Dredd 3D

Posted: 3rd January 2013 by Death in Recensioni
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Interpreti: Karl Urban, Olivia Thirlby, Lena Headey, Domhnall Gleeson, Santi Scinelli, Jason Cope, Deobia Oparei, Langley Kirkwood, Rakie Ayola, Brandon Livanos
Regia: Pete Travis
Durata: 95 min.
Titolo originale: id.
Produzione: Gran Bretagna 2012

VOTO: ½

Ci siamo già fatti gli auguri, quindi iniziamo il nuovo anno a strappo, con una recensione in super anteprima.

Dredd 3D è la nuova trasposizione filmica del fumetto Judge Dredd (by Wagner e Ezquerra), di cui avrete sicuramente già visto la versione del 1995 con Sly Stallone nei panni del giudice più inflessibile del globo. Adoro quel film, ma escluso il primo quarto d’ora – cioè sino a che Dredd si leva il casco – diventa semplicemente un “film di Stallone” e la caratterizzazione del personaggio si perde tra una maglietta molto attillata e una smorfia di disappunto che urla “MENZOGNA!”. È un grande classico stalloniano, che tra l’altro non ha perso colpi neanche a distanza di quasi 20 anni, ma posso comprendere che i fan dei comics originali si aspettassero qualcosa di più.

Questo nuovo Dredd si propone di essere molto più fedele al fumetto, cosa buona e giusta, col buon Karl Urban incaricato di riprendere i sudati panni che furono di Sylvestrone. Riuscirà Karl, che al suo attivo non ha pellicole memorabili e fisicamente non è un granché, a non farci rimpiangere Sly?

Siamo nel futuro ed il setting è apocalittico. Il mondo è ridotto a una merda, come in Hokuto no Ken. Mega-City One è un ecomostro che si staglia nel nulla desertico con le sue geometrie esagerate e le sue tonnellate di cemento e mattoni che soffocano le rovine del vecchio mondo. Questa gabbia di matti è in balia del caos, e gli incaricati di riportare l’ordine sulle strade sono i Giudici, specie di superpoliziotti che sintetizzano potere giudiziario ed esecutivo in un’unica, muscolosa figura. In pratica, se un giudice ti becca a rubare le caramelle vieni giudicato e condannato seduta stante, senza stare ad aspettare le lungaggini burocratiche degli stati democratici. Se anziché rubare bon bon ti beccano a fare qualcosa di più grave, rischi di beccarti un confettone di piombo in pieno cranio. Ora, tenete in considerazione che a Mega-City One nessuno ruba bon bon, ma quasi tutti portano un UZI in tasca.

In questo film Dredd, che è il giudice più tosto di tutti, deve fare affiancamento ad Anderson (Olivia Thirlby), una giudice wannabe dotata di poteri psichici. La loro missione è irrompere in un palazzo di 200 piani in cui sta asserragliata Ma-Ma (Lena Headey, dai tattoo pazzi), puttana psicotica a capo del clan criminale più pericoloso dei dintorni. Il clan di Ma-Ma spaccia Slo-Mo, droga sintetica che rallenta la percezione del cervello all’1% del normale, sicché sembra che tutto vada a ralenti. È uno spettacolo visivo: la fotografia è sovraesposta, il contrasto va a mille e possiamo vedere ogni micromovimento della scena, come nei video di National Geographic dove sparano alle mele, per dire, solo che qui Dredd spara ai grugni dei malviventi. Oltretutto questa tecnica non viene abusata ma impiegata con moderazione per enfatizzare solo un paio di momenti salienti, saggia scelta.

La struttura del film ricorda quella di The Raid, perché Dredd ed Anderson rimangono imprigionati all’interno del grattacielo e devono affrontare orde di scagnozzi per riuscire ad evadere sani e salvi. Se in The Raid però gli scontri si risolvevano a suon di calci in faccia, qui ce la si gioca a colpi di mitraglietta, ed è una mattanza totale. Dredd può valersi del suo fido Legislatore, pistolone con tutta una vasta gamma di proiettili selezionabili a comando vocale.

Il ritmo è forsennato e la struttura è linearissima. Niente trama ingarbugliata, niente twist spiazzanti, solo un sacco di fracasso in un’estetica all’avanguardia (il look cyberpunk/post-atomico è uno dei miei preferiti) e una raffica di battute grintose. Urban imposta il suo ruolo su movimenti robotici, una paresi facciale e un tono di voce roco e graffiato che, incredibilmente, non mi ha fatto rimpiangere Stallone neanche quando ruggisce minaccioso a tutto il palazzo “I am The Law“, poco prima di massacrare un centinaio di felloni.

