Friend Request – La morte ha il tuo profilo

Posted: 20th June 2016 by Death in Recensioni
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Interpreti: Alycia Debnam-Carey, William Moseley, Connor Paolo, Brit Morgan, Brooke Markham, Sean Marquette, Liesl Ahlers, Shashawnee Hall
Regia: Simon Verhoeven
Durata: 92 min.
Titolo originale: Friend Request
Produzione: Germania 2016

VOTO:

In questi tempi di estremo SOCIALismo generazionale, l’unico modo per spaventare i giovani sembra essere colpirli nel punto in cui son più vulnerabili: il loro profilo Facebook.
Dopo il non privo di spunti interessanti Unfriended, esce una nuova pellicola fortemente a tema social network, meno “sperimentale” nella messa in scena ma forse per questo potenzialmente più intrattenitivo: Friend Request.

Il film si apre con un forse scontato ma molto efficace montaggio che mostra a che punto si sia ridotta la vita, oggigiorno. Una raffica di “momenti indimenticabili” si sussegue al ritmo di un sognante pezzone pop e della compulsiva condivisione su Facebook di foto, video e tutto ciò che possa attestare quanto i protagonisti si stiano divertendo da pazzi, anche se più assorti a postare gli scatti che a godere di ciò che vi è ritratto.
Questa compagine di imbecilli, dunque, è all’ultimo grido e ben connessa.

All’università, però, c’è una darkettona senza amici che cerca in tutti i modi di conoscere la più bella del gruppo, Laura, attraente non tanto per meriti estetici quanto per l’invidiabile numero di contatti collezionati su Facebook, prossimo al migliaio. Le invia così una richiesta d’amicizia che viene prontamente accettata, più per pietà che per altro; in ogni caso, un passo in più verso il traguardo dei 1000 friends. La darkettona posta pure roba interessante, foto e filmati dark gothic pazzeschi, però è anche ossessiva da pazzi e stalkera pesantemente la nostra bellona che, dopo aver inutilmente cercato di risolvere la cosa con le buone maniere, dopo una terribile piazzata in pubblico, la cancella semplicemente dalle amicizie.

TRAGEDIA INSOSTENIBILE! La darkettona si suicida e maledice tutta la cricca d’amici, nonostante fosse in torto marcio. Attraverso una versione esotericamente modificata di Facebook, in cui il normale codice HTML viene sostituito da rune e altre amenità, comincia a tormentare uno a uno i membri del gruppo.
Costoro sono veramente dei geniacci: appurato che il male si propaga attraverso il computer, ‘sti imbecilli col cervello bruciato se ne rimangono tutto il giorno su Facebook a disperarsi e a temere per la propria incolumità. “Ommioddio, ci ammazzerà tutti!!!”, mentre surfano rapidi tra le finestre del browser, sperando forse di trovare la salvezza in qualche video di gattini pasticcioni. Salvezza che, irrimediabilmente, non arriva.
Siccome per questi deficienti buttare il PC nella spazzatura e uscire a fare una passeggiata rappresenta qualcosa peggiore della morte stessa, vengono sistematicamente sterminati uno dopo l’altro in maniere più o meno splatter.

La produzione europea del film, unita a un canovaccio non proprio intelligentissimo, mi aveva portato a credere che il film fosse una pataccata da quattro soldi, roba veramente infima da guardare digrignando i denti, solo per amor del genere. Invece la confezione tecnica, con mia somma sorpresa, è di tutto rispetto, con buoni effetti digitali e anche qualche scelta scenograficha affatto disprezzabile. Germania di solito fa rima con fiction scadente da prima serata infrasettimanale su Rai 2; invece la produzione di Unfriend (questo il titolo teutonico) è di livello internazionale, seppur vagamente paratelevisiva, ma comunque in linea con altri prodotti americani anche maggiormente pubblicizzati.

Dove il film crolla miseramente è nella sceneggiatura, che sembra un minestrone di tutto l’horror mainstream degli ultimi 15 anni, dalla struttura di stampo slasher alla sezione investigativa debitrice di The Ring e tanti altri.
I protagonisti, come già detto, si comportano in maniera assurda. Già lo spunto iniziale, con la darkettona incapace di farsi amico persino il metallino più sfigato del college, appare poco credibile: anche solo per il materiale creepy postato sul suo profilo, senz’altro più interessante delle infinite foto di party e vacanze che affollano le bacheche degli altri mentecatti, almeno qualche decina di sostenitori del macabro li avrebbe dovuti trovare, giacché il web si suppone essere il posto capace più di ogni altro di mettere in comunicazione gli animi affini.
Ma poi ancora una volta una soluzione facilmente risolvibile con una bella chiacchierata di fronte a una tazza di caffè degenera in merda in maniera troppo improvvisa. Si tratta forse di una critica velata verso l’incapacità di comunicazione tra i giovani, la totale mancanza di contatti umani nella società moderna? Io propendo più per la leggerezza di sceneggiatura, anche perché se la darkettona non si fosse uccisa la cricca di fessacchiotti avrebbe continuato a gongolare indisturbata nel proprio edonismo modaiolo e borghese.

Friend Request non è più infame di altre pellicole del genere. È sciocco, un po’ vacuo nonostante le buone intenzioni e puzza terribilmente di già visto, specie con il districarsi della storia. Però è tecnicamente realizzato in maniera dignitosa e, con l’aiuto di un buon subwoofer o dell’impianto audio del cinema, fa pure mollare qualche bella scorreggia umida di strizza durante i telefonati ma efficaci jump-scares disseminati qua e là.

Dimenticabile ma non insopportabile.
Solo per ossessionati dell’horror. D’estate va bene tutto.

PRO
Tecnicamente dignitoso

CONTRO
Tutto già visto e rivisto

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  1. Andrea says:

    Ma cosa mi dici… Tedesco… La fattura è da teen horror americano. Complimenti allora alla produzione. Il film non è male con richiami anche agli horror di Fulci camuffati tra i vari bu da jappo horror alla The ring. C’è di meglio, ma nache di peggio. Io mi sono divertito.

    • Death says:

      Visione disimpegnata, onesta; rimane poco dopo la visione, ma qualche bestemmione l’ho tirato, allo schermo, dopo aver saltato sulla poltroncina 😀