Fast & Furious 7

Posted: 10th April 2015 by Death in Recensioni
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Interpreti: Vin Diesel, Paul Walker, Dwayne Johnson, Michelle Rodriguez, Tyrese Gibson, Ludacris, Jordana Brewster, Djimon Hounsou, Jason Statham, Tony Jaa
Regia: James Wan
Durata: 140 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2015

VOTO: 

Con addosso un hype spropositato, mi ritrovo improvvisamente catapultato al multisala a vedere Fast and Furious 7. La sala è gremita e io ho un posto di merda.
Sono laterale e incredibilmente vicino allo schermo, la mia testa è iperestesa e contrasto la prospettiva sedendomi di sbieco sul sedile, tutto storto.
Gli occhi bruciano sin dai primi trailer, ma stoicamente resisto.
Sono convinto che ne varrà la pena.

Ed effettivamente il prologo sembra confermare il mio auspicio.
Statham apre il film con tutto il suo carisma, il suo grugno minaccioso e un centinaio di morti ammazzati.
Come visto nell’esaltante finale del precedente capitolo, Jason fa Deckard Shaw, fratellino molto vendicativo del villain Owen, che maledice a morte Toretto e co.

La trama non è nulla di rivoluzionario rispetto agli scorsi episodi.
Statham fa saltare la casa di Toretto e quest’ultimo gli vuole (giustamente) smontare la faccia a cazzotti.
Per fare ciò collabora con Kurt Russell, agente speciale piacione, che gli commissiona i soliti lavoretti da risolvere a suon di bolidi truccati ed evoluzioni rocambolesche.

Insomma, sempre la solita, pirotecnica solfa, godibilissima per carità, ma il mio hype sembra scemare una volta appurato che la sostanza, in fondo, non cambia poi tanto. La minestra, per quanto buona, dopo un po’ prende al cazzo.

Con questo non voglio dire che F&F7 sia un brutto film, tutt’altro.
È un action assai cazzuto, con almeno un paio di sequenze action da antologia, il solito ritmo indiavolato e tutto il corollario di macchine custom per i segaioli del tuning. Del resto, è da Fast 5 che la saga si mantiene su ottimi standard, iperbolici quanto volete, ma eccellenti per il genere.
Quindi, le uniche vere attrative di questo nuovo capitolo rimangono Statham supercattivo, di cui parlerò subito, e James Wan in regia, di cui parlerò dopo.

Allora, Statham bomba, nulla da dire. Avevo paura che la sua presenza fosse limitata a un paio di sequenze, invece è parecchio presente e molto disposto a fare a botte. Con un carisma smisurato, secondo forse solo a The Rock, ruba la scena a tutti quanti, sia che si tratti di pronunciare qualche battuta badass col suo sorrisetto beffardo, sia che si tratti di tirare calci rotanti o sprangate. Sotto questo punto di vista non c’è nulla da recriminare. Il cliffhanger pazzesco su cui si chiudeva Furious 6 ci aveva messo addosso un’esaltazione e un attesa insopportabili, ma siamo stati ripagati più che degnamente. Finalmente Jason ha nuovamente spazio in un film AAA capace di fare sfracelli al botteghino.

Il resto del cast è ok. Vin Diesel è sempre grosso e smanicato, anche se ormai fa un po’ tenerezza. Sta invecchiando e le sue masse non appaiono più impressionanti come quando io ero al liceo. Nonostante tutto, in questo capitolo torna a essere il vero protagonista, con più spazio in scena rispetto a chiunque altro. Se vogliamo, è giusto così. Inoltre, è così idolo da sposarsi in canottiera (no spoiler), e per questo ha tutta la mia ammirazione.
Il resto della gang fa il minimo sindacale. Tra i tanti spicca Tyrese, il negro simpa della compagnia, al quale sono riservati i siparietti comici, spesso molto divertenti. Ludacris sfoggia un insospettabile petto bomba e si unisce alla crew una afro hacker dal sexy culo (subito apprezzato da Tyrese, obviously).
C’è anche un cameo di Lucas Black, il gonzo di Tokyo Drift. A un certo punto i due film si intrecciano in maniera piuttosto riuscita, riordinando finalmente la continuità della serie, anche se l’inserimento di spezzoni del film del 2006 nel montaggio stona da pazzi, sia per la qualità video, sia perché Lucas in un’inquadratura ha 24 anni, in quella dopo ne ha 33 (e ne dimostra 40).

Quindi, riepilogando. Canovaccio collaudato, anche se un po’ liso; personaggi iconici con braccia muscolose; finalmente un villain coi controcoglioni; abbondanza di pestaggi a mani nude; macchinoni da paura dei quali personalmente mi frega un cazzo ma su cui i tabbozzi sospirano sognanti.

Sembrerebbe che tutto l’hype che avevo addosso sia stato ripagato, no?

