveva accompagnato la loro adolescenza.

Sembra ieri, ma son già passati due anni.
Due anni volati via in un soffio, segno che l’età avanza sempre più inesorabile e la vita continua a complicarsi. Ma se i tempi son duri per tutti, tutti quanti possiamo ancora concederci un breve momento di spensieratezza tornando indietro a quegli anni magici con un incursione serale al cinema.
Ieri, 17 Agosto, la sala era gremita per vedere I Mercenari 2, perché i tempi cambiano ma “non si batte il classico“.

The Expendables era una scommessa, vinta in partenza ma pur sempre un rischio, un tentativo. The Expendables 2 beneficia di quell’azzardo fruttuoso e non si preoccupa più di dover rischiare. L’unica preoccupazione è quella di infilare all’interno di un unico film più fanservice possibile, più leggende, più citazioni, più esplosioni, più tutto.
Il che dovrebbe anche significare “più bello”, ma non è così scontato.

Un esordio a dir poco pirotecnico riassume brevemente la direzione che il film intende prendere. Nel giro di 10 minuti i Mercenari al completo fanno a pezzi a suon di proiettili e missili un intero esercito di terroristi: i cattivi cadono a ritmo inarrestabile, i buoni scherzano come se fosse una scampagnata in pineta. La dominante cupa del primo film, la crepuscolare malinconia dell’eroe al capolinea è qui totalmente assente: prevale invece una ritrovata vitalità, la battuta facile, le one-liner vecchia scuola (anche stavolta, però, l’adattamento italiano fa spesso cilecca), l’umorismo da caserma, i toni solari (al massimo un po’ di bruma) e quasi mai gravi. Expendables 2 sta al giorno come Expendables sta alla notte, due facce della stessa medaglia. È importante fare questo distinguo poiché la contestualizzazione dei due film è differente e fondamentale per un loro corretto giudizio.

Abbiamo già avuto modo di conoscere a fondo ciascun mercenario, che non deve far altro che portare avanti le proprie peculiarità senza alcuna evoluzione caratteriale.
Stallone è sempre accigliato e rapidissimo con la rivoltella; Statham è un drago coi coltelli ma ossessionato dalle telefonate della morosa; Lundgren è sempre più pazzo, nonostante vanti un curriculum accademico da borsa di studio; Terry Crews e Randy Couture mostrano i muscoli e fanno da spalla; Jet Li ha deciso che non aveva più tanta voglia di sfigurare al fianco dei suoi compari energumeni, per cui si ritaglia una scena dove, da solo, massacra 10 musi gialli a colpi di padella (degno riscatto di una prestazione un po’ in ombra nel primo film) per poi dileguarsi nel nulla.

Siccome bisogna condensare in soli 102 minuti quante più cafonate possibile, in modo da non scontentare nessuno, serve una sceneggiatura snella ed essenziale (per non dire trascurabile) per mettere in moto la vicenda senza però rallentare il ritmo con macchinazioni troppo indigeste per il pubblico in fibrillazione.
Ecco che allora la trama scorre liscia (e velocissima, perché il film finisce senza quasi accorgersene) alternando la commedia alla sparatoria e, di tanto in tanto, intrappolando i nostri eroi in situazioni disperate, apparentemente insolvibili. Questi momenti sono il pretesto, senza preoccuparsi affatto di esser verosimili, per l’intervento provvidenziale di Chuck Norris, Schwarzenegger e Bruce Willis. Intesi come divinità intoccabili, consapevoli della loro iconicità che trascende la finzione scenica, rafforzata da gigabytes di meme internettari, Chuck, Arnold e Bruce mitragliano all’impazzata fidenti della loro invulnerabilità, come se avessero attivato il cheat del God Mode di un qualsiasi sparatutto, parlano per slogan e concludono l’ecatombe con una risata.

