Deadpool

Posted: 9th March 2016 by Death in Recensioni
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Interpreti: Ryan Reynolds, Morena Baccarin, Ed Skrein, T.J. Miller, Gina Carano, Brianna Hildebrand, Rachel Sheen, Andre Tricoteux, Jed Rees
Regia: Tim Miller
Durata: 107 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2016

VOTO:

Sono un tipo poco incline all’omologazione, sicché mi bruciava un po’ il culo ad ammettere di aspettare Deadpool con notevole curiosità, dal momento che il web sembrava completamente impazzito nei suoi riguardi. Da un giorno all’altro, in concomitanza dell’uscita del primo trailer, magicamente erano tutti già fan espertissimi del personaggio: troppo timidi per ammetterlo e incoraggiati a fare outing dall’arrivo del lungometraggio?
Nah, ve lo dico io cosa succede, in questi casi. La gente è caprona ed è pronta a cambiare idolo con la stessa frequenza – o forse anche maggiore, perché gli puzza il culo – con cui si cambiano le mutande.

Detto ciò, Deadpool è, a mio avviso, il film di supereroi più ganzo abbestia, per usare un termine tecnico, della storia del cinema.
Ok, non è lirico come Batman e non è metaforico con Superman, per i quali probabilmente verserò lacrime maschie durante l’imminente scazzottata nel film di Zack Snyder, fatto sta che questo supergaglioffo in latex rosso (di necessità virtù) con la lingua più veloce della pistola (no sexual pun intended) è veramente un tripudio di fanservice, ironia sboccata, citazionismo esasperato e pure azione ipercinetica violentissima.

La sua stessa essenza ne rappresenta croce e delizia. Il fatto di essere un personaggio così trasparente e iperbolico lo rende vulnerabile agli attacchi di chi lo accusa di eccessivo caciaronismo e di grana grossa oltre i limiti accettabili.
Hanno ragionissima, negarlo sarebbe stupido nonché ipocrita.
Ma dal momento che mi son rotto i coglioni dei supereroi che prima fanno “Boo-hoo ho i complessi” e poi fanno i fighi mentre New York cade a pezzi, ho ben apprezzato un Wade Wilson che non ha timore di imprecare come uno scaricatore di porto quando un progetto supersegreto lo bollisce peggio di un hamburger, regalandogli però i superpowers alla stregua del collega Wolverine, verso il quale, o meglio verso l’attore che lo interpreta, nutre un’ossessione quasi morbosa.

Perciò, quando durante una delle tante rotture della quarta parete il nostro Deadpool ci confessa di aver coccolato le palle a Hugh Jackman per farsi produrre il film, non posso non gridare al colpo di genio, forse ruffiano e paraculo ma consapevole e onesto, e perciò degno del mio più sincero apprezzamento.

Hugh Jackman purtroppo non appare (non in carne e ossa, perlomeno), anche se la sua presenza aleggia grave per tutta la durata del film. Ci sono però gli X-Men, ma solo Colosso (veramente spassoso) e Testata Mutante Negasonica (il nome più figo di sempre), perché la produzione non c’ha abbastanza soldi per permettersi gli altri (sic!).
Gli X-Men vorrebbero incorporare Deadpool nella loro squadra per cercare di tenerlo un po’ a freno. Lui se ne sbatte, ma è costretto dall’incedere degli eventi a farci team-up per contrastare i villains Ajax (il cui vero nome è Francis e dà luogo ad alcune delle gag più divertenti) e Angel Dust (una machissima Gina Carano).

L’intreccio, a onor del vero, non è tra i più originali. C’è la consueta storia di origini – revisionista in senso assoluto rispetto a quella, abiurata a più riprese dallo stesso Reynolds, vista in X-Men Origins: Wolverine -, la parte centrale in cui si menano un po’ le mani e si esplicitano peculiarità e vizi del nostro eroe e l’inevitabile scontro finale dove scoppia tutto, anche se l’ordine non è necessariamente quello cronologico e si turbina avanti e indietro nel tempo, altro espediente potenzialmente paraculo ma sufficientemente coinvolgente.

Il resto è tutto da vedere, un profluvio continuo di battute sconce, gag sessuali decisamente spinte (la più “oltre” è quella dove Pool si fa una sega mentre abbraccia il peluche di un unicorno, suo feticcio preferito… dopo Jackman, ovviamente), coreografie di lotta e sparatoria all’ultimo grido e una tonnellata di strizzatine d’occhio ai fans, sia quelli specializzati che quelli occasionali. Io non ho mai letto un albo ma ho riso come un demente spesso e volentieri, segno dell’ampia fruibilità della scrittura.
I 107 minuti di visione volano via velocissimi e alla fine ne vorresti ancora.
Bene, pare che saremmo accontentati molto presto.
Nell’immancabile scena dopo i titoli di coda, Deadpool ci rassicura: il sequel è già in produzione e ci sarà anche quel manzo di Cable. È già partito il toto-attore… voi chi ci vedreste bene, nel ruolo?

Piccola postilla, più una riflessione antropologica che altro.
Comincio a detestare l’idea di dover andare al cinema e spartire il mio spazio vitale con dei subumani incapaci di comprendere i cenni linguistici più elementari. Nonostante sul poster del film campeggiasse tronfio il flano “Il supereroe PER ADULTI […]”, numerose famigliole di minus habens hanno ben pensato di portare in sala quegli aborti deformi dei loro pargoli, brutti, grassi, sporchi e rumorosi. Ovviamente, chi doveva sedercisi affianco? Io, come al solito…
Dovrebbero sterilizzarvi tutti, BESTIE!

PRO
Iperbolico, citazionista, superspassoso

CONTRO
Il mondo pullula di untermenschen

Compralo su Amazon in DVD e Blu-ray Steelbook.

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  1. Alessandra says:

    Death, mi eri mancato! Ho deciso di riprendere a leggere i mie blog cinematografici preferiti, cosa che avevo abbandonato per varie ragioni. Forse riprenderò anche il mio, forse… Comunque a me sti supereroi paraculi mi sconfifferano sempre. Quindi lo vedrò al più presto!

    • Death says:

      Carissima! Quanto tempo! Che fine avevi fatto? Riprendi a scrivere, dai 🙂 Deadpool te lo consiglio a raffica, veramente una bombetta 😉

  2. Lupokattivo says:

    Sei sempre il numero uno… La parte finale della rece e’ da monumento!!!!!