Chernobyl Diaries – La Mutazione

Posted: 5th July 2012 by Death in Recensioni
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Interpreti: Devin Kelley, Jonathan Sadowski, Olivia Dudley, Jesse McCartney, Nathan Phillips, Dimitri Diatchenko, Kristof Konrad, Alex Feldman
Regia: Brad Parker
Durata: 90 min.
Titolo originale: Chernobyl Diaries
Produzione: USA 2012

VOTO:

Difficile inquadrare Oren Peli. Questo intraprendente filmmaker è riuscito, con un singolo film girato in casa, a passare da perfetto pinco pallino a Re Mida del cinema dell’orrore di nuova generazione, all’irrisorio prezzo di 15.000 dollari e una leccata al bucio del culo di Spielberg. Paranormal Activity ha incassato uno sfacelo e ha rilanciato la moda del found footage movie, infliggendo una ferita mortale a un’industria horrorifica già agonizzante. A me fece cagare.
Se escludiamo la co-produzione di Insidious (gran film, ma il merito va a James Wan), Peli non ha fatto altro che trasformare in merda tutto ciò che ha toccato ma i cloni di Paranormal continuano a proliferare e sembrano inarrestabili… Quindi vaffanculo, Re Mi(er)da.
Possiamo però trarre da tutto ciò un prezioso insegnamento: quando leggete “dal creatore di Paranormal Activity” su qualche locandina, potete fidarvi che il film sarà una cagata.

Infatti, Chernobyl Diaries non fa eccezione.

Un gruppetto di fessi americani è in vacanza in Ucraina. Anziché fare i turisti (sessuali) come tutti, decidono di annullare la tappa a Mosca prevista e di appoggiarsi piuttosto a un’agenzia specializzata in vacanze estreme. Di estremo ci sarebbe solo la rottura di coglioni, poiché il programma prevede semplicemente una toccata e fuga alla ghost town di Prypiat, limitrofa a Chernobyl e dunque evacuata in fretta e furia dopo il disastro del 1986. Per nulla intimoriti dal pericolo radioattivo, i fessi si trastullano durante l’escursione facendo lugubri foto coi reattori sullo sfondo e scansando ridicoli orsi bruni tridimensionali (sic).

Ovviamente – e nessuno aveva dubbi – il loro furgone viene sabotato e i fessi rimangono confinati nell’insidiosa location. Per tutta la notte riceveranno attacchi di cani rabbiosi, forse i randagi scampati allo sterminio di Euro 2012, nonché le birbonate di sconosciuti figuri che si aggirano nell’ombra. Finisce malissimo per tutti.

Il punto di forza del film è senza dubbio l’ambientazione. La città fantasma di Prypiat è un set altamente suggestivo proprio perché la zona di alienazione è un luogo che già dal nome sembra infestato da una reale aura di catastrofe e rovina.

Un enorme potenziale buttato nel cesso, poiché manca tutto il resto.
Lo stile registico è sospeso tra l’amatorialità e il film professionale, sicché gli stacchi e le inquadrature parrebbero quelle di un film “cinematografico”, mentre la qualità e l’instabilità delle riprese (Parkinson style) farebbero il verso ai filmini amatoriali. Non manca il momento found-footage – sarebbe un po’ come un porno senza cazzi e fiche – in cui una coppietta si filma mentre viene aggredita, scena così gratuita da sembrare una parodia.

Gli attori (tra cui spicca la sciapida popstar Jesse McCartney) sono dei manichini costretti a recitare per lunghi e noiosi piani sequenza e pilotati a comportarsi come imbecilli, come prescritto dai canoni ben esplicitati in Quella Casa nel Bosco. Sono meno cani i randagi, che invece forniscono un’interpretazione credibile, mossi probabilmente da reali necessità alimentari.
Il film inoltre soffre della famigerata sindrome di Peli, c’est-à-dire che non succede un cazzo per 80 minuti buoni e poi si cerca lo shock nel raffazzonato concitamento finale, tutte scene già viste nel trailer che dunque sorprendono quanto il tanfo di uno stronzo fresco.

L’ennesima variazione sul tema nuclearista, fiacca, pallosa, pleonastica. Wes Craven aveva già anticipato tutto nel 1977, 9 anni prima della catastrofe e 35 prima di ‘sta ciofeca.

La titolazione italiana aggiunge l’inutile didascalia “La Mutazione”, in modo da rovinare il già scontato plot twist finale.
Mentre guardo il film, rido da solo ricordando la professoressa di latino che, minacciando che ci avrebbe fatto ridere a crepapelle, scrisse alla lavagna “mutatis mutandis” per spiegarci l’ablativo assoluto. Rimanemmo tutti impassibili.
Poi torno al presente, e mi rendo conto di stare guardando un film del terrore.
Ma rido da solo, c’è qualcosa che non va.

PRO
I cani di UEFA 2012

CONTRO
Uno stronzo pieno di Peli

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  1. Steven says:

    Wahahahah! Non so bene il perchè ma questa recensione demolitrice mi diverte leggerla ogni volta (vuoi per i cani di Uefa 2012 o il tanfo di stronzo fresco)! E’ seconda solo a quella di breaking dawn (nella mia top list si intende!)
    P.s. Appena esce BD parte II mi aspetto che lo staff si riunisca tempestivamente per vederlo e recensirlo quanto prima!

  2. Death says:

    Mi sembra doveroso! Ma stavolta ci vorrà ancora più birra per lenire il dolore!

  3. CinemaOut says:

    Se fossi un parente degli abitanti di Prypiat mi sentirei leggermente offeso. Più che altro perché potrebbe essere ambientato in qualsiasi posto… ma sfruttando Chernobyl si attira gente a vedere stie’ sciacallate.