Expendables 2 gioca molto, moltissimo – e non potrebbe fare altrimenti – col metacinema e con le strizzatine d’occhio al fan incallito, pronto a cogliere ogni riferimento a ciò che va oltre il film e ad applaudire come un bimbo nel sentire l’ennesima impresa dell’onnipotente Chuck (stavolta a farne le spese è un povero cobra reale). Se il primo film si sforzava di mantenere un contegno realistico, limitandosi al citazionismo verbale, qui ogni velleità di verosimiglianza è mandata a puttane e tutto gira intorno agli eroi che devono fare più casino possibile, nel modo più figo possibile. C’è un momento verso la fine dove i Mercenari, stavolta davvero al gran completo, condensano 20 anni di proiettili, esplosioni e mazzate in una singola scena. Un tripudio di braveria machistica dall’encefalogramma piatto e bicipite pompatissimo.
È l’action cafone nella sua espressione più pura.

Non manca però qualche cruccio, in primis l’ingiustificata assenza di Mickey Rourke e del suo Tool’s Tattoo Parlour. Le scorribande alcooliche della squadra si consumano ora, inspiegabilmente, all’interno di un anonimo pub per motociclisti. Pure l’ammutinamento di Jet Li, anch’esso immotivato, non convince e fa spiacere.
Ci sarebbe in sua vece una figa cinese, ma oltre a pigiare qualche tasto su un computer e fare gli occhi dolci a chiunque (tranne Lundgren che prende continuamente merda), non serve in realtà a un cazzo, neanche come siparietto sexy.

La new entry giovanile invece, Liam Hemsworth, è adattissimo per un film con Miley Cyrus ma completamente fuori luogo in mezzo a montagne di muscoli ultraquarantenni. È un ragazzone dal viso rassicurante e sin troppo ossequioso nei confronti dei suoi superiori, ai quali non sarebbe comunque degno neanche di leccare gli stivali. È un ex-marine che, molto coerentemente, diserta l’esercito a causa di un cagnolino giustiziato da un generale dispettoso (Edoardo Stoppa ne sarebbe fiero) per andare a far saltare la testa ai guerriglieri cinesi, che evidentemente per lui son più insignificanti delle bestie. Il suo personaggio funge allora da semplice agnello sacrificale per il micidiale calcio del caprone satanico (?!?) Van Damme. Il suo Jean Vilain è, lo dice il nome, una semplice maschera da cattivone da operetta, pura malvagità senza particolari motivazioni se non l’avidità e la bramosia di fare gransoldi vendendo plutonio ai malintenzionati. La sua apparizione dalla nebbia, quasi a significare il ritorno alla luce della grande sala dopo le tenebre del direct-to-video bulgaro, è un momento che mozza il fiato.
Non posso negare un certo amaro in bocca, perché la presenza scenica di Van Damme (e del suo compagno di merende Adkins, che pur si ritaglia un breve scontro con Statham) è fin troppo ristretta. Stando larghi, direi che si assesta su un massimo di un quarto d’ora di screen time, combattimento finale compreso.

Lo scontro che lo vede contrapposto a Stallone, pubblicizzatissimo in campagna promozionale, è sicuramente un’altra milestone del cinema d’azione e regala ben più di un brivido (non ho potuto trattenere la pelle d’oca durante i ben due! calci rotanti di Van Damme), è rabbioso al punto giusto e rappresenta il dream match che un tempo avremmo potuto solamente sognare. Ora è finalmente realtà, ma è un orgasmo tanto intenso quanto breve, che ovviamente si preferirebbe non finisse mai.

Al netto delle aspettative, I Mercenari 2 è un film per certi versi migliore del primo episodio, sicuramente più divertente e più spensierato, forse anche più completo. Un film “de panza“, mentre il capostipite più “de core“. Per contro, il primo ha avuto un impatto storico più profondo, anche dovuto al fatto che si trattava di un’operazione fino ad allora inedita. Ma siccome il cinema da classifica è roba per sfigati da forum e fare la gara a “chi è più meglio” è un atteggiamento da pivelli, ritengo sia sciocco ragionare per sottrazione piuttosto che per accumulo. Entrambi i film sono capolavori del cinema action, tra loro complementari e perciò inscindibili e imprescindibili. Dunque, parafrasando l’Accorsi di un mitico spot Maxibon, Two films is megl che One.

