In memory of Roger Ebert (1942 – 2013)

Posted: 5th April 2013 by Death in News

Non sono avezzo ai coccodrilli, ma mi sembra doveroso spendere due righe in memoria di Roger Ebert, che sfortunatamente ci ha lasciato ieri dopo un’estenuante battaglia contro il cancro, che già lo aveva privato di una mandibola anni fa, ma che non era riuscito neanche lontanamente a fiaccare i suoi ritmi lavorativi.
Recensore pionieristico, unico nella categoria ad essere insignito del Premio Pulitzer, Ebert ha combattuto fieramente sino alla fine, cedendo proprio all’indomani di un messaggio di rinnovata speranza nel futuro, lasciato sul suo sito web, in cui illustrava i suoi prossimi progetti. La vita, o la morte, a volte sa essere proprio stronza.

Leggevo assiduamente le recensioni di Ebert, rigorosamente dopo aver formulato il mio personale giudizio sul film in esame, ritrovandomi molto spesso, e con mia somma sorpresa, ad avere opinioni molto simili alle sue.
Per me, che sono a digiuno di ogni nozione di critica e tecnica cinematografica avanzata, era una bella infusione di autostima.

Questo breve e scarno post è il mio tributo ad una persona che è riuscita, tramite il suo lavoro, a ispirarmi e trasmettermi qualcosa di positivo e di propedeutico alla mia, seppur amatoriale, attività.

  1. Fabio says:

    Personalmente ho sempre detestato Ebert, ma io detesto i critici in generale, ovviamente mi dispiace per lui ci mancherebbe, ma di certo non è una di quelle notizie che mi colpisce profondamente come quando, ad esempio morì Heath Ledger.

    • Death says:

      Seguo poco la critica ufficiale, ma di Ebert mi piaceva l’approccio e la semplicità dei suoi pezzi… poi ovvio, spesso capitava anche di avere opinioni divergenti, ma non mi è mai venuto da pensare “bah, questo non capisce un cazzo!”.

      • Fabio says:

        beh sicuramente tra Ebert e uno come Francesco Alò di Bad Taste Ebert ne capiva sicuramente di più ed era sicuramente meno sgradevole, però boh, a me ha sempre disturbato questa spocchia e arroganza tipica della maggiorparte dei critici (non tutti).

        • Death says:

          Uno dei motivi fondanti di questo blog è proprio l’andare contro una certa critica stantìa e “bacchettona”, eppure Ebert mi sembrava un tipo parecchio alla mano, per nulla ottuso come visione, anzi, al contrario!

          • Fabio says:

            Non lo so ricordo alcuni suoi interventi e recensioni troppo critiche e negative per film che non lo meritavano affatto, poi ovvio è la mia idea, ma i critici li ho sempre ritenuti una RAZZACCIA

  2. […] Chicago Sun Times la cui storia personale è più importante di molte nostre parole. Ci uniamo al nostro sito amico DeathRow nel dispiacere. Quando ci capitava di vedere un film, ci si precipitava su IMDB in […]

  3. CinemaOut says:

    Rammento che, quando giovanissimo vidi Cambiar Vita di Bruce Beresford (uno dei miei titoli del cuore di sempre), mi sono detto, che bel film, perché in Italia non ne parla nessuno? Non ne capisco forse nulla?! Avvenne poi il web per tutti e lessi questa: http://rogerebert.suntimes.com/apps/pbcs.dll/article?AID=/19930305/REVIEWS/303050304/1023 e capii che non mi ero così sbagliato

    • Death says:

      È una sorta di piccola rivalsa personale, scoprire talvolta di pensarla come uno dei più illustri critici in circolazione… 🙂