Chained

Posted: 13th December 2012 by Death in Recensioni
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Interpreti: Vincent D’Onofrio, Eamon Farren, Julia Ormond, Jake Weber, Evan Bird, Conor Leslie, Gina Philips, Kate Herriot, Troy Skog, Daniel Maslany
Regia: Jennifer Chambers Lynch
Durata: 94 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2012

VOTO: ½

Essere figlio d’arte deve comportare una certa dose di stress. Poi dipende anche da chi sia tuo papà. Per Jennifer Chambers, sicuramente, la situazione è abbastanza critica. Paparino David Lynch ha una filmografia criticamente perfetta e dev’essere umiliante esser ricordata solo perché “figlia di”. La sua produzione certo non l’aiuta. Abbiamo un film dove Julian Sands vuole fare a pezzi la donna di cui si è perdutamente innamorato (Boxing Helena), un film di cui ignoro pure la trama e me ne frega meno di un cazzo di andare a cercarla su internet (Surveillance), e per finire in bellezza un film su una donna serpente gigante (Hisss). Roba sopraffina, converrete con me.

Chained invece parla di Vincent D’Onofrio, che essendo Vincent D’Onofrio deve interpretare per forza il serial killer psicopatico. Vince, poco fantasiosamente, rapisce le donne e le uccide. Un giorno rapisce una MILF con figlioletto al seguito. La MILF fa una brutta fine, il bimbo diventa uno schiavo. È costretto a preparare la colazione, pulire casa – soprattutto gli schizzi di sangue – e lavare la schiena a Vincent con la spugna. Inoltre viene amorevolmente soprannominato “coniglio”. La situazione è parecchio morbosa ma va avanti quasi senza intoppi: il piccolo cresce e somiglia ad una versione ancora più rachitica di Robert Pattinson. D’Onofrio invece ricorda un Renato Pozzetto un po’ più sordido e diabolico.

Il succo è che Vincent, scapolone inossidabile (e vorrei vedere, visto quello che combina alle “troie”), vuole fare del simil-Pattinson il suo erede, così gli dà da studiare un libro di anatomia e ogni tanto gli porta a casa carne fresca per esercitarsi. Baby Pattinson non ne vuole sapere.

Un giorno arriva a casa Angie, stronzetta del college abituata a prenderlo al culo dal Quarterback della squadra ma non dai maniaci sessuali sovrappeso. Penserete che Pattinson se ne invaghisca e cerchi assieme a lei la fuga d’amore, ma non va a finire proprio così.

Il film è piuttosto morboso e mescola assieme traumi infantili, incesti, perversioni e cattività in un minestrone poco dinamico, che cerca più l’intellettualismo piuttosto che lo splatter facile (non fatevi fregare da chi lo definisce “BRUTAL”, si è visto di molto peggio sul versante grafico). Va detto che tutta la prima parte ha un incedere sufficientemente spigliato da mantenere vivo l’interesse per la vicenda. Poi ci si perde un po’, soprattutto di fronte a certi strafalcioni di sceneggiatura scritti da chi probabilmente pensava solo a rendere fighetta l’inquadratura piuttosto che coerente il plot. Da punto di vista tecnico però, nulla da dire: Chained è girato bene e anche con un certo gusto.

Lo shock cerca di arrivare a più riprese, ma personalmente colpisce nel segno solo durante un flashback parecchio morboso. Il ribaltamento finale invece odora un po’ di cazzatella, come tante altre cose. Però vista la penuria di uscite significative al cinema, potete tranquillamente recuperare quest’ultima fatica della signorina Lynch, che al massimo vi lascerà indifferenti, ma male non fa.

PRO
Qualche momento shock

CONTRO
Il resto è piuttosto educato

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  1. ale55andra says:

    Ne ho appena letto abbastanza bene in un altro blog e devo dire che sono incuriosita soprattutto dalla somiglianza di D’Onofrio con Pozzetto!! No, a parte gli scherzi, sono talmente incasinata in questo periodo che non ne avevo manco sentito parlare di striscio di sto film 🙁

  2. Death says:

    Anche io ho pochissimo tempo per i film, infatti il ritmo delle recensioni è calato drasticamente… però ero depresso, e un film con Pozzetto killer mi sembrava una buona idea per tirarmi su il morale!

  3. Psichetechne says:

    Guarda Death, ero lì lì per vederlo, ma dopo questa tua rece, penso proprio che lo lascerò sugli scaffali della libreria Feltrinelli di provincia che mi ritrovo ogni tanto a frequentare. Però mi dici in un orecchio come va a finire? 🙂 Ti consiglio invece (molto) “Cherry Tree Lane” che ho appena discusso sul mio blog.

    • Death says:

      Secondo me Chained una visione la vale! Poi certo, dipende anche da quanto ci si spende su… forse prima di acquistarlo conviene dargli un’occhiata a noleggio…
      Ti rivelo il finale, ma potrebbe essere un forte deterrente! 😀

      SPOILERON DE’ SPOILERONI

      Alla fine si scopre che Vincent d’Onofrio è in realtà il fratello del padre del bimbo rapito all’inizio. In pratica ‘sto strunzone, per liberarsi della sua famiglia, li ha fatti rapire dal fratellino serial killer per poi ammazzarli. Solo che Vincent ha designato il bimbo come suo erede, forse per puro sadismo, non si sa. Quando “coniglio” lo scopre va a casa del paparino, che ormai si è fatto una nuova famiglia, e gli fa un mazzo tanto…

      È un bel po’ una cazzatone, nonché una forzatura spaventosa di sceneggiatura! Allo stesso tempo però ti trattiene sulla poltrona… è un film un po’ strano, ma ripeto, una visione la vale! 😉