C’è da fare dunque un doveroso distinguo.
Dredd ’95 e Dredd 2012 sono due film profondamente diversi. Il primo è un cinefumettone anni ’90, patinato (il costume di Dredd lo disegnò Gianni Versace), colorato e zeppo di humour, basato unicamente sulla figura al top di Stallone ma piuttosto irrispettoso del concept originale.
Dredd 2012 è invece un cinecomic aggiornato ai recenti standard e dunque non più orientato verso un target di ragazzini ma verso una platea di nerd, patiti del fumetto pronti a criticare ogni licenza e leggerezza. Questo innalzamento di livello fa sì che il tono del film sia molto duro, con dei picchi di violenza degni di un horror splatter e con poche concessioni all’ironia. Al contrario, il film si chiude in maniera piuttosto brutale ma per Dredd è solamente una giornata di lavoro come tante altre.
Nelle intenzioni del regista Pete Travis c’è quella di girare una trilogia. Se riuscirà a mantenere questo andazzo senza diventare ripetitivo c’è solo di che gioirne.
Dunque benvenuto Karl Urban come nuovo Dredd. Non c’avrei puntato manco un nichelino, invece mi hai sorpreso.

Dredd 3D è uscito a settembre 2012 in quasi tutto il pianeta, Nepal, Cambogia e Venezuela compresi. In Italia ancora non esiste data di uscita, anzi, non si sa neanche se mai uscirà. Ora vi chiedo: cinematograficamente parlando, chi è il terzo mondo?

PRO
Un film tosto e inaspettato

CONTRO
Stallone è sempre Stallone

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  1. Ma che bene! Adoro Dredd (si il fumetto che lo “stalloniano”) quindi mi sto preparando ad una serata spacca-ossa in compagnia di Raid redemption che ho lasciato indietro last year.

  2. Simile a The ride ma molto diverso. Se the ride era un kung fu movie questo e’ un orgia di armi e nop posso che essere d’accordo con te.
    Mi sono divertito un casino alla visione e se ne vuole fare una trilogia ben venga, la smorfia perenne di disgusto sul volto du Urban e’ gia entrata nell mio immagianario.
    Nell prossimo comunque vorrei piu mutanti, grazie.

    E BUON ANNO!!!

  3. Sciamano says:

    ottimo! …io però voglio vederlo al cinema….per i sequel, visto il flop, la vedo molto dura.

  4. Death says:

    @Eddy – Un seratone Raid/Dredd è roba micidiale, fatale per le persone claustrofobiche, essenziale per gli amanti dell’azione furibonda!

    @Michael – La smorfia di Urban effettivamente è davvero badass! Ancora auguri 😉

    @Sciamano – Anche io lo voglio vedere al cinema cazzarola, forse questo c’ha pure qualche sequenza che in 3D rende davvero! Peccato per il flop…

  5. Ottima, oltre che la recensione, anche l’ultima domanda:” cinematograficamente parlando, chi e’ il terzo mondo?”. Noi, naturalmente, non solo cinematograficamente parlando. Un paese medievale, fermo agli anni ’50 sotto vari profili, becero, ipocrita, moralista, disattento a qualsiasi innovazione, spinta creativa e novità di qualsivoglia tipo, soprattutto artistica, soprattutto cinematografica. Basti dire che Dario Argento e’ nostro e ce lo teniamo, cioe’ non e’ mica del Guatemale o del Nepal il Dario Argento. Lo citavo solamente perché il regista (?) e’ simbolicamente molto rappresentativo del Terzo Mondo che a nostra volta rappresentiamo. A presto, fratello 🙂

    • Death says:

      La cosa che mi spaventa maggiormente è che per giunta non stiamo parlando di un film impegnativo come, chessò, un Cosmopolis che capirei se un distributore avesse un po’ di timore a importare. Ma Dredd è un action caciaronissimo tutto botti e musi duri, dovrebbe macinare dindini come niente… In USA ha floppato, ok, ma sembra che si guardi all’estero solo quando si tratta di NON fare qualcosa… altrimenti avremmo release in contemporanea e tanti saluti 🙂
      Comunque io non mi arrendo, Dracula 3D lo voglio vedere!!!

  6. JoeREd says:

    Dracula 3D è stata la piu grande ciofeca che il nostro bel paese ha sfornato negli ultimi dieci anni, mamma mia! Film vecchio di trent’anni con effettacci digitali degni del peggior Z movie d’annata.

