Alice in Wonderland

Posted: 28th March 2010 by Death in Recensioni
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Interpreti: Mia Wasikowska, Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Crispin Glover, Anne Hathaway, Stephen Fry, Christopher Lee, Michael Sheen, Alan Rickman
Regia: Tim Burton
Durata: 108 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2010

VOTO: 

Da dove dovrei partire, per essere originale? Dal fatto che ormai Tim Burton e Johnny Depp mi stanno sul cazzo? Per carità, son bravi quanto volete, ma in giro li si idolatra con troppa enfasi e il mio spirito ribelle (ma quando mai…) me li mostra come nemici, anche se tutto sommato mi piacciono. Mi stanno particolarmente sul cazzo, però, per il loro ultimo decorso professionale, più o meno da quando Depp ha cominciato a fare solo personaggi da giullare e Burton si è dimenticato di essere un darkettone e ha spinto a fondo il pedale delle minchiate. Che poi ormai i suoi ultimi film sono tutti uguali, fatti in famiglia, col sopraccitato lacchè più figo del mondo in un altro ruolo da pagliaccio e quella freakettona di sua moglie, la Bonham Carter, qui Regina di cuori macrocefala (simpatica, dopotutto).

Me lo sentivo che anche Alice in Wonderland avrebbe seguito quell’andazzo.
Non che mancasse il potenziale, ma ormai Burton lo vedo solo come un marchettone onanista, nel senso che i suoi film sono masturbazione tecnica fine a sé stessa. Sapevo a cosa andavo incontro, al nonsense Carrolliano esasperato, ai dialoghi imbarazzanti e una sostanziale inconcludenza di fondo. Alice nel paese delle meraviglie e relativo seguito li ho letti tempo fa, ogni mattina un capitolo mentre cagavo, e non mi erano neanche piaciuti più di tanto, ma speravo che un riarrangiamento in chiave più oscura, sfruttando quegli spesso notevoli spunti che il vecchio pedofilone (gli piacevano le bimbe, innegabile: ciò non vuol dire che ci facesse anche cose turche, ma non ci metterei la mano sul fuoco) scrisse secoli fa per creare un film sulla falsariga dell’Alice di American McGee, sick and twisted. Dovrò aspettare a quanto pare l’ormai missing in action adattamento a cura di Marilyn Manson invece.
Perché il film di Burton non funziona per vari motivi.

Inanzitutto è un film di Burton e continuo a definirlo tale ma a parte un continuo gioco di citazioni (roba da segaioli, appunto) non ci vedo granché, oltre un paio di tematiche blande e buoniste come la consapevolezza della maturità e altre bimbominchiate simili. Il paese delle meraviglie, qui chiamato Sottomondo perché questo è un sequel, è colorato come te lo aspetteresti (ma il cielo è nuovoloso, perchè Tim è dark inside! ma va là…) e le creature che lo abitano sono tutte molto simpatiche e divertenti. Lo Stregatto è adorabile e la Lepre marzolina fa un sacco ridere, il Bianconiglio è buffo col suo culone candido e il Brucaliffo è uno sballone di prim’ordine. Ah, e Anne Hathaway è troppo brutta biondo platino coi sopracciglioni neri, cazzo! Però ormai sono grande, stracazzo! Così come Alice che ormai ha il pelo sul pube, anche io ormai non credo più al paese delle meraviglie, ancora cazzo. Anzi, dico di più, in più di un occasione mi sono vergognato come un ladro a sentir pronunciate certe immondità.

La poesia Jabberwocky prende forma concreta e così ci tocca subire raffiche di stronzate come “il giorno gioiglorioso”, “la spada bigralace”, “il ciciarampa” e, perdindirindina, mi fermo qui perché altrimenti tento di impiccarmi con il filo del mouse; CAZZO! I dialoghi da ebete (che in Carroll [non] avevano un senso) sono scontati e cultural-pop al punto giusto, pronti per essere citati su Facebook, tra gruppi e paginette, manco fossero aforismi degni dei grandi  poeti decadenti (che staranno rivoltandosi nei loro angusti loculi) sputtanati dalla globalizzazione della letteratura, spogliata di ogni contenuto e confezionata stand-alone per il pronto consumo.

E anche l’anarchia strutturale e contenutistica che regnava nelle opere letterarie è qui immolata in nome di una ben più conformistica progressione lineare con prologo, svolgimento ed epilogo dotati di tutti gli stereotipi del genere. Ma che genere? Come inquadrare un film che inizia palloso quanto una puntata di Elisa di Rivombrosa, ti catapulta nel mondo fatato dei cartoni animati e vira con tutta la sua forza verso il fantasy più bieco e commerciale, manco fossimo alle prese con le cronache di Narnia, tra draghi e profezie, battaglie (moscissime) e scontri all’arma bianca? Se poi volessi sintetizzare in una sola parola perché Alice in Wonderland è un film se non brutto almeno imbarazzante – o deludente, o merdoso, fate voi – mi basterebbe dire una sola cosa: Deliranza.
Ma anche il terrificante finale in cui Alice si improvvisa spregiudicata colonialista proponendo di intrattenere traffici commerciali con la Cina (NON SCHERZO, porca troia che merdata!!!) non è da meno, in quanto a potenziale scatologico.

Penso ad Alice come a una pellicola ingiuriosa nei confronti della tradizione storica letteraria e d’animazione; Penso ad Alice come la più grossa marchetta di un regista che la gente ama per partito preso; Penso che, a conti fatti, l’unico coglione sia stato io nel momento in cui ho pagato il biglietto e ho posato per 2 ore il mio culone nella seggiola del multisala, sprofondando mio malgrado nel paese delle merdaviglie, speranzoso di vedere Alice ma in realtà subendo una full immersion di gigionerie del Cappellaio Matto (che nel libro appariva in un capitolo scarso), qui vero e unico protagonista e unico motivo d’interesse per la maggior parte del pubblico presente in sala (teens, perlopiù). Fateci caso, date uno sguardo alla locandina. Il titolo è quello giusto, Alice in Wonderland, ma al posto di Mia Wasikowska vedo campeggiare in headline Johnny Depp, protagonismo ben rimarcato dal visual centrale, interamente a lui dedicato. E non penso che serva sottolineare ulteriormente che si tratta di una enorme e sonora marchetta.

Piccola nota di colore: ho visto il film in 3D, il mio primo e temo anche ultimo. Gli occhi mi sfarfallavano a tal punto che all’uscita della sala mi sembrava di essere ancora nel paese delle merdaviglie, cosa che, converrete con me, non mi ha entusiasmato per niente.

PRO
Mi piacciono i gatti

CONTRO
Mi sta sul cazzo Depp che fa solo il buffone 

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  1. anonimo says:

    ragazzi grazie per aver massacrato questa CAGATA di film!!! SIETE GRANDI!

  2. 4358174 says:

    Grandissima delusione. Rivoglio Burton.

  3. Yvaine7 says:

    ahahaha mi sono piegata dalle risate a leggere !!! 😀

    cmq sono d'accordo in toto …e tra l'altro mi sono sentita male a vedermi Johnny Depp (essendo io una super fan) fare quella merda della deliranza…che merda che merdaaaaa!!! ma a Tim Burton che gli è preso?!? -.-
    E comunque si, una noia mortale… piatto, senza quel briciolo di fantasia o magia vera che un film del genere dovrebbe trasmettere… E qui Tim Burton poteva avere una grande occasione….
    ma che merdaaaaa!!!! e pensare che avevo grandi aspettative -.-

    ODIO la regina bianca