Death Row’s Purge 2016 – Lo sfogo annuale

Posted: 31st December 2016 by Death in Dossier

Un anno cominciato con un momento di totale sconforto – ricordate il mio post su Quo Vado? – non poteva che concludersi nel peggiore dei modi, ovvero con la rassegnazione a non poter stilare il “consueto” almanacco annuale del Meglio e Peggio cinematografico.
Il motivo? Semplicemente non ho visto abbastanza film da riempire 20 posizioni, e comunque quei pochi film che ho visto li ho già recensiti singolarmente, per cui non sarebbe il caso di proporre ulteriore ridondanza.

Inutile negarlo: questo 2016 è stata una cocente delusione su più fronti.
Non citerò gli infiniti lutti che lo hanno contraddistinto – ma è di poche ore fa, nel momento in cui inizio a scrivere queste righe, la conferma del decesso di Carrie Fisher, proprio ora che la saga di Star Wars inizia una terza (e dispensabile) vita – ma mi limiterò a registrare il mio personalissimo e progressivo disinteressamento verso un’industria che ha da sempre costituito la mia principale attrattiva.
Sarà per la sempre maggiore disponibilità e la conseguente sovraesposizione al medium, sarà per il proliferare incontrollato dei cinecomics, sarà per l’altrettanto indiscriminata pratica del raschiare il fondo del barile – che prevede, nell’ordine, remake, reboot, restart e spin-off dei grandi film del passato -, sarà per un mercato che inevitabilmente sposta la maggior parte dei propri fondi (nonché dei talenti, sia registi che attori) sulla produzione di serie TV, ma durante questo 2016 sono stati veramente pochi i momenti in cui ho desiderato ardentemente andare al cinema a guardare una prima visione, se si esclude l’apoteosi geek di Batman v Superman (il ché è tutto dire).

Per carità, è uscita anche roba molto interessante, spesso però schiacciata da una distribuzione sempre più orientata al cash facile e sempre più menefreghista del valore artistico: The Neon Demon di Refn, per esempio, è rimasto in programmazione al multisala della mia città appena una settimana. Altri, come Animali Notturni di Tom Ford, li aspetto in DVD perché non so se sarei più in grado di sostenere un attacco d’ansia nella claustrofobia della sala buia.

Non posso attribuire le colpe solo all’industria, dunque, ma anche a me stesso, sempre meno tollerante, sempre più nevrastenico nei confronti dei modi e delle opinioni altrui. Così come non sopporto più neanche l’udire uno spettatore sgranocchiare del popcorn alle mie spalle, mi viene veramente difficile non mandare affanculo quei cialtroni che, forti delle infinite possibilità offerte dal digitale, si premurano di infangare le miriadi di pagine web 3.0 con la loro dispensabilissima e presuntuosa opinione.
Rolling Stone elegge Suicide Squad come il peggior film dell’anno? E allora giù di commenti grevi e ignoranti da parte di haters col cervello preconfezionato che si sollazzano a farsi i seghini a vicenda tra “colleghi” (salvo poi esaltarsi per il trailer di Spider-man più scialbo che la storia ricordi). Ancora peggiori gli hipsters che ribattono con “I supereroi fanno cagare, viva il cinema d’autore!” e citano Béla Tarr così, a caso, solo per sentirsi (e spacciarsi per) grandi intenditori ma probabilmente senza avere la minima idea di cosa stiano dicendo. Giuro che per una scena simile, nel mondo reale, non esiterei a mettere le mani addosso a qualcuno.

La colpa, in questo caso, va invece attribuita ai nuovi modelli di riferimento della “critica” fai-da-te, perlopiù inetti totali che, forti della loro telecamerina in HD e di qualche vaga competenza nel video-editing, ogni giorno lavano il cervello ai sempre più numerosi analfabeti funzionali incapaci di formulare un proprio pensiero critico e che necessitano a tutti i costi che gli si venga detto per filo e per segno cosa fare, cosa pensare e che gusti avere. Siamo arrivati al punto che non è più bello ciò che piace, ma è bello ciò che Tizio dice che sia bello. E guai a dissentire, che altrimenti non capisci un cazzo e non ti meriti neanche un argomentazione a sostegno di tale impropero, con ogni tentativo di resistenza soffocato sul nascere da orde di fanboy pronti a dare il culo pur di difendere il proprio beniamino.

Io, nel mio piccolo e allo stesso modo, ho sempre cercato di lanciare un messaggio personale ma senza mai avere la presunzione di indottrinare le menti altrui. Al contrario, ho sempre cercato l’assenso di persone affini, ma mica per onanismo reciproco, quanto perché parto dall’idea che ognuno abbia i suoi gusti e che debba coltivarli nella maniera che più lo aggrada, restando oltretutto sempre aperto al dialogo, cosa che è sempre mancata e la cui assenza oggi si fa sentire sempre più duramente: ha ceduto il passo all’alterco furioso senza alcuna possibilità d’appello.
Il problema è che quei valori che da anni vado a propugnare mi appaiono ormai obsoleti, e non sono più tanto convinto di volerli portare avanti.

