Cosmopolis

Posted: 4th June 2012 by Death in Recensioni
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Interpreti: Robert Pattinson, Juliette Binoche, Sarah Gadon, Mathieu Amalric, Jay Baruchel, Kevin Durand, K’naan, Emily Hampshire, Samantha Morton, Paul Giamatti, Anna Hardwick
Regia: David Cronenberg
Durata: 109 min.
Titolo originale: id.
Produzione: Canada, Francia 2012

VOTO:

La Trama:
Eric Packer è un azzimato squalo della finanza, giovane, brillante, rampante. Si tromba pure un sacco di milf, nel caso ve lo chiedeste. Però è anche parecchio spanato: vive come una mummia in un sarcofago, all’interno della sua limousine superaccessoriata (c’è pure la tazza del cesso a scomparsa), microcosmo completamente estraneo alla realtà circostante attorno al quale gravitano i suoi collaboratori/satelliti. Nel bel mezzo di un’azzardata manovra borsistica sullo yuen, Packer decide di andare a tagliarsi i capelli, così, tanto per. Essendo che il coiffeur prescelto si trovi dall’altra parte della città, la limousine dovrà percorrere una discesa agli inferi per le strade di Manhattan devastate da rivolte anarchiche durante la visita del presidente, mentre Packer ciancia del più e del meno – e in maniera così serrata da risultare sempre più incomprensibile – coi suoi cooperanti.

La Recensione:
Ehhh…

Lo Sfogo:
David Cronenberg torna alla ribalta dopo appena un anno dallo psicanalitico A Dangerous Method, con un film altrettanto verboso e stratificato. Cosmopolis segue alla lettera – così pare – il romanzo omonimo di Don DeLillo (che conto di leggere in tempi brevi) e sputa in faccia allo spettatore/lettore un profluvio di dialoghi tecnici, filosofici e, inutile negarlo, anche un bel po’ di minchiate. Ovviamente queste minchiate non sono solo minchiate ma spesso e volentieri vogliono dire qualcosa di più profondo, anche se ogni tanto si ha l’impressione di esser presi per il culo. In ogni caso, se proprio ci si vuole capire qualcosa, bisogna mettere in moto il nostro simpatico cervellino.
Cosa che la maggior parte del pubblico, così come il protagonista che nel finale sibila “Tu mi stai costringendo a ragionare. E non mi va”, non vuole fare.

Evidentemente distratti dalla promettente presenza del “Bel Ami” Pattinson, ritrovo in sala un gregge di pecoroni dall’encefalogramma piattissimo, ostinati e fieri di non capire un cazzo anche quando non ci sarebbe niente da capire.
Ritengo che, aldilà dalle lampanti metaforone, gran parte dei contenuti di Cosmopolis siano non più che “suggestioni” liberamente interpretabili da ciascun individuo. In inglese dicono information overflow quando le cose da tenere a mente son così tante che finisci per non capire più un cazzo. Di conseguenza sono necessarie visioni multiple – e in assoluta attenzione – per decodificare il gran marasma.

Evito volutamente di sforzami a scrivere un commento serio al film perchè piuttosto che atteggiarmi a professorino del web scrivendo banalità & ovvietà (magari copia-incollati) preferisco lasciare la parola a chi ne caga più di me.
Ma almeno quando vado al cinema mi informo su ciò che sto andando a vedere.
Non mi è mai capitato e mai mi capiterà di trovarmi in sala a guardare un film di cui non so nulla col rischio di cagare merda acida sui sedili e divorarmi il biglietto per il quale ho sprecato gransoldi. E se mai dovesse capitare, avrei comunque il buon senso di maledirmi mentalmente disimpegnando la sala in silenzio.
Purtroppo, il 90% del pubblico in sala non fu della stessa opinione: 109 minuti di risate, urla, pernacchie e pietose esternazioni di ignoranza: “Ma cos’è questa roba? Non si capisce un cazzo!”
Ci son tante cose che non capisco, ma io almeno non me ne vanto.

Epilogo:
Sono sempre stato franco coi miei lettori: questo film è pesante come un blocchetto di cemento sulle palle, per cui andateci parecchio cauti. È importante che sappiate a cosa andate incontro, perchè potrebbe farvi cagare a spruzzo. Eppure lo premio ugualmente per l’impeccabile confezione tecnica e l’impermeabilità contenutistica. Mi piace un sacco sollevare pesi, ma ogni tanto mi diverto anche a dare un pò d’olio alle arruginite rotelle del mio cerebro.
Ottima la prova recitativa di tutto il cast. Sì, anche Pattinson, sorprendentemente azzeccato e in parte. Forse con un Cronenberg dietro la macchina da presa saremmo tutti grandi attori, per cui non mi sbilancio troppo in complimenti. Però Robert, non farlo più, perchè mi divertivo un sacco a criticarti. Non è che poi mi diventi il nuovo Di Caprio e io ci faccio la figura di merda…

PRO
Premonitore

CONTRO
Una mattonata nelle palle

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  1. Dorellik says:

    Approvo i 3 teschi senza riserve.
    Effettivamente per i contenuti bisognerà approfondire il testo di DeLillo, ma non è solo cinema di parola. C’è tanto cinema “fisico” anche nei dettagli, come il costante attrito della pelle dei sedili, unica interferenza sonora nei lunghi dialoghi nella limousine (la pelle sembra una colla e, per sfuggirvi, tutti gli interlocutori continuano a cambiare posto). L’inspiegabile sensualità della “lezione di teoria” di Samantha Morton e la molto più spiegabile sensualità della Binoche, irrequieta tra le imbottiture e i monitor. Il sesso con taser finale. La guerra di nervi tra Packer e la guardia del corpo (Durand). Fino all’allucinato e meravigliosamente diretto dialogo dal barbiere, ponte verso il confronto finale per il protagonista.
    Ammetto di essere uscito dalla sala piuttosto sballato.

  2. Alessandra says:

    Mi accodo alla recensione (anche se il mio voto sarebbe nettamente superiore) e pure al commento precedente. Robert Pattinson il nuovo Di Caprio la vedo dura…e poi Di Caprio almeno da giovane era caruccio…Pattinson non si può guardare…

  3. Death says:

    Dorellik ha inquadrato perfettamente ciò che intendevo col termine “suggestioni”! High five, bro!
    Sul voto, mi son tenuto basso perchè oggettivamente è un film arduo e non vorrei esser frainteso, che poi magari la gente lo va a vedere, lo schifa e poi viene a tirarmi le pietre sotto casa! 😀
    Ed effettivamente sì, Pattinson sarà tutto laccato e incravattato, ma c’ha davvero una faccia da viscido!

  4. Fabio says:

    Per me il peggior Cronenberg di sempre, lento, soporifero, che tenta di dire tante cose, ma alla fine non dice nulla e Pattinson si conferma l'”attore” (attore???) peggiore degli ultimi 15 anni, talmente cane da far sembrare quei due subumani di Steven Seagal e Chuck Norris due attori da oscar.

    • Death says:

      Io, purtroppo, non posso valutarlo più specificamente proprio perché la visione in sala mi è stata rovinata dal pubblico maleducatissimo e mi son distratto in troppe occasioni 🙁 L’impressione datami comunque è positiva, mi è parso interessante, ma mi riserverei una seconda visione per un giudizio più specifico…
      Pattinson l’ho trovato in parte, ma lo prenderei a schiaffi comunque :p