Hong Kong – Colpo su colpo

Posted: 24th September 2013 by Panzer Guderian in Recensioni
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Interpreti: Jean-Claude Van Damme, Rob Schneider, Lela Rochon, Paul Sorvino, Carman Lee, Wyman Wong, Glen Chin, Michael Wong, Dennis Chan
Regia: Tsui Hark
Durata: 91 min.
Titolo originale: Knock Off
Produzione: Hong Kong, USA 1998

VOTO: 

1997: dopo 155 anni di “affitto perpetuo” Hong Kong torna alla Cina e Tsui Hark, reduce dal recente flop di Double Team, ci ricasca cogliendo al volo l’occasione offertagli dallo storico evento. Le possibilità che il regista cantonese possa cambiare pagina ed elevare il livello della sua produzione artistica sono tante quante le consecutio temporum inanellate da Nando Colelli. La minacciosa presenza tra lo staff dello sceneggiatore di Commando e Street Fighter impone ad Hark di circondarsi di un cast di scoppiati per maneggiare con cura un materiale esplosivo. Come co-protagonista salta fuori quella sagoma di Rob Schneider, che già aveva dimostrato ottime capacità cabarettistiche come spalla di Stallone in Dredd, ma che da qui a sette anni si sarebbe presentato al cinema col titolo di PUTTANO IN SALDO; tra i credits emergono poi le lunghissime gambe di Lela Rochon, di cui non si sa nulla, tranne che ora pare sia ingrassata di circa 20 chili.

Per quanto riguarda il personaggio principale avanziamo due ipotesi, entrambe venate di negatività: la prima è che Hark, conscio dell’esito a cui sarebbe andato incontro, si sarebbe astenuto dallo sbattimento del casting e avesse richiamato un Van Damme ormai in caduta libera. La seconda, più pindarica, deriverebbe dalla volontà del regista di eleggere come rappresentante di una città nota per l’oppio e il cinema di arti marziali un personaggio tanto aduso a tirar di coca quanto di calci rotanti. Se poi aggiungiamo che in questo film Van Damme picchia le donne, la dimensione simbolica dell’attore non si esaurisce nell’immagine stereotipata della metropoli, ma assume sordidi connotati biografici. Il risultato di questa equazione è Marcus Ray, l’ennesimo personaggio vandammiano dal passato improbabile e dai richiami francofoni, un giovane businessman dai legami con la mala locale, desideroso di uscire dal tunnel della contraffazione ma non dal labirinto vaginale che si irradia intorno al suo ufficio. Ad affiancare Marcus negli affari di cassa e di pelo è Tommy Hendricks (Scnheider), il clown della coppia: se il primo è un drago nello sport e nelle arti marziali, il secondo è il joker delle public relations, gestite con un mix di strategismo psicologico, paraculismo e istrionismo cronico.

Il binomio Van Damme-Schneider dà il meglio di sé nella memorabile scena della gara di risciò in apertura del film, dove si consuma la nefasta ed esilarante parabola delle PUMMA 5000 X, “suola idrorepellente super ammortizzante… (e di merdaahahah!)”, superbo affresco del fenomeno della contraffazione nonché veicolo delle più ardite sperimentazioni registiche, tra le quali spicca la celeberrima carrellata all’interno della scarpa.

(una fase della via crucis delle Pumma 5000X)

Per quanto mi riguarda il film potrebbe terminare con l’immagine dei piedi seminudi di Van Damme che arranca lasciandosi alle spalle le salme delle suole idrorepellenti, ma siamo solo all’inizio e ancora non si scorgono le ombre dell’intrigo internazionale imbastito dalla fervida mente di de Souza. Sfruttando la vocazione export led di HK, un gruppo di terroristi russi occultano migliaia di micro bombe all’interno dei più svariati manufatti, dalle bambole Apple babies (Vanilla Cream è la meno reperibile nel mercato), ai tirannosauri elettronici passando per i V-Six Jeans, in modo da ricattare i governi nazionali minacciando una catena di detonazioni su scala mondiale. Marcus e Tommy, in quanto rivenditori del marchio V-Six, si trovano invischiati in tale intrallazzo dal quale cercano di emergere sulla scia di un’incontenibile piacioneria che esprimono attraverso smorfie esilaranti, soprattutto all’indirizzo della misteriosa Karen Lee, che si rivela subito una scaldacazzi di professione in quanto agente CIA sotto copertura.

Le dinamiche del film si basano infatti sul contrasto tra ciò che è autentico e ciò che è artificioso; ma mentre una M in più basta a distinguere una suola idrorepellente da una sola, fare luce sulle incerte identità dei personaggi è tutt’altro che semplice. Il clima di sospetto imperante non risparmia il Durian, per gli orientali il re dei frutti, per Tommy “un frutto del cazzo!”, non meno pericoloso in cucina quanto nella mêlée, durante la quale, complice la frenetica mano di Hark, è sempre più complicato valutare la paternità di calci ed evoluzioni: Van Damme o Senofonte, Knock out o Knock Off?

POSTILLA
Vuoi per l’incendiaria libertà espressiva che contraddistingue i due film, vuoi per la prossimità cronologica, Knock Off e Double Team possono costituire il dittico del “canto del cigno del Van Damme” degli anni ’90. Lo stesso giudizio crepuscolare può essere affibbiato al regista Tsui Hark, noto per l’estro tecnico e la propensione all’azione, non di rado applicati alla trattazione di temi sulla storia e la cultura cinese. In questa occasione, secondo l’Enciclopedia del Cinema Treccani (2004), Tsui Hark avrebbe risentito de “l’evidente riflesso, nell’epoca del ritorno dell’ex colonia inglese alla Repubblica popolare cinese (1° luglio 1997), della crisi propria del cinema di Hong Kong, da un lato alla faticosa ricerca di una dimensione internazionale, dall’altro incapace di ritrovare le proprie radici”. Lo smarrimento che domina la realtà si riverbera quindi sulla fiction, attraverso la quale Tsui Hark cerca di squarciare le malinconiche nubi che si addensano sul futuro della metropoli con un’esplosione di fuochi d’artificio caricati a cocaina. È quella condensata in questo video, consigliato a tutti i fan di questo capolavoro della caciara cinematografica:

(e leggete i commenti!)

PRO
I bought it in Hong Kong…

CONTRO
…it’s a knock off

Compralo su Amazon in DVD.

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  1. Lupokatttivo says:

    Ma sai che questo proprio non lo conoscevo? E dire che sul genere mi sentivo abbastanza ferrato….anzi efferato…che faccio lo guardo?!?!? 🙂

    • Death says:

      È molto trash ma ci sono alcune scene da antologia, come quella delle indimenticabili Pumma 5000X… a distanza di anni, ancora mi sganascio come un porco quando la vedo 😀

  2. Cleaned says:

    Ai tempi lo giudicai come flop-poverata-trash. Perchè ancora non sapevo quanta van-merda sarebbe arrivata dopo 🙁

    • Death says:

      Al netto della produzione vandammiana dei primi 2000, Knock Off è un capolavorone! È vero che forse è un po’ troppo demenziale, ma Tsui Hark tecnicamente è impressionante e le scene d’azione sono ottime, così come le visionarie soggettive all’interno di scarpe, computer e altri oggetti inanimati 😀