Falcon Rising

Posted: 15th November 2015 by Death in Recensioni
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Interpreti: Michael Jai White, Neal McDonough, Laila Ali, Lateef Crowder, Jimmy Navarro, Hazuki Kato, Masashi Odate, Millie Ruperto
Regia: Ernie Barbarash
Durata: 100 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2014

VOTO:

Dopo avervi proposto il trailer tempo (anni?) fa, riesco finalmente a recuperare Falcon Rising (aka Favela), il nuovo film di botte & spari del mio marzialista black preferito, Michael Jai White.
Distribuito in maniera evanescente e ovviamente inedito in Italia (ma spero venga recuperato prima o poi, come accadde per Blood and Bone), Falcon Rising è un tuffo nel cinema di genere che più mi piace, quello che mi spinse ad aprire il blog, e riesce a entusiasmarmi sin dai primi 10 minuti in cui, nell’ordine, il nostro eroe Chapman (Jai White) tenta il suicidio, va a comprarsi una bottiglia di whiskey al discount e massacra una gang di rapinatori armati di fucile a pompa, tornato a casa si scola il liquore e poi si allena alternando curl con manubri per i bicipiti, addominali in sit up e spaccando un muro a pugni. E naturalmente, nonostante gli abusi alcolici, sfoggia un fisico da colosso scolpito nel cioccolato. Sono letteralmente in visibilio.

Quando la sorella, impegnata nel sociale, viene trovata mezza morta, massacrata di botte in Brasile, Chapman decide di andare a investigare in prima persona. Farà la conoscenza degli ambienti più degradati del Sudamerica, le famigerate favelas, dove la polizia risolve i conflitti urbani a suon di street fights uno contro uno. Sono sempre più in visibilio.

In mezzo alla bagarre viene pure infilata la Yakuza, perché il Brasile è il paese con la percentuale più alta di abitanti giapponesi dopo il Giappone, quindi perché privarsene?
Il tema criminale è quello già affrontato in Skin Trade del traffico di esseri umani e della prostituzione minorile, tutta roba sordida che accresce le ragioni della vendetta, anche se funge più da contorno che da perno narrativo.

Il punto focale, infatti, è la struttura muscolare di Jai White che, contravvenendo alle leggi della fisica, piroetta un quintale di muscoli per aria, mulinando calcioni e proiettando i malfattori verso il reparto ortopedico più vicino.
Il Brasile è terra ostile, perché oltre a un cop corrotto e un boss Yakuza di katana armato, Big Mike dovrà affrontare anche Lateef Crowder, asso della capoeira già visto vorticare in Tekken e The Protector.

Anche se la fase centrale del film si impegna a sviluppare l’intreccio in maniera più sobria rispetto all’immaginifico incipit, tralasciando i surrealismi che invece contraddistinguevano il compare Skin Trade, si procede lineari e decisi verso le inevitabili sequenze di combattimento, posizionate in maniera strategica lungo la durata.
Nello specifico, Jai White si scozza con una banda di spacciatori prima, con una cricca di trafficanti poi, per arrivare a un funambolico scontro handicap 3 VS 1 in cui, oltre ai calcioni sferrati con scarpe da trekking, si utilizzano anche armi bianche improprie come dei grossolani tubi in acciaio. Dati sulle ginocchia fanno un male boia.

Ernie Barbarash, specialista dello straight-to-video e accolito di Van Damme, gira in stato di grazia, professionale come mai in vita sua, e dimostra che anche produzioni low budget, se si tengono lontane dall’est Europa, sono perfettamente in grado di spaccare i culi ad alti livelli.

Sarà per il carisma attoriale e puramente ginnico di Jai White, sarà per il resto dei comprimari credibilmente in parte, sarà per l’ossimorica cornice brasilera, che contrappone esotismo da spiaggia e panorami da cartolina alla bassezza umana più fetente, ma Falcon Rising è una rinfrancante visione carica di potenza nostalgica, pur evitando la faciloneria di strizzare l’occhio presentandosi come omaggio urlato al cinema degli anni ’80 e ’90.
È semplicemente un film genuino fatto da gente caparbia. Vien da sé che il risultato sia così pregevole.

PRO
Michael Jai White, basta il nome

CONTRO
Quando si decideranno a distribuirlo in Italia?

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  1. Cleaned says:

    Il tipo di rece per cui mi sono innamorato di questo sito caparbio.

    Grande Death