Crimson Peak

Posted: 8th November 2015 by Death in Recensioni
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Interpreti: Mia Wasikowska, Jessica Chastain, Tom Hiddleston, Charlie Hunnam, Jim Beaver, Burn Gorman, Leslie Hope
Regia: Guillermo del Toro
Durata: 119 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2015

VOTO:

Edith Cushing, ricca ereditiera con la passione per la scrittura soprannaturale, viene intortata dal tenebroso Thomas Sharpe, dandy con le pezze al culo in cerca di un finanziamento per sfruttare i propri possedimenti terrieri. Sposati in fretta e furia, i due si ritirano a vivere a Crimson Peak, ove il Thomas vive, assieme alla sorella, in un maniero fatiscente sperduto nelle campagne inglesi, traboccante di argilla rossa.
L’idillio d’amore è presto interrotto da apparizioni fantasmatiche e macabri ammonimenti, rigurgitati da grotteschi spettri in computer grafica.
Ovviamente c’è un magheggio dietro, neanche tanto originale, ma non mi dilungherò oltre con gli spoiler.

Crimson Peak è un film che, a fine spettacolo, mi ha lasciato senza parole, nell’accezione più neutrale del termine.
Non mi ha sbigottito, tantomeno disgustato: è proprio che non saprei davvero che cazzo dire.
Non è un brutto film, tutt’altro, ma al netto delle portentose premesse, ben esplicitate dal promettente trailer, durante la visione vera e propria ho sentito che mancasse (più di) qualcosa nello sviluppo della sceneggiatura, non priva di clichés e di prevedibilità ma difettosa proprio di un punto di svolta.

Si tratta senz’altro di una pellicola che non lascia indifferenti per l’aspetto tecnico: la messa in scena è veramente portentosa, con un uso delle scenografie (elegantemente illuminate da una fotografia di gran gusto) e dei costumi raramente così ispirato e capace di evocare atmosferiche sensazioni gotiche anche negli spettatori più profani.

Ciò che però non mi ha fatto entusiasmare è, come già detto, lo sviluppo narrativo.
Ci sono i fantasmi a corollario di un intrigo giallo a sfondo familiare, ma la loro funzione è più un contorno estetico che un reale ingranaggio utile all’intreccio. Questi ectoplasmi ululano avvertimenti sibillini, quando sarebbe bastato spiccicare un rutto di meno e due sillabe in più per evitare che la situazione degenerasse in merda e permettere alla nostra eroina, la candidissima Mia Wakeroba Wasikowska, di non rischiare le pallide natiche.
Non ho neanche gradito la scelta di realizzare questi ghosts vittoriani in grafica 3D, perché l’aspetto conferitogli è troppo plasticoso e digitale, laddove un utilizzo di pizzi e merletti a coprire un po’ di make-up prostetico vecchia scuola (eventualmente rifinito con un po’ di CGI non invasiva) avrebbe sortito un maggior effetto perturbante.

La regia di Del Toro, nonostante lo script traballante, si dimostra appassionata e ossequiosa del passato; evidentemente il genere è nelle sue corde, e l’estetica globale ne giova parecchio.
In palla anche il cast, con un Tom Hiddleston sempre subdolo ed enigmatico ma soprattutto con una Jessica Chastain mora veramente straordinaria, austera, minacciosa e con uno charme da vera diva. Visto e considerato che, in versione redhead, Jessica mi ricordava la Hunziker, questa interpretazione tinta corvino è un grossissimo passo avanti. C’è poi anche un mix tra Channing Tatum e la buonanima di Heath Ledger, ovvero Charlie Hunnam, che però non mostra il fisico ma dimostra una stamina fuori dal comune (quando vedrete il film capirete…).

Degni di nota anche due brevi ma efficaci momenti splatter, uno dei quali fortissimamente argentiano, una gustosa aggiunta.

Che altro aggiungere?
Sicuramente vedo meglio Del Toro alle prese con materiale simile, piuttosto che con i robottoni giganti che si prendono a schiaffi su uno sfondo apocalittico.
Così come Pacific Rim, anche Crimson Peak non mi ha fatto gridare il miracolo. Tuttavia, se dovessi scegliere tra i due, per una questione di aderenza al genere e di fascinazione personale, preferisco di gran lunga il Del Toro che, seppur in maniera maldestra, ci parla con stile del picco cremisi e dei suoi ultraterreni abitatori.

PRO
Esteticamente grandioso

CONTRO
Narrativamente lacunoso

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  1. Frank R. says:

    Bah, io ormai lo voglio vedere però, come dire, confermi che c’è qualcosa che non va, che ho paura mi deluda

  2. Alfonso says:

    A me è piaciuto parecchio, ma concordo con te sul fatto che alcune cose potevano essere gestite meglio.