Giappone in azione! Trip to Japan 2013

Posted: 24th June 2013 by Death in Dossier

Ed eccomi di ritorno dalla terra di Godzilla, del ramen (anche se in realtà è roba cinese) e di tutte quelle cosine belle che fanno palpitare il cuore ai nerd/otaku come me.
Lungi da me ammorbarvi coi cazzi miei, vi propongo un breve resoconto del Giappone cinematografico, o almeno quel poco che io ho avuto modo di ammirare.

Purtroppo non sono riuscito ad andare al cinema poiché non capivo neanche quanto cazzo costasse il biglietto e i film in programma li avevo già visti quasi tutti in patria (in cartello prevalentemente film americani) e non c’era niente di veramente giapponesissimo.
Così, complici le mie magre finanze, ho preferito soprassedere.

In compenso, per sfangare la traversata intercontinentale, mi sono sparato ben 4 film in aereo, due all’andata e due al ritorno. Nell’ordine:

  • Il lato positivo, una vera merda, mi sembra incredibile che una scemenza simile abbia ricevuto così tanta attenzione mediatica e altrettanti consensi, addirittura un fracco di nomination agli Oscar… va bene che valgono meno della merda secca, però…
  • Stoker, esordio americano di Park Chan-wook, elegantissimo nella messa in scena ma con una sceneggiatura thriller non proprio originalissima. Comunque promosso, nonostante quel mozzarellone di Matthew Goode.
  • Il sospetto, drammone diretto da Thomas Vinterbeg (co-fondatore assieme a Von Trier del Dogma 95) con un Mads Mikkelsen supremo e di inarrivabile intensità, premiato come migliore interprete maschile a Cannes. Il migliore del poker.
  • CZ12, nuovo blockbuster cinesissimo diretto e interpretato da Jackie Chan, sempre più circense. Azione costante per 120 minuti, ma Chan ha una sola vera scena marziale e il resto lo lascia fare al suo team di stunt raccomandati. Tutto il resto è al limite del demenziale. Se è vero che Jackie sarà in Expendables 3, spero proprio che non faccia il pagliaccio come in questa stronzata.

Per il resto il Giappone è una figata ed ha gusti tanto simili a noi di Death Row.
Stallone domina e si cucca un bel cartellone gigante di Bullet to the Head, o meglio “Baretto“. Non significa che il film di Hill in Giappone parli di dove Stallone vada a prendere il caffè la mattina, ma si tratta semplicemente della romanizzazione della pronuncia giapponese del termine “Bullet”. Sembra complicato, ma bisogna abituarcisi.

Prepotente la presenza di Schwarzy, sorpreso in un grosso negozio dedicato all’elettronica. Questa versione combo di Commando, tra tutte le edizioni, vanta forse la copertina più figa di sempre, anche se il prezzo, quasi 6000 yen (circa 45 euro), fa tremare un po’ le gambe. Non che Commando non valga quella somma, ma in Italia ci va molto meglio, considerato che nei cestoni lo si può trovare anche a 5 euro.

Da noi non è ancora uscito, ma in Giappone già lo si trova in DVD, uscito pochi giorni prima del mio passaggio. È Parker (in katakana: Paakaa), il nuovo film di Jason Statham in cui si tromba J-Lo. Coppia peggio assortita è difficile trovarla, ma se hanno deciso di dedicargli un posterone all’ingresso di un Book-Off probabilmente il film qualcosina la vale.

Nei vari negozietti e mercatini non è difficile trovare gadget dedicati al cinema. Action figures e posters prosperano in questo reparto. Nella foto alcuni esempi molto sfiziosi, in particolare il posterone di Scarface (Sukaafueisu), con Al Pacino (Aru Pachiino).

Immancabile Steven Seagal, il dominatore dell’home video a qualsiasi latitudine. Rinvengo infatti all’interno di un Don Quijote, catena di supermercati che vende praticamente di tutto, una bella copia di Today You Die, che in giapponese suona più o meno come “chinmoku no datsugoku” ovvero “L’evasione del silenzio” (fonte: Google Translator), ma non chiedetemi cosa cazzo voglia dire…

Non poteva mancare neanche un po’ di cinema italiano, ma non aspettatevi mica di trovare Fellini o chissà chi. Infatti, per la collana “Macaroni Western”, Don Quijote (sempre lui) ci seleziona Per il gusto di uccidere di Tonino Valeri, roba da veri intenditori che sorprende soprattutto per la presenza del titolo italiano originale in copertina.

Per concludere, un bel cestone di Blu-ray in offerta immortalato per le strade di Akihabara. In mezzo a parecchia merda, Van Damme e Lundgren brillano e sovrastano tutti con una bella edizione cafona di Universal Soldier: Regeneration, ovvero “Yunibaasaru sorujya: rijyenereeshon“.

Ora, appena tornato in patria, già soffro una terribile nostalgia e mancanza di stimoli. Come prevedibile il fascino del Giappone, terra agognata più o meno da sempre, ha reso molto più grigia la mia esistenza tricolore. La chiudo qui, perché altrimenti passo per aspirante suicida, e sinceramente spero che almeno i blockbuster estivi in uscita riescano a tirarmi su il morale…

  1. Lupokatttivo says:

    Il sushi com’era??? 🙂
    Che invidia amigo….prima o poi scappo anche io.

  2. Lessio says:

    Il sospetto è decisamente un filmone! Bella trasferta!

  3. Steven says:

    Eh….e i rutti?? 🙂

  4. Peccato per i mostri, speavo che tornavi con uan foto di Godzilla come minimo.

  5. Babol81 says:

    Bellooo mi ero persa il mini-resoconto della vacanza!!
    Sono contenta che il giappone ti sia piaciuto, io ci tornerei subito… che nostalgia!! ç__ç