Classe 1999

Posted: 6th March 2012 by Sex Machine in Recensioni
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Interpreti: Malcolm McDowell, Stacy Keach, Bradley Gregg, Traci Lind, Pam Grier, Patrick Kilpatrick, John P. Ryan, Darren E. Burrows
Regia: Mark L. Lester
Durata: 98 min.
Titolo originale: Class of 1999
Produzione: USA 1989

VOTO:

Devo ammetterlo: non è mai facile recensire un film che, sin da quando ero un piccolo cazzetto appassionato di cinema di genere, avrò visto in TV un centinaio di volte.
Non ricordo bene come mi sia tornato in mente, Classe 1999; forse mi è venuto da pensarci in automatico guardando i giovani di merda che girano oggi per le strade, oppure il fatto che in questo periodo non mi esalta più nulla né in TV né al cinema, quindi cerco conforto in brevi ricordi di gioventù fatti di pellicole oramai sconosciute ma che mi hanno marchiato indelebilmente.
Classe 1999 non è solo un film super-trash e senza grosse pretese ma è anche un’ucronia per nulla scontata che portava la mia mente – già malata tanti anni fa – a immaginare che davvero nell’allora futuristico 1999 sarebbero potute accadere cose simili.

Invece mi trovo nel 2012, non mi vesto come un punk post-apocalittico stile Ken il guerriero, non milito in una banda di teppisti del cazzo, non mi drogo, non giro a cavallo di una moto e imbracciando un fucile a pompa ma faccio una vita quasi tranquilla: lavoro, palestra, qualche uscita ma soprattutto un sacco di film con gli amici.

Ebbene, dopo questo piccolo sfogo nostalgico, non mi resta che raccontare brevemente il film, anche se un vero fan di Death Row non può non averlo visto.

Ci troviamo in un futuro prossimo, in un liceo americano dove ormai gli studenti sono quasi tutti punkabbestia e tossici del cazzo, e fin lì tutto ok, esistono ancora adesso situazioni simili in certi istituti, ma il fatto che vadano in giro con armi massicce e siano schierati in due bande che si vogliono ammazzare l’un l’altra non va proprio giù al povero preside, che decide allora di assumere uno scienziato che di scienziato non ha nulla, visto che portando lenti a contatto colorate stile Marilyn Manson e i capelli ossigenati fa capire come sia più che altro un fottuto pazzo furioso, ma lasciamo stare. L’idea proposta dal mad scientist è quella di sostituire i normali insegnanti con dei cyborg antropomorfi programmati per far rigare dritto gli studenti ridotti allo sfascio.

L’idea è buona e il preside accetta. Peccato che i cyborg usati come insegnanti siano prototipi da guerra, quindi il loro modo di far rispettare la dura disciplina studentesca si riassume nel fare a pezzi gli studenti recalcitranti nei modi più disparati.
La scena del film che mi diverte ogni volta è quella in cui i tre cyborg-insegnanti girano in macchina in cerca di vittime e incontrano il fratellino del protagonista, quello più minaccioso guarda l’altro e gli fa “lo voglio riempire di botte”, una frase terribile resa però irresistibile dall’espressione con cui la dice.

Il protagonista, Cody, si accorge che gli insegnanti sono in realtà robots intenzionati a usare la scuola solo per fare la loro guerra personale; il fine ultimo di questi cyber-professori, infatti, è quello di eliminare con abile trucco le due bande mettendole una contro l’altra e, di tanto in tanto, mettersi in mezzo al casino in prima persona, così da non annoiarsi. A Cody non resta allora che unire le due bande sotto la stessa bandiera e creare così il campo di battaglia per lo scontro finale per il possesso della scuola. Dopo una folle carneficina riuscirà ad eliminare i cyborg e portare la “tranquillità” nell’istituto.

Il film scorre velocissimo, con scene di pura violenza a raffica, ragazzi tagliati a metà e uccisioni a fiocchi… in un periodo in cui il cinema contemporaneo puzza di stantìo e appare privo di stimoli, questa veracità era proprio ciò che stavo cercando! Credo sia piuttosto sintomatico della situazione cinematografica odierna: ero alla ricerca di brividi fanta-action e, anziché in un modernissimo film tutto effetti speciali e poca sostanza, li ho trovati in un film datato 1989, concettualmente retrogrado sin dal titolo, ma in realtà più appagante di un qualsiasi blockbuster multimiliardario hollywoodiano.

Che magnifici anni,  gli ’80/’90, quando le storie erano ancora originali e senza troppe pretese, ma riuscivano con poco a stamparsi nell’immaginario collettivo, non senza proporre dei sagaci sottotesti sociali. Forse, visti i tempi che corrono, vorrei davvero dei cyborg del genere che facciano fuori la gente di merda che gira nelle strade… senza esagerare, però…

PRO
Nostalgia canaglia

CONTRO
Mi sento vecchio!

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  1. l’ambiente descritto non è poi tanto diverso da quello della scuola che frequentavi…