Ant-Man

Posted: 24th August 2015 by Death in Recensioni
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Interpreti: Paul Rudd, Michael Douglas, Evangeline Lilly, Corey Stoll, Bobby Cannavale, Michael Peña, T.I., Wood Harris
Regia: Peyton Reed
Durata: 117 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA, Gran Bretagna 2015

VOTO: ½

È direttamente proporzionale. Meno conosco un personaggio dei fumetti, più finirà per piacermi il suo adattamento cinematografico.
Di Ant-Man reputavo persino sciocco il concept. Un supereroe capace di rimpicciolirsi a piacimento non avrebbe vita facile neanche nei confronti di un villain con ai piedi un paio di anfibi rinforzati, ma mi sbagliavo. Perché anche se Ant Man può effettivamente diventare minuscolo come un insetto, la sua forza da uomo di 90 kg (anche se Paul Rudd parrebbe pesarne 70 bagnato) rimane inalterata, cosicché questa pulce atomica è capace di schizzare per l’aere e ribaltare a schiaffi avversari infinitamente più grandi di lui.

Il film inizia negli anni ’80, con uno splendido Michael Douglas che irrompe in scena magnificamente ringiovanito dagli effetti digitali. È un colpo al cuore, perché sembra di rivedere in azione il mastodontico Gordon Gekko di Wall Street che si incazza con Stark Senior, e il carisma di Michael domina la sequenza senza possibilità di appello per i suoi comprimari. Il suo personaggio, Hank Pym, ha inventato un siero per rimpicciolire la materia organica e lo S.H.I.E.L.D. (o il suo corrispettivo passato) vorrebbe detenerne il brevetto. Hank, giustamente, li manda tutti affanculo.

Balzo temporale ai giorni nostri. Le industrie Pym, ora capitanate da un pelato con la faccia da stronzo, stanno cercando di sintetizzare lo stesso siero di Hank, che giustamente aveva tenuto nascosto tutto per evitarne usi impropri e conseguenti casini di tipo bellico. Hank, ormai troppo vecchio, necessita di una figura idonea a rilevare la sua eredità supereroistica. La trova in Scott Lang, mariuolo piuttosto sfigato ma dai sentimenti nobili, nonostante le proteste della figlia Hope che vorrebbe ricoprire la carica per discendenza diretta, in culo a Scott.

Dopo un’iniziale incertezza, Scott si rende conto che essere Ant-Man è una figata. Oltre alla capacità di diventare piccino picciò, Scott può, grazie a un particolare auricolare, impartire comandi a un esercito di agguerrite formiche, delle specie più disparate. Ci sono quelle classiche, quelle che morsicano, quelle volanti, quelle elettriche… sembra una stronzata, e forse lo è, ma all’atto pratico questa strategia funziona egregiamente, tanto da permettere al neonato eroe di fronteggiare persino un Avenger (non vi dico quale) senza finire massacrato.

Ant-Man è un progetto nato dalla volontà di Edgar Wright, il talentuoso regista inglese a cui dobbiamo l’ottima trilogia del Cornetto, ed effettivamente in molti frangenti si intravedono l’ironia e il suo stile peculiare. Per non meglio precisati scazzi con la produzione, però, Wright ha dovuto mollare le redini del film nelle mani di Peyton Reed, che invece non so chi sia. Si mormora che dello script di Wright, comunque, siano rimaste porzioni cospicue (difatti il suo nome figura ufficialmente come sceneggiatore) e non mi viene difficile crederlo, vista la qualità dei dialoghi e lo humour intrinseco in alcune situazioni. Si rumoreggia altresì che siano state cambiate alcune dinamiche e persino il finale, in modo da incastrare la pellicola nella continuity dell’universo Marvel espanso, poiché lo script originale era addirittura precedente al primissimo Iron Man, figuratevi.

Nonostante le riscritture e il cambio di timone, Ant-Man scorre via veloce pur durando quasi due ore, ha delle sequenze d’azione fantastiche e pure qualche colpetto di genio di tanto in tanto, basati naturalmente sulle capacità rimpicciolenti o espandenti del siero Pym (non pensate male, Rudd non cerca di ingrandirsi il cazzo per farsi figo con la Lilly). Ravviso al massimo qualche scena di raccordo incollata un po’ alla nerchia di cane, ma è poca cosa che non inficia assolutamente il giudizio finale. Certo è che se per voi i supereroi sono solo dark e seriosi, mal sopporterete il mood scanzonato della pellicola.

Paul Rudd è ok, anche se ha la faccia da scemone, ma non conoscendo il corrispettivo cartaceo non ho motivo di lamentarmi.
Fantastico Michael Douglas, sempre grandissimo anche se recentemente sparito dai riflettori per via della sua malattia (cancro alla gola causato, dice lui, dal troppo sesso orale… beh, meglio beccarselo leccando fighe che fumando catrame), ma sembra che si sia ripreso alla grande. Spero vivamente che possa tornare anche negli eventuali sequel.
L’eroina femminile invece è Evangeline Lilly, che io conosco di sfuggita principalmente per via di Lost (che non ho mai visto, oltretutto), piuttosto figa e fisicata, anche in leggins aderenti.
Ganzo esteticamente ma non troppo minaccioso il cattivone di turno, Calabrone, anche se un rumorosissimo moccioso, seduto dietro di me in sala, a un certo punto l’ha appellato, in maniera invero molto originale, come Anti-Animal, nome insensato ma che trovo particolarmente cazzuto. Complimenti per la fantasia ma vaffanculo per tutto il resto.

Insomma, Ant-Man a momenti non sembra neanche un film Marvel, se non fosse per i continui rimandi al multiverso, talvolta visibilmente inseriti a calci. Ma è una visione fresca e rinfrancante proprio in virtù del suo essere un superhero movie in incognito e intelligente nel gestire con la dovuta leggerezza una storia e personaggi che, in altri contesti, sarebbero apparsi come una semplice buffonata.
Parere personalissimo: assieme (ma dopo) ai Guardiani della Galassia è forse il film Marvel che mi è piaciuto di più, anche se in senso nerdistico assoluto ce ne sono forse di migliori.

Restate seduti dopo la fine del film. Ci sono non una bensì due scene extra dopo i titoli di coda (o meglio, una inizia proprio durante).

PRO
Ironico, dinamico e gran divertente

CONTRO
Chissà come sarebbe stato nelle mani di Wright…

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  1. caden cotard says:

    death, ho provato a scriverti nella mail che ho trovato sopra, ma forse non t’è arrivata.

    mi dai un contatto o mail o fb?