Hellraiser – Non ci sono limiti

Posted: 17th February 2016 by Death in Recensioni
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Interpreti: Andrew Robinson, Clare Higgins, Ashley Laurence, Sean Chapman, Oliver Smith, Robert Hines, Anthony Allen, Leon Davis, Michael Cassidy
Regia: Clive Barker
Durata: 94 min.
Titolo originale: Hellraiser
Produzione: Regno Unito 1987

VOTO:

Di norma, gli adattamenti cinematografici tratti da un romanzo di successo tendono sempre a puzzare di merda. Il medium letterario è profondamente diverso da quello filmico, il ché genera incompatibilità spesso inconciliabili capaci di affossare anche le produzioni animate dai più nobili intenti (quelle spinte solo dal desiderio di fare paperdollari alle spalle dei fans neanche le consideriamo, va là).
Ora, io non ho mai letto The Hellbound Heart (in Italia Schiavi dell’inferno), ergo non so dire se sia meglio o peggio del film, ma in ogni caso Hellraiser rappresenta un caso più unico che raro, essendo scritto, prodotto e diretto dallo stesso autore del libro, Clive Barker.

Il buon Barker, che ha sempre avuto velleità cinematografiche (qualche anno dopo, con il medesimo iter, realizzò l’ambizioso Cabal), confeziona un horror a basso budget girato in un unico ambiente, una vecchia casa impolverata e marcescente, e infarcisce l’apparentemente banale storia di vita coniugale dei protagonisti con pesanti dosi di splatter, sadomasochismo e perversioni assortite, che sono un po’ la cifra stilistica che caratterizza la sua produzione letteraria.

Larry e Julia Cotton si trasferiscono in questa villetta periferica e malconcia, teatro di numerosi peccati sessuali. Julia, infatti, cornificava Larry con il cognato Frank, avventuriero dalla minchia lesta, dato per disperso da anni. In realtà Frank è bello che stecchito e i suoi resti putrefanno nella soffitta della casa.
Durante un trasloco, Larry si ferisce a una mano con un chiodo sporgente e il sangue che ne sgorga resuscita nottetempo Frank, sotto forma di morto vivente completamente spellato.
Forte della loro torbida relazione, Frank circuisce Julia, all’insaputa di Larry, affinché gli porti carne fresca da divorare per tornare in forze.

Ritengo improbabile che non abbiate visto questo gioiellino dell’orrore morboso, quindi mi risparmio di elencare gli snodi cruciali della trama, anche se, impossibile tacere, è chiaro che a un certo punto sbuchi fuori un cubo magico, la cosiddetta Lament Configuration, attorno al quale ruota la mitologia di Hellraiser e dei suoi pittoreschi abitatori, i Cenobiti.

Queste creature ultraterrene – demoni per alcuni, angeli per altri -, chiamate anche Supplizianti per via della loro spiccata propensione alla tortura, compaiono a chiunque abbia il coraggio di evocarli per iniziarli ai più estremi piaceri della carne umana, che, purtroppo per gli incauti e arrapatissimi evocatori, non coincidono propriamente con orge sfrenate con sexy ragazze, bensì in qualcosa di molto più turpe e deviato, anche se il sottotesto erotico legato al bondage (i Cenobiti vestono tutti impermeabili di pelle nera e latex, very cool) rimane dominante.
Idolo indiscusso nonché icona di stile e grande sofista, il leader cenobitico, inizialmente non inteso come boogeyman ma diventatolo giocoforza per via del suo insuperabile carisma, è Pinhead (letteralmente “testa di spillo”), interpretato da un insuperabile Doug Bradley che sibila indimenticabili one liners con vociona baritonale (effettata) e spiazza lo spettatore, diviso tra terrore e ammirazione.
La mia citazione preferita? Ovviamente “No tears, please. It’s a waste of good suffering” (“Niente lacrime, per favore. Non si deve sprecare così la sofferenza”).

Contrariamente alle altre pellicole slasher dell’epoca – proprio perché sarebbe inopportuno costringere Hellraiser in tale categoria, nonostante col tempo e con il proliferare di dispensabili sequel ne sia entrato a far parte -, il film di Barker punta tutto sul torbido e sull’uncomfortable, ché non mi viene un termine italiano adatto, ovvero il far sentire costantemente lo spettatore a disagio, non tanto per la violenza esplicita, ottima e abbondante, quanto per il susseguirsi di sequenze realmente fastidiose – penso ad esempio alla scena in cui la carcassa violacea di Frank emerge dall’armadio mentre Larry e Julia fanno sesso per depositare sul letto il cadavere scannato di un topo -, macabre ma, a modo loro, sottilmente affascinanti, che è il dualismo su cui si fonda l’etica dei Cenobiti, ovvero Eros e Thanatos e tuttecose macabro-sconce simili, oltre che l’inevitabile dibattito sulla percezione della moralità e l’impossibilità assoluta a discernere vizio o virtù.
Dolore e piacere sono due facce della stessa medaglia. Se non si hanno le palle per esperire il dolore massimo, chi può dire per certo che esso non corrisponda proprio alla massima espressione del godimento? Frank le palle le ha avute, finisce appeso a un tripudio di catene e uncini e schizza sborra nell’esatto istante in cui la sua carcassa esplode in aria in un pirotecnicismo di liquido ematico, frattaglie e lembi di carne; credo che nessuno possa mai dirsi attratto da un simile scenario, benché persone che pratichino la sospensione esistano e ne sembrino particolarmente avvinte.

"GODO"

“GODO”

Rimane incredibile cosa Barker sia riuscito a fare con appena un milione di dollari di budget, una vecchia stamberga e un paio di attori spettinati (si mormora comunque che il Clive sia intenzionato a dirigerne un remake con un budget più costoso, per esprimere tutta la sua carica visionaria senza alcun freno di tipo economico).
Hellraiser è una delle pellicole horror più immaginifiche degli anni ’80 e della storia del cinema tutta. Anche se alcuni effetti speciali, in particolar modo quelli del finale (che oltretutto è la parte meno riuscita), appaiono un po’ datati, non si può negare come il film rimanga un’esperienza unica per atmosfere e impatto sullo spettatore, sensuale, disturbante, disgustosa. Per quanto mi riguarda, pietra miliare e vero e proprio capolavoro.

PRO
L’horror più immaginifico degli anni ’80

CONTRO
Qualche effetto un po’ datato

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  1. Frank R. says:

    Per me uno di migliori horror di sempre. Certo, se i soldi non fossero finiti prima della fine delle riprese, forse adesso staremmo parlando di un capolavoro assoluto.

    • Death says:

      A quanto pare stanno producendo un nuovo Hellraiser, senza Barker e senza Bradley. Peccato, per una volta sarei veramente curioso di vedere un remake che migliora i difetti e amplifica i pregi dell’originale. Le premesse ci sono tutte, ma ai produttori sembra non interessare altro che il cash facile straight to video…

  2. Steven says:

    I “più estremi piaceri della carne umana”…BAH! E’ che Frank, prima di provare a giocare col cubo, NON ha mai “provato a fare sega”! “UNA VOLTA CHE CI PROVI…NON TI STANCHI PIU’ ” 😀