As the Gods Will

Posted: 19th August 2015 by Death in Recensioni
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Interpreti: Ryûnosuke Kamiki, Shôta Sometani, Sôta Fukushi, Hirona Yamazaki, Mio Yûki, Atsuko Maeda, Jingi Irie, Rena Shimura
Regia: Takashi Miike
Durata: 117 min.
Titolo originale: Kami-sama no iu toori
Produzione: Giappone 2014

VOTO: ½

Sempre inarrestabile, Takashi Miike continua a sfornare film su commissione per la gioia dei suoi sostenitori, me compreso.
Il film di oggi, As the Gods Will, è tratto da un manga di successo in Giappone e sembra essere un progetto su misura per Miike.
È folle, è crudele, è demenziale, perfetto per il suo stile iperbolico e dissacrante.

La trama è assurda. In una mattina qualunque, in tutte le classi di ogni istituto giapponese, appare senza motivo un Daruma, bambola senza arti rappresentante il faccione del Bodhidharma, fondatore e primo patriarca dello Zen. Il Daruma ingaggia con gli studenti un Daruma-san ga koronda, una sorta di 1, 2, 3 stella micidiale. Lo studente sorpreso a muoversi dopo la conta viene immediatamente polverizzato in maniera splatter.
Gli studenti sopravvissuti al gioco dovranno affrontare nuove sfide, sempre più pazze e apparentemente insormontabili (ogni cimento nasconde un dettaglio la cui comprensione è fondamentale al fine del superamento della prova), ciascuna ispirata a passatempi tipici del folklore giapponese, anche se universalmente diffusi in tutto il mondo.

Spietato ma al contempo fortemente ironico, As the Gods Will è una scarica di trovate visive, sparate a raffica costante contro uno spettatore ora ammirato, ora disgustato dalla folle carneficina di innocenti studenti vittime di un sadico disegno divino. La prospettiva è terrificante. Immaginate di essere a scuola, annoiati come ogni giorno dalla promessa di 3 ore di matematica e 2 di latino, per poi ritrovarvi all’improvviso catapultati senza motivo nell’incubo distorto di una divinità mentalmente instabile. Ok, forse sono peggio le tre ore di matematica, ma anche dover sfuggire alle grinfie di un Maneki Neko alto come una casa non dev’essere il massimo della vita.

Il tema della classe costretta a cooperare (o a tramare l’uno con l’altro) per aver salva la vita ricorda alla lontana Battle Royale, ma è in senso più ampio una costante della letteratura fumettistica giapponese. Qui, contrariamente alla pellicola di Kinji Fukasaku, non c’è nessuno governo dispotico a decretare il tormento, piuttosto un’entità astratta (a cui viene data figura solo nello spezzato finale, preambolo a un inevitabile numero 2) senza storia né passato, un kami le cui gesta non sono mai state narrate da nessun profeta ma che si palesa al mondo attraverso gli attoniti servizi TG che in diretta documentano il massacro.

Miike segue con devota fedeltà la storia del manga (che è disegnato col culo ma molto divertente) per tutta la prima metà del film, per poi variare saggiamente la sceneggiatura in modo da proporre qualcosa di nuovo anche per chi conosce già la storia. Le aggiunte inedite sono assolutamente all’altezza del prototipo e si ricongiungono senza intoppi col plot canonico nello spiazzante finale, uguale al fumetto, che come già detto lascia tutto in sospeso.

Appuntamento col proseguo della storia ancora da definire.
Prima Miike dirigerà Terra Formars, sempre tratto da un manga di successo, sempre materiale ideale per il regista più pazzo e prolifico di tutti i tempi.

PRO
Visivamente fuori di testa

CONTRO
Finisce a metà…

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  1. Frank R. says:

    Io l’ho trovato inizialmente interessante e avvincente ma via via ripetitivo. Il finale poi mi è piaciuto poco proprio perché preambolo ad una (si spera) seconda parte…