PRO
Tutti insieme, appassionatamente

CONTRO
Moar Van Damme, plz!

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  1. Panzer Guderian says:

    Hai colto nel segno. Nonostante la fragilità narrativa e tutti i piccoli limiti elencati, questo secondo episodio mi pare più spassoso e spensierato, e l’equazione da te proposta (Expendables 2 sta al giorno come Expendables sta alla notte) lo testimonia brillantemente. Ma se questa si riferisce al mood dei film, per quanto riguarda l’atmosfera io capovolgerei le parti: perché se nel primo episodio le ubbie esistenzialiste friggevano sotto il sole tropicale, nel secondo l’ilarità generale rimbomba nel lugubre paesaggio balcanico.

  2. alessio alfei says:

    L’inutile Hemsworth rientra nel calssico cliche’ del bravo ragazzo, che in quanto bravo si merita di indossare un eternamente comodo cappotto di legno. La storia patetica del cagnolino morto, secondo me, ha la subdola funzione di dare un senso positivo alla sua dipartita per mano(o meglio “piede”) del Van. Della serie:questo non e’ il set di bambi, cerbiattino! 4 teste di morto pienamente meritate.

    • Death says:

      Non mi veniva alcuna motivazione plausibile per la sua presenza! Poi quando si è messo a lamentarsi che voleva cambiare vita, che voleva dare il meglio alla sua ragazza, ho capito tutto… e Il Van ha potuto regolare i conti con una delle mosse più sborone degli ultimi 10 anni: in sala tutti hanno taciuto, io per poco non facevo la ola!

  3. Per me un fottuto capolavoro! Belissima recensione e fantastico blog, complimenti!

  4. Cleaned says:

    A) Adesso che Willis e Arnie sono entrati in partita gente come Couture o Crews perde ancora più senso. “Non si batte il classico”, ma non è classico manco Statham. Quanto sarebbe stato più “coerente” un dream-team di sole leggende?

    B) Non sono riuscito a farmi venire l’odio per il cattivo Van. Anzi, m’è pure dispiaciuto che alla fine tira le quoia. I rumor dicono che potrebbe tornare nel prossimo capitolo, sotto forma di… “gemello”!

    • Death says:

      Io credevo addirittura che Schwarzy sarebbe entrato in gioco con la sua squadra al completo, tra le cui file immaginavo potesse esserci Norris. Invece si è scelto di farli intervenire come comparse extralusso. Ma nel terzo capitolo non accetterei lo stesso trattamento! Couture e Crews in questo film hanno davvero pochissimo senso, tuttavia son simpatici e grossi, li sopportiamo 🙂

      Van Damme invece ruba la scena a tutti! Anche a Norris secondo me! Carisma da pazzi, nonostante il ruolo “evil” sopra le righe… Non vedo l’ora di ascoltarlo in lingua originale! E anche secondo me, la brutta fine che gli hanno fatto fare serve solo da molla per il ritorno del suo vendicativo gemello Claude 😉

  5. Neurocoso says:

    Ho preso appuntamento con amici questa settimana per andare a vederlo. FINALLY!

    Già al primo ho goduto come un riccio…

  6. Cleaned says:

    @Death

    Mettiamola così: anche sto giro il valore dell’evento vince su tutto. Ma se queste esclusive riunioni di vecchie glorie diventeranno la normalità, se continueranno ad uscire capitoli di The Expendables e The Tomb vari, dovremo (ri)cominciare a giudicare la qualità della pellicola.

    Senza utilizzare gli occhi del cuore.

    • Death says:

      Sono completamente d’accordo con te caro Cleaned! Infatti per questo secondo capitolo, per quanto epico sia, ho sentito mancare quel quid che mi aveva fatto palpitare il cuore per il primo Expendables. Ecco il perchè del voto leggermente inferiore. Mi auguro ovviamente che per un ipotetico Expendables 3 si alzi la posta in gioco ulteriormente: sarà necessario fare un capitolo di chiusura epocale che riunisca il meglio dei due film e non sia così sbilanciato verso l’ironia farsesca. Stiamo a vedere! E poi voglio di nuovo Mickey Rourke, cazzo!!!

