Dark Shadows

Posted: 25th May 2012 by Death in Recensioni
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Interpreti: Johnny Depp, Michelle Pfeiffer, Helena Bonham Carter, Eva Green, Chloe Moretz, Bella Heathcote, Jonny Lee Miller, Jackie Earle Haley
Regia: Tim Burton
Durata: 113 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2012

VOTO:

E mentre il Dracula 3D di Argento miete più risate che vittime a Cannes, Tim Burton irrompe sui nostri schermi per dare il colpo di grazia definitivo alla figura del povero vecchio Nosferatu che non se la passa granché bene di questi ultimi tempi, vilipeso a morte dai bimbiminkia zannuti di Twilight.

Ecco allora che Tim, direttamente dagli anni ’60, ripesca una serie TV completamente sconosciuta per girare il proprio giocattolino a conduzione familiare e incassare un gozziliardo di paperdollari con sforzo minimo, cosa che ormai va avanti più o meno da quando venne inculato con la sabbia per il flop de Il Pianeta delle Scimmie. La morale che Tim apprese mentre si apprestava a ricevere un ruvido fallo nel deretano fu “Hai provato a far qualcosa di originale ma ti è andata male? Continua a fare sempre quello che ti è riuscito bene la prima volta”. E così…

Barnabas Collins è un ricchissimo rampollo settecentesco dal capello impomatato e la minchia svelta. La sua indole lubrica lo porta però ad inimicarsi una strega gelosa che per ripicca gli ammazza la pivella e lo condanna al patimento eterno tramutandolo in vampiro. Successivamente la strega – non immaginatevi Maga Magò, ma Eva Green… – lo denuncia ai villici bacchettoni che lo sigillano in un sarcofago e lo seppelliscono in mezzo alla merda. Il povero Barnabas si rode il culo per 200 lunghi anni, quando finalmente viene liberato da un team di incauti scavatori che finiscono puntualmente massacrati. Folgorato dal gap temporale, il vampiro torna alla ribalta durante i ruggenti anni ’70 e al suo ritorno nella magione di famiglia viene scambiato dai suoi eredi per un fricchettone stile dandy. Nonostante la malfidenza, Barnabas ce la metterà tutta per ridare lustro al suo casato, ormai decaduto, e aiutare i parenti a scansare la bancarotta.

Partendo da un prologo gothic, la parte migliore del film, Burton cincischia con una sceneggiatura infame ed abbozzata relegando il solito Johnny Depp a fare smorfie e mossette, Eva Green a mostrare il generoso decolleté e il resto del cast a fare da tappezzeria, senza che i loro ruoli vengano doviziosamente caratterizzati: Chloe Moretz, pericolosamente minorenne per un ruolo eccessivamente maliardo; Michelle Pfeiffer, sofisticata e decadente come il personaggio che interpreta; Helena Bonham Carter, alcolizzata e con dei lardominali sospetti. Introdurre sottostorie secondarie senza svilupparle adeguatamente sembra però essere un bieco escamotage per riempire le 2 ore di film, eccessive per il canovaccio iniziale. La triste storia dell’orfano scemo col padre marpione, un tema che parrebbe fondamentale, viene così liquidata in due battute per poi tornare con noncuranza alle peripezie erotiche dei protagonisti. Ogni tanto ci si ricorda anche che, lazzi a parte, si parla pur sempre del principe delle tenebre (benché l’iconico Cristopher Lee venga qui relegato a comparsare nel ruolo di un pescatore mercenario) e dunque dei poveri hippies, colpevoli di emozionarsi per Love Story, finiscono sbranati vivi.

La quasi totalità delle battute del film si basa sul fatto che il vampiro si risveglia in una società/era che non gli appartiene, per cui gli è facile scambiare il logo di Mc Donald’s per un emblema mefistofelico o equivocare sul sesso di Alice Cooper, “la donna più brutta che abbia mai visto“. In alternativa, per i palati più fini, c’è una sequenza originalissima (Sarcasm Mode ON) in cui Depp e la Green scopano dando la stura alla loro libido diabolica e devastando l’ambiente circostante.
In verità mentre la sala rideva di gusto a simili cazzate, io mi contorcevo sulla seggiola a causa dell’odore di sudore sprigionato dal mio dirimpettaio.

Sulle fasi risolutive del film, sfinito dall’inconcludenza generale, quella che interpreto come una sagace citazione di Let Me In mi dà ancora speranza nell’umanità, ma poi un grand finale a base di licantropi, spettri e calci volanti mi fa ripiombare nel desolante universo Burtoniano, sempre lui, quello che da un po’ di film a questa parte mi provoca l’orticaria.

PRO
Tutto sommato non è merda

CONTRO
Burton mi ha rotto il cazzo

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  1. Alessandra says:

    Quella scena di sesso mi ha fatto letteralmente cagare, ma mai come la deliranza di Alice in wonderland. Detto questo la scena di Alice Cooper, invece, mi è piaciuta, così come il cast tutto sommato. Certo non è il Burton dei tempi d’oro, però sinceramente non mi è poi così dispiaciuto.

  2. Death says:

    Come ho sintetizzato su facebook “Non è merda ma neanche cioccolato”!
    Certo però che la deliranza non si batte… Ogni volta che la rivedo mi viene da piangere…

  3. Neurocoso says:

    Dev’essere un sentimento piuttosto diffuso il tuo, visto che Burton ha rotto i coglioni anche a me e ad altra gente che conosco.

  4. Death says:

    Gliela mandiamo una letterina dicendogli che esistono anche altri attori oltre Johnny Depp?