Blood Story

Posted: 10th October 2011 by Death in Recensioni
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Interpreti: Chloe Moretz, Kodi Smit-McPhee, Richard Jenkins, Elias Koteas, Cara Buono, Dylan Minnette, Jimmy ‘Jax’ Pinchak, Nicolai Dorian, Seth Adkins
Regia: Matt Reeves
Durata: 115 min.
Titolo originale: Let Me In
Produzione: USA, Gran Bretagna 2010

VOTO:

Partivano col piede sbagliato. “Il miglior horror americano degli ultimi 20 anni” secondo Stephen King, un flano che lascerebbe presagire una marchetta a 5 zeri. Grossi presupposti di cagata micidiale, tenendo conto che oltre a trattarsi di un remake di film svedese (con sottotitoli in tedesco, gemerebbe Fantozzi), tale Lasciami Entrare, pure il titolo è stato blandissimamente adattato in Blood Story. Perché si parla di vampiri, capito? E dunque dove c’è vampiro ci sono sangue e succhiotti. Siccome il cast è composto da giovanissimi minorenni i succhiotti sono sconvenenti, ne converrete, così lasciamo Suck Story a qualche kolossal firmato Bangbros.

Avrete ordunque capito da tale premessa disfattista (e dal voto) che invece il film mi è piaciuto un casino ma devo segnalare una piccola nota spiacevole: preventivamente accaparrati i posti in ultima fila, centrali, gongolavo come un porco pregustando uno spettacolo ottimale dal mio più che ottimo piazzamento, quand’ecco che odo entrare in sala una comitiva di fottuti marmocchi, underage come i protagonisti del film, armati di junk food ed esperti nell’arte della cagnara.

Così, mentre sullo schermo il giovane Owen viene bullizzato dai suoi spregiudicati compagni di classe, sogno di poter riservare lo stesso trattamento al bimbominkia che affianco a me sgranocchia rumorosamente pop corn tirando su col naso come il moccioso quale è. Una coppietta di fronte a me si scambia a raffica fragorosi bacetti a schiocco, distogliendo la mia attenzione dall’intreccio narrativo: mentre la baby vampira Abby azzanna la giugulare a ignari runner al parco la mia immaginazione fantastica sequenze splatter dove scotenno a morsi i due pomicioni del cazzo riducendoli al silenzio eterno.

Dei bastardi non identificati (causa buio in sala) consumano patatine in busta smanacciandone oltre misura il frusto involucro, un frastuono che mi provoca un leggero attacco di nervi, le mani mi tremano e i denti schricchiolano. Rifletto sul fatto che a volte il bullismo non sarebbe per forza di cose un male, non se le vittime designate si macchiassero dell’orrendo crimine di fare casino al cinema, quanto più un sistema correttivo da tenere in seria considerazione qualora si volessero inculcare i valori del rispetto verso il prossimo nelle nuove generazioni. Nel mentre echeggiano ancora colpi di tosse e nasi gocciolanti e per un attimo temo di trovarmi in un lazzaretto piuttosto che al multisala.

E non ho pace neppure quando nel vibrante finale, capace di toccare corde emotive che ritenevo in me sopite, un bulletto si diverte a fare lo smargiasso con la sua puttana condividendo a voce alta la sua noia e il suo desiderio di evadere con tutta la sala ottenendo per tutta risposta delle complici risatine da troia.
Allora urlo “Mocciosi del cazzo!” e allo sguardo incredulo del bulletto aggiungo “Sì, a te sto dicendo!”.
Il silenzio in sala è finalmente ripristinato ma il film è ormai alle battute conclusive e non sono soddisfatto, tanto più che ho fatto il duro con dei ragazzini, un comportamento patetico.
La botta di adrenalina mi provoca vivide visioni di morte, vorrei andare oltre e fare a pezzi quelle teste di minchia, decapitarle mentre sullo schermo scorre trionfante il massacro finale, catartico, ed accanirmi ancora di più su quei bastardi riducendoli in poltiglia con un mattone per poi fare la danza macabra sulle loro carcasse umide.

Invece esco dalla sala vibrante, non d’emozione ma di nervoso, e trovo parziale ristoro solo di fronte ad un galletto ultrapiccante con contorno di patate all’Old Wild West.

PRO
Tenerhorror

CONTRO
Mocciosi del cazzo

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  1. anonimo says:

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