Abduction – Riprenditi la tua vita

Posted: 10th March 2012 by Death in Recensioni
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Interpreti: Taylor Lautner, Lily Collins, Alfred Molina, Jason Isaacs, Maria Bello, Sigourney Weaver, Denzel Whitaker, Michael Nyqvist, Antonique Smith, Nickola Shreli, Allen Williamson, William Peltz, Elisabeth Rohm
Regia: John Singleton
Durata: 106 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2011

VOTO: ½

Siamo ridotti malissimo e i sintomi della crisi si evincono anche dalla malaugurata scelta di affidare un ruolo da protagonista in un film d’azione a Taylor Lautner, il fesso al gusto creatina di Twilight. Ok, sempre meglio di Robert “minchia morta” Pattinson, ma…

Taylor, che ha l’espressione di chi non caga da una settimana per tutto il film, è un giovane mattacchione invaghito della sua vicina di casa Karen. Karen dovrebbe essere la “bonita” della scuola, ma in realtà ha due spazzolini da denti al posto delle sopracciglia.
Durante una ricerca scolastica, i due surfano allegramente su internet:
Ah! Ho trovato un sito di bambini scomparsi!”,
Ma tu pensa! Io ho trovato un sito che mostra come sarebbero oggi i bambini scomparsi!”.
E in questo sito c’è la foto di un bambino che assomiglia a una scimmia, ma assomiglia ancor di più a Taylor da piccolo… che curiosa casualità.

Il sospetto che la propria esistenza sia soltanto un fake prende posto nella mente del nostro eroe, sospetto rafforzato dall’arrivo in casa di due killer che freddano i suoi genitori dopo una coreografica collutazione. I genitori altro non erano che due agenti segreti incaricati di fingersi mami e papi di Taylor: chi accetterebbe mai di fingersi genitore di uno sconosciuto rinunciando così per sempre alla propria vita passata, presente e futura? E quanto mai potrebbe essere retribuito un incarico simile? Domande che non avranno seguito, perchè esplode tutto.

Taylor inizia così una rocambolesca fuga dai suoi inseguitori assieme a Karen che non ci sta a fare un cazzo ma probabilmente l’idea della coppietta è sembrata meno “da sfighi” agli sceneggiatori, e poi “Jacob” ha così finalmente un ruolo in cui cucca e non è più costretto all’onanismo sfrenato ululando alla luna.
Il cattivone della situazione, nonchè mastro inseguitore, è Michael Nyqvist che pare ormai sempre più lanciato verso una monolitica carriera da villain monoespressivo e con la pancetta.
Taylor alla fine ce la fa, avevate dubbi?

Dopo un inizio à la O.C. (stranamente la parte più gradevole) e la prima scena di azione che arriva dopo mezz’ora, il film è già sfiatato. Taylor dovrebbe essere un ragazzetto come tanti ma messo alle strette riesce a tenere testa a un esercito di assassini free-lance e alla CIA. Si vanta di essere un karateka, ma i suoi calci sono goffi e impacciati dai jeans aderenti. A un certo punto dà un pugno a un gaglioffo e si fa male: candido tentativo di apparire realistici, peccato che l’inquadratura dopo riesca a sfuggire illeso a un pirotecnico raid di killers russi armati di M14 EBR.
Insomma, la credibilità non è certo il punto forte del film. E se il fattore cazzata si può perdonare -anzi, è ben accetto- ad un Mission: Impossible, qui la totale mancanza di carisma del protagonista (col quale non si riesce ad entrare in empatia e dunque delle cui gesta ci frega un cazzo) unita ad un ritmo sgangherato condanna Abduction a 106 minuti di anonimato.

Inspiegabile e incredibile il supercast di comprimari tutti relegati nello sfondo, sottosalariati e poco convinti. John Singleton, regista di alcuni cult della cinematografia niggaz, firma un’evidente marchetta, un film da culi pallidi evidentemente non voluto, spompato nel ritmo e nella stereotipicità delle situazioni. Non serve dire che alla fine l’amore trionfa sul male, la coppietta di teenagers ha la meglio sul super assassino internazionale (complice l’intervento in extremis del padre naturale redivivo, va detto) e si avvia gioiosa allo stadio a vedere la partita dei Pittsburgh Pirates.

Steroidi a parte, non riesco più a volere male a Lautner. Non riesco a non ridere guardando il suo faccione sul poster, così gonfio e stolido, così placido come un Llama. Non gli auguro una carriera prolifica nel mondo dell’action, ma neanche tutto il male del mondo.

PRO
Lautner le busca parecchio

CONTRO
Dove son finiti i veri Action Men?

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