  7. alessio alfei says:

    L’ombra di “Double team” si scaglia sui mercenari…e se il fatidico gemello di Villain fosse “buono”? Tutti hanno provato dispiacere nel vedere JCVD schiodare cosi’ brutalmente, e’ ora, per la produzione, di trovare qualcuno di negativamente carismatico nel ruolo di cattivone di fine livello, se Raul Julia fosse ancora vivo…

    • Death says:

      Il gemello di Vilain sarebbe una citazione massiccia alla filmografia di Van Damme, secondo me lo farebbero davvero! Fate tornare il Rourke pompatissimo (si sta allenando come un matto per il biopic su Gareth Thomas) e sbatteteli dentro il Colosseo/Anfiteatro di Arles con una tigre!

  8. Cleaned says:

    http://youtu.be/jDrEsoPu7AI

    Ieri terza volta al cinema, con altri mercenari che avevano disertato la prima.

  9. CinemaOut says:

    Bella recensione. Visto l’altro ieri al cinema. Come mai secondo te il tocca e fuga di Jet Li?

    • Death says:

      Thanks amigo! Non si è ben capito perchè Jet Li si tiri fuori dopo il prologo… forse “schedule clash”? O forse non si sentiva a suo agio tra tanti megamachos? Chissà, vedremo se sarà disposto a tornare in Expendables 3 🙂

  10. Alessandra says:

    Torno adesso dal cinema. Che dire: tamarrata all’ennesima potenza! Mi sono fomentata come poche volte al cinema. E poi la battuta finale di Arnold sui “musei” mi ha fatto rotolare, per non parlare dell’autocitazione di Norris e di tutto il metacinema ironico di sottofondo. Comunque si dice che ne terzo ci saranno addirittura Nicolas Cage, Harrison Ford, Wisley Snipes e CLINT EASTWOOD.

    • Death says:

      Il bello è che Eastwood non lo possono sputtanare come Norris, quindi se davvero sarà coinvolto dovranno PER FORZA fare le cose in grandissima! Speriamo bene o_O

  11. Neurocoso says:

    Ragazzi, rieccomi di ritorno dopo ieri sera. 😀

    Che voi ci crediate o no, quando Gunnar (Lundgren) stava entrando col carro armato con su scritto “Knock Knock”, ho spostato la testa per paura di venire preso.

    Ho ancora negli occhi l’adorazione mistica che ho provato quando Schwarzy, Bruce e Sly hanno sfasciato le pareti di vetro opaco a colpi di fucili d’assalto.
    Ho ancora nelle spalle i crampi per aver alzato le braccia in segno d’esultanza durante l’entrata in scena di Chuck e i crampi allo stomaco per le risate dopo la sua battuta sul cobra (l’intera sala piegata in due, GIURO).
    Ho ancora nelle labbra il ghigno di sorda soddisfazione quando Van Damme pianta il coltellone in petto allo scolaretto (un po’ m’è dispiaciuto, lo ammetto. Più che altro perché è sempre divertente vedere Sly che fa da “papà”, naturale o adottivo che sia).
    Ho ancora nella schiena i brividi per gli scontri finali tra giganti, (Statham-Adkins, Stallone-Van Damme… manco su Tekken s’è mai vista una roba simile) anche se si sapeva come andavano a finire.
    Ho ancora nelle mutande i segni per tutto il resto.

    Tutto ‘sto papocchio per dire che questo è stata la “figarrata” (figata + tamarrata) più epocale che abbia mai visto lampeggiare sullo schermo di un cinema.
    E ‘fanculo Bellocchio.

    • Death says:

      Missione compiuta! Lietissimo che ti abbia gasato così! Per il festival di Venezia ho vaga stima per il Jaeger-LeCoultre a Stallone nel 2009… 😉

  12. Andrea says:

    Ottima recensione, Two films is megl che One è la giusta filosofia per me. Grande blog! Preferivo solo lo sfondo nero sotto le scritte, si leggeva meglio.Ciao!