Fantastic 4 – I fantastici quattro

Posted: 21st September 2015 by Death in Recensioni
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Interpreti: Miles Teller, Michael B. Jordan, Kate Mara, Jamie Bell, Toby Kebbell, Reg E. Cathey, Tim Blake Nelson
Regia: Josh Trank
Durata: 100 min.
Titolo originale: Fantastic 4
Produzione: USA 2015

VOTO:

Del reboot dei Fantastici 4, nel web, se n’è ormai parlato fin troppo. Scazzi in produzione, Josh Trank che litiga con chiunque e arriva pure a devastare la casa in affitto ove avrebbe alloggiato durante le riprese, complotti di marketing della Fox per non sganciare la licenza alla Marvel… e poi Trank che rincara la dose e, tramite Twitter, annuncia che il film proiettato al cinema non è lo stesso che avrebbe girato lui, che probabilmente non vedremo mai ma che sarebbe stato una figata (parole sue)… diciamo che se ci girassero sopra un documentario mi fionderei a vederlo.
Con simili premesse, dunque, pareva inevitabile che il film uscisse una cagata.

Infatti, all’uscita negli States, la pellicola è stata salutata con una media del 9% su Rotten Tomatoes, ovvero peggio della merda sciolta. Migliaia di critici o presunti tali, dalle pagine dei loro siti o dei loro blog, si sono precipitati a parlarne malissimo, quasi provassero gusto a infierire su un progetto concepito male e nato ancor più sfigato.
Ricordo ancora le polemiche pazzesche sulla Torcia Umana negra, scelta senza un significato preciso (se non che Jordan e Trank sono cari amici) e quindi ampiamente discutibile, ma non mi sembra ci fossero gli estremi per minacciare qualcuno di morte, come invece è tristemente avvenuto. O ancora, La Cosa senza il suo caratteristico (e patetico) slippino blu e senza un cazzo di pietra in bella mostra, che scandalo, che sacrilegio!
Ragazzi, torniamo nel mondo reale, per cortesia…

Fantastic 4 – I fantastici quattro è un film con evidenti problemi di costruzione narrativa. Non ci vuole un genio per individuare tutti i casini in fase produttiva, il cambio dello script, le sequenze aggiuntive incollate a forza per far quadrare il tutto (a un certo punto Kate Mara, la Donna Invisibile, sfoggia una posticcissima parrucca bionda)… si nota tutto, impossibile negarlo. Eppure, a sentire i giudizi del web, questo film sarebbe addirittura peggiore di porcate del calibro di Catwoman o Elektra, il ché, spiacente, è praticamente impossibile.

Infatti, Fantastic 4 è un discreto film di fantascienza che semplicemente approfondisce un po’ troppo le origini dei personaggi, che ci impiegano più di un’ora di film ad armeggiare con apparecchiature tecnologiche (tipo una colonna di Nintendo 64 in parallelo… sic!!!) per compiere il loro viaggio nel Pianeta Zero e tornare trasformati, per poi ricordarsi in ritardo di dover concludersi con uno scontro finale improvvisando una resa di conti piuttosto sbrigativa anche se non priva di aspetti affascinanti.

Ciò che più mi ha incuriosito del film di Trank è il totale stravolgimento dei personaggi. A me dei Fantastici 4 non me ne frega una mazza. Per quanto siano iconici, sono più propenso a veder stuprati loro piuttosto che un Batman o uno Spider-Man, quindi ho molto gradito la deriva body horror della loro transmutazione (Trank disse infatti di essersi ispirato a Cronenberg in fase di scrittura). Negli orridi film di Tim Story il quartetto si trasformava in fretta e furia in 10 minuti scarsi e in altrettanti minuti superava lo shock di essere diventati dei freak e tornava a svolgere le proprie mansioni quotidiane in tutta tranquillità. Impossibile dimenticare Mr. Fantastic acchiappare un rotolo di carta igienica col suo braccio allungabile, rimastone a corto seduto sul cesso a cagare, o La Cosa che si prepara una spremuta di arance strizzandone una decina insieme con le sue enormi manone di pietra. Orbene, vi chiedo, cari fans internettari, è questo quello che avreste voluto? Fumettoso al massimo, per carità, ma ridicolo come una brutta barzelletta di Pierino?

I personaggi di Trank, invece, di ritorno dal loro viaggio dimensionale si ritrovano veramente conciati malaccio. Reed Richards è squagliato come un chewing gum al sole, Johnny Storm non riesce a smettere di ardere, la sorella Sue è diventata evanescente e Ben Grimm si ritrova intrappolato a urlare come un ossesso in un colossale blocco di detriti terrosi. Nonostante sia evidente, a parte forse per quello spaccone di Johnny, che la loro nuova condizione sia un bel dito su per il culo, penso che nello script originale questo malessere venisse approfondito ancora maggiormente. È la fase in cui il film dovrebbe ingranare e sviluppare tutti i temi inseriti nel prologo ma, per forza di cose, si ritrova costretto ad accellerare i tempi perché i 100 minuti a disposizione stanno per scadere, bisogna darsi una mossa.

