Ghost Rider: Spirito di Vendetta

Posted: 31st March 2012 by Death in Recensioni
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Interpreti: Nicolas Cage, Johnny Whitworth, Ciarán Hinds, Violante Placido, Idris Elba, Christopher Lambert, Fergus Riordan, Alin Panc
Regia: Mark Neveldine, Brian Taylor
Durata: 95 min.
Titolo originale: Ghost Rider: Spirit of Vengeance
Produzione: USA, Emirati Arabi Uniti 2012

VOTO:

Ammetto di avere un debole per Ghost Rider. Non che sia un accanito lettore dei suoi comics, in verità non ne ho mai letto neanche uno. Però, converrete con me, un personaggio dal teschio fiammeggiante che smotora a tutta birra su un chopper infuocato è davvero il massimo della vita. Perciò anche il primo film, bistrattato dai più, mi piacque oltremodo.

Figuratevi quando seppi che, al posto del calunniato Mark Steven Johnson, a dirigere questo sequel (che cerca di comportarsi da reboot) erano stati chiamati i registi più crazy del mondo, ovvero quei Mark Neveldine e Brian Taylor capaci di sfornare le bombe atomiche Crank e Crank 2. Ce l’avevo già duro, insomma.
Ok, c’è sempre Nicolas Cage che è odiato dal mondo intero… ma non da me. In un qualche modo sono affezionato a Cage, alla sua recitazione perennemente sopra le righe, ai suoi parrucchini esagerati (qui (s)fortunatamente assenti), alla sua esuberanza fisica che sopraffà l’espressività del volto.

La trama è quasi del tutto assente: il Ghost Rider sta perdendo la brocca e cerca di distruggere chiunque ritenga colpevole, anche chi butta le cartacce per terra. Al contempo è chiamato ad assolvere un compito più grave, ovvero impedire la nascita dell’anticristo, o meglio la trasmigrazione dell’animaccia del demonio da un corpo fatiscente in uno più fresco e vitale. Nell’ardua impresa lo assistono un predicatore negro avvinazzato (Idris Elba) e una puttana romena (Violante Placido).
La carne sul fuoco sembra parecchia, no?

E a proposito di fuoco, la variazione più sostanziale rispetto al primo film è che Spirito di Vendetta cerca di allontanarsi dalle atmosfere fumettose e dai colori fluorescenti dei tipici film Marvel, adottando uno stile grezzo e sporco: il Rider non è più tutto azzimato nella sua giacca in pelle fighetta ma è completamente bruciacchiato come le tute in acetato in voga negli anni ’90 – evergreen tra gli zingari -, quando incautamente si sostava troppo a lungo vicino alla stufa, avete presente? I colori sono desaturati al massimo e tutto puzza di lercio (in questo gioca un ruolo fondamentale la sapiente scelta di girare nell’est europeo, sudicio per antonomasia).

Trattandosi di Neveldine & Taylor le inquadrature sono tutte storte e fuori di testa, al limite del funambolismo, e su questo c’è poco da obiettare, probabilmente si tratta dei filmakers più dinamici in circolazione, con un gusto registico talmente raffinato che probabilmente i due in realtà non ne capiscono un cazzo di regia stricto sensu, ma agiscono d’istinto ed è per questo che spaccano il culo così tanto. Fanculo i canoni.

Purtroppo, anticonformismo a parte, l’assenza di una trama penalizza il tutto con dei momenti in cui si gira completamente a vuoto e i personaggi si comportano come sperduti, con Cage che strabuzza gli occhi, Violante Placido che NON mostra le tette e Idris Elba che urla Halleluja a casaccio. A un certo punto – ed è un momento di grande cinema – appare il gommosissimo faccione di Christopher Lambert tutto tatuato con scritte a cazzo che dice due stronzate, fa due tiri di scherma (dice di essersi allenato tre mesi con la spada… per 1 minuto di riprese?) e muore.

I dialoghi sembrano scritti durante la pausa pranza tra una ripresa e l’altra e alcune one-liner sono così sciapide che sembra di guardare un B-movie di 30 anni fa (rigorosamente in tuta in acetato). Quando però Cage strizza e si trasforma in teschio flambé allora il film ingrana la marcia giusta, come dovrebbe essere tutto il film; esplosioni continue (a volte anche immotivate), lanciarazzi, diavoli, rutti, i cattivi che vengono arsi vivi e Ghost che sghignazza divertito. Visto che la trama è oggettivamente una cazzata, si sarebbe potuto fare un film interamente così, come un lungo showreel di sequenze cafone, e il risultato avrebbe sfiorato la top ten dei film più belli della storia del cinema. Sfortunatamente anche Neveldine e Taylor devono sottostare alle dure regole della narrazione, che prevede un minimo di canovaccio sul quale imbastire il tutto. Il risultato è che il canovaccio ha preso il sopravvento e per gran parte del film si muore di noia, per giunta in 3D.

PRO
Feticista di teschi

CONTRO
Troppa trama

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