Invece ci sono delle innegabili magagne, la prima delle quali appare chiara dopo pochi minuti di visione.
C’è TROPPO POCO The Rock. Se non ricordo male, nello stesso periodo Rocky girava (quella merda di) Hercules, per cui doveva avere l’agenda piuttosto incasinata. Sicché, le sue apparizioni sono veramente centellinate, anche se di sicuro effetto. Lo scontro con Statham, ad esempio, è pauroso, ma è tanto potente quanto breve. Anche perché il momento più sugoso dello scontro, la Rock Bottom su un tavolino di vetro, ci era già stata spoilerata dal trailer.
Si poteva forse aspettare che Dwayne si liberasse da qualche impegno? Forse, ma la sensazione che ho avuto guardando il film è che sia stato fatto tutto e subito, in maniera quasi frettolosa. Poi magari sono troppo prevenuto io, però…

Poi c’è il discorso Kurt Russell, che è sicuramente un attore leggendario e ha una grande presenza scenica, però… chissenefrega? Sinceramente, quanti di voi avrebbero barattato Russell per avere un po’ più di screen time di The Rock? Io sì, al volo… non siate ipocriti. Con tutto il bene che gli voglio, l’avrei preferito in un episodio dei Mercenari.

C’è anche un breve (TROPPO!) catfight tra Michelle Rodriguez e Ronda Rousey. Ronda ha un abito che le mette in risalto le cosce-per-le-quali-uccideresti e picchia come un fabbro, fa un paio di grapples pazzesche e a un certo punto fa una mossa tutta strana in spaccata che per poco non ci rimanevo secco.

Poi c’è quel buffone di Tony Jaa, tutto pasticciato da gangster asian che si riduce a fare la macchietta di quello che è, ovvero un acrobata della madonna e un gran marzialista. Purtroppo la sceneggiatura prevede che si meni con Walker (o meglio, con il suo stunt) per cui sembra sempre che abbia il freno a mano tirato. Avrei preferito magari uno scontro handicap, come quello di Joe Taslim nel 6, che avrebbe potuto mettere in risalto maggiormente le sue qualità.

Infine, come anticipato, due cenni su James Wan. Gran parte dell’hype che avevo era dovuto al fatto che in cabina di regia ci fosse uno dei più virtuosi della nuovissima generazione, ed ero pazzamente curioso di vedere cosa avrebbe potuto combinare alle prese con del materiale simile. Purtroppo sembra che Wan giri col pilota automatico, a parte un piano sequenza, un paio di inquadrature rotanti e qualche vertigo sparato a caso. Il resto è standard al massimo, con gli immancabili stacchetti dance sui culi in spiaggia e il montaggio convulsissimo al massimo. Inoltre, si vede troppo che gli manca totalmente la dimestichezza con le scene marziali. PECCATONE.

Ma aldilà di quelli che sono i miei personalissimi capricci, il film è godibilissimo, intrattenimento di qualità, e come sempre miriadi di grezzoni si sono precipitati in sala (occupando i posti migliori) e sborsando così tanto cash che F&F7 sfreccia spedito verso il miliardo d’incasso worldwide.

Ovviamente gran parte del clamore e del conseguente successo è dovuto alla prematura scomparsa di Paul Walker. Mi dispiacque molto, quando seppi della sua morte, perché trovai il suo incidente veramente beffardo. Ma non sono certo entrato in sala per vedere la sua “ultima, strepitosa interpretazione”, specialmente perché il suo personaggio è stato da sempre il più debole di tutti, sia fisicamente che come caratterizzazione.
Quindi, ben lungi dal voler pronunciare un obbligato elogio post-mortem, riconosco comunque il gran lavoro della produzione che si è trovata nella merda di dover terminare il film ovviando alla mancanza del suo co-protagonista, e apprezzo con sincero rispetto il tributo in suo onore con cui si chiude il film, veramente toccante e gestito con una leggerezza tale da schivare il rischio sciacallaggio. Insomma, si vede proprio che è una cosa sentita e non una bieca manovra di marketing. Inoltre, un finale così lieve e simbolico costituirebbe un finale perfetto per la serie, ma a quanto pare i motori sono già caldi per l’ottavo capitolo…

PRO
Entertainment macho all’ennesima potenza

CONTRO
Avevo aspettative troppo alte io?

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  1. Mirko says:

    Concordo con te Death. Secondo me la morte di PW ha mandato a puttane una coerenza di fondo che a quel punto non è più interessata a nessuno. E dato che Vin era pure produttore il risultato si è visto. Scene PAZZESCHE attaccate con lo sputo. James Wan che tira fuori i primi 20 minuti girati come se fosse stato direttamente Dio a farlo e poi pilota automatico(secondo me le scene con Tony Jaa sono sacrificate dal fatto che contro aveva Walker o controfigure, perché Statham contro The Rock ha un altro passo).
    Finale giusto per il commiato però ha dato proprio l’impressione che tutto il film è stato fatto apposta per lui ma a prescindere da tutto questo un abbraccio a Paul ci sta, che sarà stato pure un cagnaccio ma almeno era il nostro cagnaccio e faceva volentieri tutti quei filmacci che a noi piacciono tanto.

    • Death says:

      Vero, vero! Statham VS Rocky è ottima! Peccato per Jaa, appunto… vabbe’, a ‘sto giro è andata così… situazione difficilmente gestibile, ne sono usciti con la testa abbastanza alta. Senz’altro il commiato finale a Paul non mancherà di commuovere i teneroni… in fondo, questa saga era anche sua 🙂

  2. Lupokatttivo says:

    Oh death, sei sempre il n 1…. Ste rece mi fanno sbellicare…. Il film lo vedrò sicuramente…ma io da bravo nostalgico preferivo i primi (ok fischiatemi pure) un salutone 😉

    • Death says:

      Grazie amigo! Il primo è ganzo, ma gioca molto il fattore nostalgia… però l’escalation che si è avuta con l’ingresso in campo di The Rock è notevole! 😉