Drive

Posted: 3rd June 2013 by Death in Recensioni
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Interpreti: Ryan Gosling, Carey Mulligan, Bryan Cranston, Albert Brooks, Ron Perlman, Christina Hendricks, James Biberi, Kaden Leos, Steve Knoll, Oscar Isaac
Regia: Nicolas Winding Refn
Durata: 95 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2011

VOTO: 

La settimana scorsa è uscito Solo Dio Perdona ma io lo vedrò solo tra qualche giorno.
Siccome però c’ho una scimmia pazzesca, cerco di placare le mie voglie “recensendo” Drive, che vidi al cinema all’epoca ma che mi avvinse a tal punto da lasciarmi letteralmente senza parole (nel senso che non seppi cosa cazzo scrivere).
Sono passati 2 anni e l’occasione è finalmente propizia per parlarvene.

Driver (Ryan Gosling) fa lo stuntman automobilistico in film d’azione caciaroni ma per arrotondare qualche spiccio fa anche l’autista per fini malavitosi. Una specie di Transporter, se non fosse che Driver è decisamente più schivo e riflessivo di Frank Martin, e perciò meno avezzo a menare le mani.
La sua vicina di casa, Irene (Carey Mulligan), è una mammina con figlio a carico disperata perché il marito è finito in prigione per aver combinato qualche cazzatella con la mala. Certe stronzate le si sconta anche fuori dal gabbio e così, quando l’amorevole paparino torna in libertà, viene subito vessato dai cravattari.
Non resta che organizzare un’altra ruberia, aiutato dalla prestanza motoristica di Driver che, solidale al dramma, accetta di aiutarlo.

Drive può apparire di primo acchito (soprattutto per via di un trailer abbastanza ingannevole) come una roba piuttosto cafona, il solito film di rapine su quattro ruote con trick in macchina e magari qualche scontro corpo a corpo. Del resto il suo protagonista sfoggia un tamarrissimo giubbotto argentato con scorpione dorato sulla schiena e i titoli di testa sono rosa shocking; non il massimo della sobrietà.
Eppure no.

Drive è al contrario un film molto intimo nel quale prevale la stasi all’azione. Le caratterizzazioni dei personaggi, così come le loro interazioni, vengono suggerite più che mostrate, delineate da dialoghi essenziali e ancor più da momenti di imbarazzato silenzio. Driver è un personaggio laconico e solitario, apparentemente senza storia personale né troppa voglia di vivere. Sembra che “funzioni” come un’automa, tutt’uno con il suo veicolo, e svolga le uniche cose che gli riescono bene. La conoscenza di Irene però lo muta, poco a poco, e Driver sembra acclimatarsi in quel comfort familiare che probabilmente gli è sempre mancato. Il suo interessamento alla ragazza non è finalizzato alla semplice chiavata ma trascende gli impulsi carnali in qualcosa di più profondo.

La costruzione di una quotidianità ideale è presto messa a repentaglio dall’inesorabilità degli eventi: prima il marito appena uscito dal carcere mina con la sua stessa presenza l’idillio creatosi, poi l’evolversi della situazione esige che venga versato del sangue, sicché la prima, lenta parte altro non è che la tipica calma prima di una tempesta fatta di fucilate in testa, martellate nelle mani e scagnozzi sbriciolati a calci. Gli scoppi splatter improvvisi prendono lo spettatore alla sprovvista e ne amplificano l’effetto sorpresa.
Driver, sulla via dell’umanizzazione, torna ad essere automatico, seppur per ideali caritatevoli, e non riesce a sfuggire alla sua natura di macchina distruttrice.

Spiazzante e imprevedibile, Drive è ambientato in una Los Angeles notturna e alternativa ben lontana dall’immaginario tutto troie e festini che altri film propongono, e in più viene impreziosito dall’ipnotica colonna sonora synth pop che per levarvela dalla testa dovrete prendervela a martellate.

Un film formalmente perfetto ma narrativamente forse un po’ troppo canonico rispetto ad altre prove di Refn.
È forse questo l’unico motivo per cui il film non si merita un perfect score, riservato a pellicole come Bronson e Valhalla Rising.

PRO
Notturno e ipnotico

CONTRO
Qualcuno mi levi i College dalla testa

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  1. Per la prima mezz’ora non gli avrei dato una lira, ho odiato tutto di Drive, tranne la meravigliosa colonna sonora.
    Poi arrivano la rapina e la scena dell’ascensore e beh, decisamente l’ho finito con un sorrisone stampato in faccia!

    • Death says:

      La prima mezz’ora straniò anche me, al cinema. Rivisto innumerevoli volte in DVD, è forse la parte che mi ammalia maggiormente… anche se poi il continuo è da brividi 🙂

  2. Fabio says:

    Secondo me il TOP di Refn, anche meglio di Bronson, Vallhalla e Solo dio perdona

    • Death says:

      Ho visto che hai recensito Solo Dio Perdona, ma non ti ho ancora letto! Voglio arrivare in sala immacolato! Poi passo a sapere il tuo parere! 😉

      • Fabio says:

        Ok, aspetto un tuo parere, ma credo che il film ti piacerà, magari meno di Drive, oggettivamente è meno riuscito di Drive, ma è cmq un bel film 😉

  3. Santeffis Sbagliau says:

    5 skulls!!! mai visto un bacio in ascensore così epico!

  4. Per me uno dei film più belli della passata stagione. Capolavoro.

  5. bradipo says:

    testosterone puro su quattro ruote motrici!

  6. Death says:

    ’nuff said!!! 😉

  7. Neurocoso says:

    Commento tardivo ma doveroso. Questo film, appena l’ho finito di vedere, è entrato dritto dritto tra i miei preferiti.

    Finalmente un’atmosfera dark nel vero senso della parola, senza dover ricorrere a vampiri, facce intonacate o citazioni baudelariane.

    Poi sì, le scene più violente non me le aspettavo. E per questo hanno avuto effetto.

    • Death says:

      In sala io ero tutto ammaliato dal mood morbidone del film, bello spaparanzato nella seggiolina. Poi un colpo di shotgun ha fatto schizzare un po’ di cervella in camera, e lì ho capito che Drive era già cult…