Mr. Fantastic dunque si dà alla macchia mentre i restanti 3 vengono sfruttati dal governo per compiere azioni militari kamikaze, un’idea abbastanza verosimile che avrebbe potuto esser sviluppata in maniera intrigante. Purtroppo pare che varie sequenze sul tema, una delle quali viene anche mostrata nel trailer, siano state tagliate in cabina di montaggio, forse per problemi di tempo, forse perché ormai le varie revisioni della sceneggiatura stavano provocando cortocircuiti o vicoli ciechi nello svolgimento della storia.

In ogni caso, mancano neanche 20 minuti e ancora non si è vista l’ombra di un villain, di un supernemico col quale prendersela per fare gli splendidi. Ecco allora che Victor von Doom, rivisitato in chiave geek, viene recuperato dalla zona parallela completamente ricoperto di metallo perché la tuta spaziale che aveva indosso gli si è fusa sulla pelle. Non posso negare che il personaggio di Doom sia quello violentato peggio, poiché veramente non c’azzecca una sega col character originale, né come background storico né come look. Eppure, siccome vi ho già detto che me ne fotto dell’attinenza al fumetto, purché si osi fare qualcosa di coraggioso, la rilettura di Doom è quella che mi è piaciuta maggiormente. Il suo aspetto è veramente malato, un pasticcio di carne e acciaio (che non posso non ricollegare al Tetsuo di Tsukamoto) con indosso un grottesco cappuccio di stoffa strappata, decisamente creepy.

Purtroppo il tempo scorre inesorabile e il film è ormai prossimo al termine, quindi Doom si inventa un pretesto per diventare minaccioso, ammazza un po’ di scienziati e militari (finalmente si vede del sangue in un film di supereroi) e cerca di distruggere la terra creando un buco nero (più che altro azzurrone, ma vabbe’) cosmico.
I fantastici 4 si coalizzano e nel giro di pochi minuti, con dovizia di effetti speciali, lo prendono a calci in culo e lo disintegrano. Fine.

Appare quindi evidente la disparità di trattamento tra la genesi dei personaggi e l’effettivo sviluppo della storia, fin troppo stringata. Eppure tutto il preludio è interessante e narrato con gusto, approfondisce a dovere i personaggi (forse Ben è quello che rimane più in disparte) e li caratterizza molto più delle macchiette concepite da Story ormai un decennio fa, e fanculo se c’azzeccano poco con la loro controparte cartacea. Ma con una progressione così lenta, più di un’ora solo per l’introduzione, sarebbe servito un filmone da almeno 3 ore, purtroppo compresse in poco più di un’ora e mezza. E questo sbroglio finale, che non quadra probabilmente proprio per via delle innumerevoli riscritture, finisce per lasciare l’amaro in bocca anche se, da un punto di vista puramente tecnico, non ha nulla da invidiare ad altri film del genere, spesso incensati a sproposito (qualcuno ha detto Amazing Spider-Man?).

Quindi che dire? Fantastic 4 è un progetto incompiuto e rattoppato alla meno peggio in post-produzione, ma non è neanche quel disastro annunciato che avevano tentato di spacciarci. Certo, rimane il solito dispiacere nel constatare come le produzioni sempre più spesso sopraffacciano le volontà dei registi, impossibilitati a portare avanti le loro visioni personali per colpa di strampalate leggi di mercato. È un paradosso. La produzione scrittura un regista per via del suo stile o delle sue qualità autoriali per poi impedirgli di fare il suo lavoro, perché ha paura che tiri fuori un prodotto troppo poco commerciabile, sicché gli stravolge tutto e realizza una versione alternativa che non piace praticamente a nessuno e che incassa molto meno di quanto non avrebbe incassato la versione originale. Forse sono io che non capisco un cazzo di marketing, ma non vedo il fottuto senso di tutto ciò.

La speranza, comunque, è che prima o poi, anche solo per rientrare nei costi, la Fox si decida a rilasciare una Director’s cut che renda giustizia al lavoro di Trank. Se poi sarà meglio o peggio, questo potremo dirlo solo dopo averlo visto, e non parlando a vuoto come la maggior parte degli utenti del web.

PRO
Personaggi stuprati

CONTRO
Disastro produttivo

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  1. lazyfish73 says:

    Io con gli F4 sono cresciuta,e aspetto con timore il momento in cui vedrò questo che,seppur non raggiungendo il livello di Elektra(ma come dici giustamente,è impossibile),dicono tutti che è un pò una porcheria :/

    • Death says:

      Continuo a preferire questo patchwork al film del 2005, da totale non fan del quartetto 🙂 Per un fan duro e puro, però, immagino possa essere dura… li hanno veramente stravolti, ed è per questo che a me, nonostante tutti i limiti, è piaciuto 😉