    Questo Dredd non è malaccio ma lo metto comunque sotto a Stallone, ok piu sporco, rozzo e sanguinolento, però ho preferito la sboroneria continua di Judge Dredd (1995) con inseguimenti al cardiopalma sopra la Mega City One ultra pop e cartoonesca, Armand Assante con il Robottone Spalla e la cinese sinistra, le azioni furibonde e l’attacco dei cloni finale, lo adoro.
    Karl Urban comunque riesce a non farsi pesare troppo il fatto che non si leva MAI il casco, in generale l’impostazione è piu che buona (anche se vederlo subito dopo the Raid perde un casino, visto l’effetto remake) ci sono un paio di momenti belli HardCore e Dredd è un cazzo di antieroe che spacca i culi, un incrocio tra robocop e Cobra (l’inizio mi ha ricordato il tenente Cobretti), la villain di Lena Headey è il personaggio piu bello del film, sadica, magnetica e autoritaria, poi la cicatrice alla Scarface, insomma spacca!
    Le scene slow in 3D avranno fatto la loro figura, nel complesso film molto godibile benchè il finale sia cosi e cosi (sento puzza di tagli, sarà che avrei allungato di un paio di minuti pieni),
    Dubito vedremo il resto della trilogia, peccato.

    • Death says:

      Il bello del Dredd di Stallone è che è invecchiato benissimo! Gli inseguimenti aerei sopra Mega-City sono fantastici anche oggi! Sottoscrivo tutto, rimane un film essenziale tra i cinecomics, tra un cast di superstars e sequenze indelebili…
      “Staccagli gambe e braccia… la testa no, voglio che veda!”

  7. zio adams says:

    Addirittura l’ho visto in versione cam pur vederlo appena uscito XD Sono pienamente d’accordo con la recensione! E poco dopo per la scimmia mi sono pure rivisto il Dredd di Stallone! Sono due film molto diversi ma li adoro entrambi. Alla fine di Dredd 2005 a livello di sceneggiatura e a livello visivo non rimpiango nulla, la storia è proprio figa, l’ambientazione idem! Ok, da fan del fumetto anche a me girarono le palle ad elica per la storia del casco (è un po’ come levarlo a Master Chief di Halo cazzo -.- non-si-può) però tutto sommato la qualità del film mi ha fatto dimenticare in fretta quel particolare. Questo Dredd 2012 è perfettamente quello che volevo, sono pienamente soddisfatto e sicuramente lo rivedrò tante volte. Poi anche la presenza del rookie non è stata banale ma funzionale e interessante. Spero proprio che escano altri capitoli.

    • Death says:

      Zio domani esce in blu-ray all’estero, ti consiglio di sparartelo subito perché in ottima qualità sicuramente te lo godrai ancora di più! 😉
      Io di Dredd ho letto poca roba anni ’90, quindi non posso definirmi propriamente un fan, anche se ritengo il personaggio interessantissimo, però conoscendo un po’ di meccanismi mi sembra che il lavoro svolto sia impeccabile. Poche concessioni alla fantasia, tematiche rispettate, nessun grosso stravolgimento e dal punto di vista cinematografico un action roboante e attuale che colpisce nei punti giusti e non caca quasi mai fuori dal vaso. Bene così!

      • zio adams says:

        I know I know 😀 ho già provveduto e organizzato la visione con tv 42″ 😀
        Però è vergognoso che anche dopo il successo che ha avuto nessun distributore italiano si sia preso la briga di portarlo nei nostri cinema! E che non dicano “Dredd non è molto conosciuto in Italia quindi è rischioso” (come ho letto in alcuni siti) perchè anche se è un personaggio di nicchia con tutta la merda che portano nelle sale si dovrebbero preoccupare di ciò? Allora non dovrebbero più uscire film su script originali? (e su questo ci siamo molto vicini in effetti…)
        A me poco me ne frega, mi compro la versione americana e ciuccia, però è una questione di principio

        • Death says:

          Negli USA pare che il film abbia fatto un sonoro flop, forse si sono preoccupati per quello… Anche se come giustamente dici tu il discorso non regge perché importano centinaia di film osceni e non si prendono il rischio per un film che di potenziale ne ha a pacchi! Misteri della distribuzione italiana!

  8. bradipo says:

    chi è lu re de lu terzu mondu? Siamo noi! altro che Venezuela o Cambogia…uno sguardo credo che glielo darò grazie a te…e ti inserisco nel mio blogroll mi piace come scrivi!

  9. marco panattoni says:

    guarderò sicuramente il film, ma come dimenticare la Lamborghini Countach rossa volante a cui Stallone spara un razzo nel 1° film?