6 Bullets

Posted: 6th September 2012 by Death in Recensioni
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Interpreti: Jean-Claude Van Damme, Joe Flanigan, Bianca Bree, Anna-Louise Plowman, Kristopher Van Varenberg, Celesta Hodge, Terese Cilluffo
Regia: Ernie Barbarash
Durata: 114 min.
Titolo originale: Six Bullets
Produzione: USA 2012

VOTO:

L’estate è ormai finita e tutto torna alla normalità. Dopo un breve periodo di assenza, emotivamente stremati dalla doppietta Mercenari/Batman, si torna nuovamente alla carica, non senza ringraziarvi per il crescente supporto degli ultimi tempi. Quale modo migliore per sdebitarci se non proponendovi in anteprima l’ultima fatica di Jean-Claude Van Damme, anch’esso in forte ascesa dopo aver bucato lo schermo col suo Jean Vilain?

Six Bullets esce a ridosso de I Mercenari 2 (anche se inspiegabilmente posticipato di alcune settimane rispetto i piani originari) per sfruttare al massimo l’improvviso ritorno di popolarità del nostro belga preferito.

Van Damme fa il macellaio, ma non nel senso che stermina gente e la fa a pezzi. Cioè, fa anche quello, ma di professione vende davvero carne, fettine, wurstel, hamburger. Lo fa in smanicata, tatuaggio della legione straniera bene in vista, sfondandosi di vodka tra un trancio e l’altro. Poi, per arrotondare, fa il macellaio nel senso meno poetico del termine, ovvero dietro lauto compenso accetta lavoracci sporchi che consistono nel massacrare i cattivi a colpi di mannaia.

Quando la figlia quattordicenne di un campione di MMA viene rapita da una gang di trafficanti di sesso, Van Damme viene chiamato in causa a fare ciò che la polizia non è in grado di gestire, ovvero andare in giro per bordelli a far secchi quanti più magnaccia possibile.

La trama ricalca abbastanza pedissequamente l’ottimo Io Vi Troverò, aggiungendo però qualche cattiveria in più alla sceneggiatura (teenagers mort’ammazzate) e ovviamente sostituendo il granitico Neeson coi muscoli e il bozzo del Van, che è una miglioria mica da niente. Ma stiamo parlando pur sempre di uno straight-to-video, quindi per forza di cose il confronto col film di Morel è impietoso.
Ci sono le solite magagne tipiche da direct-to-video: effetti in post-produzione miserabili, fotografia da fotoromanzo porno anni ’90, momenti di povertà assoluta girati con una GoPro e soprattutto le infauste atmosfere est-europee. Inoltre il “campione MMA”, nonostante sia ricoperto di tattoo tribali, ha un fisico patetico ed è poco credibile.

Perlomeno Jean-Claude non è indolente come Seagal, che filma solo i primi piani, si cucca il cash e lascia tutto il resto del lavoro ai suoi stuntmen. Van Damme invece è sempre in canottiera o addirittura a petto nudo e sta grossissimo, nonostante per buona parte del film non faccia altro che trincare a canna vodka di dubbia etichetta, simile al bourbon discount visto in A Dangerous Man. Quando poi è il momento di spaccare il culo lo fa senza problemi, senza ricorrere a stunts troppo evidenti e perciò utilizzando uno stile di combattimento più “quadrato”, meno spettacolare. Inoltre, come il buon vino, più invecchia e più la sua recitazione diventa pregevole: c’è ovviamente più di un momento lacrimuccia (ormai suo pezzo forte, come per il collega Rourke). Purtroppo, nonostante il fisico, Van Damme sembra un po’ rinunciare al protagonismo assoluto tipico delle sue pellicole migliori. Questo puo’ forse tradursi in uno script più verosimile e in scene action meno “cafonata”, ma ciò va a scapito del godimento dei fan che vorrebbero vederlo ancora fare spaccate e tirare calci rotanti (qui ne fa solo uno).

Il ritmo è comunque alto, nonostante il plot sia come già detto un po’ scopiazzato. Il film diverte e riesce a non annoiare nonostante la durata importante, quasi due ore. Ormai la ditta Van Varenberg (nel cast il figlio Kristopher e la figlia Bianca) è ben rodata, così come il sodalizio con Ernie Barbarash sembra ormai inarrestabile. Sembra che questa atmosfera casalinga abbia giovato a Van Damme, un tempo tormentato da produttori malvagi e leccaculo ipocriti.
Sorprendentemente proiettato a Cannes, forse in memoria dell’enorme JCVD (di tutt’altra caratura), Six Bullets è il miglior straight to video di Van Damme dopo Universal Soldier: Regeneration, pochi cazzi.

Ora però vogliamo Van Damme in qualche produzione di serie A, e al cinema.

PRO
Per essere un DTV è figo

CONTRO
Ancora troppe amatorialità

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  1. Alessandra says:

    Non ce la posso fare. Se è per ridere sì, così non credo… 🙂

  2. zio adams says:

    Finito di vedere poco fa! quelle brevi scene con la GoPro erano davvero pessime XD a parte la solita “fotografia da fotoromanzo porno anni ’90” però era carino dai, la parte iniziale dove lotta con il coltello era davvero ben fatta

  3. Flavio says:

    Cavoli, questa recensione me l’ero persa… Comunque il film non è male, non capisco però la scelta del campione di MMA se in pratica non ha quasi tirato nemmeno uno schiaffo.

    • Death says:

      Io speravo almeno facesse un bel match col Van, invece niente, preferisce imbracciare un Kalashnikov… boh, son rimasto perplesso anche io 😀