Babadook

Posted: 14th July 2015 by Death in Recensioni
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Interpreti: Essie Davis, Noah Wiseman, Daniel Henshall, Hayley McElhinney, Barbara West, Benjamin Winspear, Cathy Adamek, Craig Behenna
Regia: Jennifer Kent
Durata: 95 min.
Titolo originale: The Babadook
Produzione: USA 2014

VOTO:

Se la settimana scorsa parlavamo di It Follows, “il miglior horror del 2015”, quest’oggi parliamo di Babadook, “il migliore horror del 2014” che però esce solo ora nelle sale nostrane, anche se per una questione di atmosfere e mood il film avrebbe meritato una collocazione stagionalmente più fresca.
In ogni caso, anche stavolta non si può negare che Babadook sia un ottimo film, a prescindere dalle solite superficiali etichette.

La storia segue le vicissitudini di una madre vedova con figlioletto a carico che, dopo aver rinvenuto uno strano libro pop-up in un cassetto, comincia a essere perseguitata da strane presenze, nella fattispecie il Babadook, una sorta di boogeyman che dà il titolo a film e libro.
La struttura è molto classica, con le prime apparizioni, i sospetti di malattie psichiatriche, lo scetticismo generale e tutta la solita solfa da ghost story.
La costruzione della tensione attraverso le singole scene, però, è precisa e tesissima al limite. Più la nostra protagonista si vede costretta a credere che qualcosa di oscuro esista davvero e minacci la propria famiglia, più i nervi dello spettatore sono messi a dura prova da sequenze progressivamente più inquietanti.
Cioè, non posso negare che in certi momenti Babadook metta addosso una strizza veramente fottuta, fondamentalmente mostrando poco e nulla e giocando sulle suggestioni tipiche delle fobie notturne, ove, pur non essendoci concretamente un cazzo di niente, la nostra mente ci porta a visualizzare e sentire le peggio cose.
Il riferimento alle paure infantili è ovviamente richiamato dalla filastrocca che accompagna l’arrivo del mostro, una nenia in rima che vi rimarrà nella testa per parecchi giorni dopo la visione.

Devo purtroppo ravvisare qualche caduta di stile durante il finale, come vi avevo segnalato mesi fa sulla pagina Facebook, che in un qualche modo spezza la grande tensione accumulatasi fino a quel punto, con delle leggerezze di forma che si sarebbero potute evitare senza troppi sforzi.
L’epilogo rimane coerente e molto toccante, per carità, ma sentire a un certo punto il ruggito di un mostro di Doom piazzato a caso o dei passaggi in puro stile Mamma ho perso l’aereo, ve lo confesso, me l’hanno smosciato di brutto, pur avendo un senso.

Sempre in relazione al finale, mi permetto di spendere un paio di ulteriori parole. Senza addentrarmi troppo in spoiler che potrebbero rovinarvi la visione, vorrei rispondere a tutti quelli che si scervellano sulle origini e motivazioni dell’entità soprannaturale che si presenta col nome di Babadook, quelli che si ostinano a trovare azzardati incastri logici in apparenti errori di continuità, quelli che tentano di spiegare l’irrazionale (bella presunzione, no?).
Ho un solo monito per voi: usate il cervello.

Mi rendo conto che ormai Hollywood vi ha abituati al solito spiegone, in modo da non farvi sforzare troppo le rotelle, però porca puttana, non si può più essere così mentalmente monodirezionali, anche se mi dispiace lamentarmi ancora una volta per ciò che leggo sul web, come se fossi l’unico illuminato su internet.
Purtroppo, in questo caso temo di avere parecchia voce in capitolo, per cui suggerisco ai confusi e ai dissennati di astrarre la mente e lavorare di metafore, metafore che al contrario di It Follows sono qui presenti in maniera preponderante ma con una solida logicità di fondo.

Allora ecco che, una volta capita la chiave di lettura del film (ne possiamo parlare nei commenti, per evitare spoileroni), tutto vi apparirà più chiaro e sensato, lucidamente emozionale.
Certo, il pigro .wav di Doom rimane lì, ma un horror con dei contenuti simili, di questi tempi, è merce rara che va preservata.

PRO
Stavolta la metafora ci sta tutta

CONTRO
Qualche scivolone nel finale

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