Cabin Fever (2016)

Posted: 20th April 2016 by Death in Recensioni
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Interpreti: Gage Golightly, Dustin Ingram, Samuel Davis, Matthew Daddario, Nadine Crocker, Randy Schulman, Louise Linton, George Griffith
Regia: Travis Z
Durata: 99 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2016

VOTO:

La compulsione a voler sfornare remake a un ritmo vertiginoso e insostenibile arriva al parossismo quando si comincia a rifare anche film recenti e per nulla datati nella fattura tecnica come Cabin Fever, del 2002.

La pellicola di Roth, straordinariamente in bilico tra grottesco, body horror e commedia caciarona, riusciva veramente a instillare la paranoia per il contagio, il terrore per il morbo e tutte quelle cosine simpatiche che, per un ipocondriaco come me, scatenano a vista un irrefrenabile prurito psicosomatico.

Sono usciti anche due sequel, uno a cura del sopravvalutato Ti West (il film è comunque divertente) e uno che funge da prequel, cattivo ma dimenticabilissimo.

Anziché realizzare un quarto capitolo, qualcuno a Hollywood ha deciso di realizzare un remake del primo film, paro paro, con due variazioni tanto per, ma per buona parte IDENTICO all’originale.
L’unica spiegazione plausibile che riesco ad attribuire a una simile operazione è questa: lo studios ha in mente uno script bomba sul tema di Cabin Fever, ma il primo film è ormai uscito 14 anni fa (come passa il tempo…) e i giovani merdosi di oggi figurati se lo conoscono o se si azzarderebbero mai a vedere un film così “vecchio”. Quindi, per ravvivare la consapevolezza della serie, si produce un remake usa e getta alla svelta, per educare i giovinastri e contestualizzargli il futuro sequel/quel cazzo che è…

…oppure niente, fanculo la logica, fanculo tutto, giriamo il remake perché c’abbiamo il cash e chissenefrega di quello che pensa il Death, che non conta un cazzo nell’industria cinematografica mondiale e probabilmente anche nell’universo tutto.

Cos’altro vi posso dire? Cabin Fever 2016 è pressoché identico a Cabin Fever 2002.
Aggiornato ovviamente agli standard dei nostri giorni (smartphones, videogiochi online, un po’ di Facebook nella simpatica ma implausibile scena dopo i titoli di coda), si differenzia ovviamente nella scelta degli attori e in qualche dinamica leggermente modificata, ma siamo sempre lì.
C’è sempre la scena di petting con la figa in decomposizione, c’è sempre la scopata coi brandelli di carne che vengono via, c’è sempre la depilazione al sangue nella vasca da bagno. C’è anche “l’uomo della baldoria” (più o meno) e il cagnaccio Dr. Mambo, non manca proprio nessuno. Si strizza l’occhio alla famigerata scena dei “pancakes”, salvo poi riproporla identica alla fine (manca il calcio rotante, vabbe’), il ché rende incomprensibile e superflua la prima citazione.
Manca però gran parte dell’ironia nera e politicamente scorretta del cinema di Roth, il ché è un peccato capitale, non tanto perché lo humour di Roth sia prezioso, quanto perché non si può trattare con eccessiva serietà un film che parla di una cricca di imbecilli mangiati vivi nel bosco da un’epidemia di fascite necrotizzante.

Gli effetti splatter sono di buona fattura anche se si indugia in qualche eccesso di violenza gratuita e assolutamente ingiustificato. Sul finale, una ragazza ormai corrosa dal virus mangia-carne implora il suo amico d’infanzia di porre fine alla sua agonia, e indovinate un po’ questo stronzo cosa fa? Cerca di tagliarle la testa a colpi di pala IN MEZZO AI DENTI. Delicatissimo, non c’è che dire…

I personaggi si comportano in maniera ancora più assurda e sono ancora più imbecilli, anche se certi frangenti mi hanno fatto pensare a un tentativo fallito di voler emulare il pathos splatter un po’ lacrimevole del remake de La casa (al cui prototipo il film di Roth sembrava rendere omaggio), purtroppo senza avvicinarvicisi neanche lontanamente.

Ve la riassumo facile, dai.
Se non avete visto il Cabin Fever originale di Eli Roth (qui produttore, quindi marchettaro), potete tranquillamente dare uno sguardo a questo remake; scorre via abbastanza indolore e qualche momento sadico ce l’ha. Certo, non vi sono motivi a preferirlo all’originale, nel caso vi fosse data la possibilità di scelta…
Se invece avete fatto i compiti a casa e il primo film l’avete già visto, eventualmente riguardatevi quello, a meno che il vostro interesse non sia quello di vedere un paio di tette nuove…

PRO
Se non avete visto l’originale…

CONTRO
L’inutilità fatta film

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  1. Pietro says:

    Sono d’accordo con te, non vedo l’utilità di un remake che praticamente è uguale al precedente, soprattutto se il primo è perfetto al contrario di questo non proprio eccezionale, anche se non l’ho visto ancora 😉

    • Death says:

      Il primo fu una vera e propria sorpresa, al tempo! Peccato che poi, in seguito, Roth si sia dimostrato molto fumo e poco arrosto…

  2. Beatrix Kiddo says:

    Roth marchettaro a prescindere…comunque a me già ha fatto abbastanza schifo il primo (son delicata lo so) quindi questo remake inutile lo lascerò perdere.

    • Death says:

      Il primo è un gioiellino del grottesco, all’epoca mi colpì molto positivamente! Certo, se non piace il gore non è il film più adatto… 😀