Mi riferisco alla passione sfegatata per i grandi del cinema action che fu.
Capiamoci, il cinema anni ’80 e ’90 hollywoodiano rimane per me un must inattaccabile, ma mi perplime la deriva che le star tanto idolatrate in passato abbiano intrapreso in questi ultimi anni.
Schwarzenegger è ridotto a blaterare le solite frasette stantìe, divenute ormai barzelletta, mentre esegue maldestramente qualche esercizio su macchinari fighetti caricati con 20 kg: il fantasma di sé stesso. E il nuovo Conan, di cui si ciarla da anni? Il tempo scorre spietato, e il sentore è che a Arnold non gliene freghi più un cazzo…
Stallone invece infesta i social con foto di famiglia, in particolar modo della giovane figlia che evidentemente ha bisogno di una spintarella per trovare lavoro, ma di girare un film non se ne parla neanche, nonostante Sly sia quello che fisicamente si mantenga meglio. Expendables 4 appare un miraggio lontano, e la terribile prospettiva di ritrovarsi Hulk Hogan come villain purtroppo non mi fa neanche disperare più di tanto.
Van Damme è schiavo del proprio passato e ripropone foto storiche e spezzoni dai suoi film migliori, salvo poi ricascare nella trappola dello straight-to-video bulgaro e delle produzioni “tutto in famiglia”. Il suo prossimo film, infatti, propone come “piatto forte” uno scontro con suo figlio Kristopher… non vedo l’ora…
L’unico coerente con sé stesso parrebbe essere Steven Seagal, che spadroneggia nell’Est Europa e continua a prodursi i film a costo zero dove fa il solito ex-militare imbattibile e invulnerabile; peccato che fisicamente non ce la faccia più, il suo screen-time sia sempre più centellinato e, alla fine dei giochi, siano tutti film di merda.

Non mi resta dunque che ancorarmi al passato, proprio come i miei (ex?) idoli, e magari concentrarmi maggiormente su piccoli film della mia adolescenza sprecata, misconosciuti ai più, nella speranza che qualcuno possa riscoprirli o per ricevere un “cinque” da qualche nostalgico che come me ha piacere nel galleggiare nel mare di ricordi cinematografico, quando questa merda di internet non esisteva e il cinema si fruiva per davvero, non si accumulava spasmodicamente solo per poter dire di aver visto più film degli altri (che non capiscono un cazzo, ricordiamolo).

Non posso predire il futuro, ma credo che, senza scadere in puerili catastrofismi, la mia presenza su queste pagine sarà più sporadica di prima.
Giusto un post di tanto in tanto – qualche nuova uscita o un vecchio cult da riscoprire -, sempre per tenere vivo un archivio ricco di ricordi (belli e brutti) e di scritti di cui tutto sommato vado fiero, nel bene e nel male.
Poi magari tra un paio di mesi mi rimangio tutto, chi lo sa?
Quel che so con certezza è che sento la necessità di fare log-out e riscoprire la vera essenza di ciò che ho amato per così tanti anni e che, solo recentemente e per cause a me esterne, sto scoprendo di non amare più così tanto.
Tipo andare al cinema a scatola chiusa, a vedere un film di cui non ho visto manco il trailer né letto l’opinione di qualche marchettaro prezzolato. In un mondo in cui gli smartphone ci accompagnano anche al cesso per cagare (dove hanno rimpiazzato quelle belle riviste patinate di una volta o, in casi estremi, le etichette dei detersivi) appare quasi una Mission: Impossible degna di Tom Cruise.

Ma è un tentativo che non mi duole fare, perché sono certo che ne valga la pena.

Buon anno a tutti,

Death

  1. Ale.Is.Rock says:

    Si fanno i seghini con il trailer di Spider-Man che io anche ho trovato più inutile di una vagina sul gomito da leccare, ma poi elogiano Deadpool come cinecomic dell’anno che non ha niente di diverso rispetto a Suicide Squad, cinecomic cazzaro, caciarone, che non si prende minimamente sul serio, che fa ridere e zeppo d’azione, eh no ma Suicide Squad ha la storia debole, il montaggio è scabroso, non mi pare che Deadpool (che mi è piaciuto altrettanto) abbia una storia intricatissima e che abbia guizzi eccelsi nel comparto tecnico, ma tant’è loro sono esperti.
    Gli auguri te li faccio con questa notizia 😀 … https://blog.screenweek.it/2016/12/i-mercenari-4-arrivera-nel-2018-e-concludera-la-saga-544888.php … buon anno mitico! 🙂

    • Death says:

      Speriamo solo che non scelgano davvero Hulk Hogan come villain! Un bel Michael Jai White, un Donnie Yen, anche una svolta heel di Jackie Chan… ma non quel bolso di Bollea, vi prego!

  2. Cleaned says:

    Ti quoto al 99%. Lo facevo di mestiere scrivere le recensioni ma mass market+crisi economica hanno sputtanato tutto, sia lato industria del cinema che lato stampa. Oltretutto viviamo in un era di fighette, come dice Eastwood, in cui Pokémon Go è meglio della figa e c’è questo paradosso assurdo di un web che da figata si è trasformato in monnezza.

    Per come la vedo io non penso che si tornerà indietro da tutto questo.

    Ma sono contento, anzi “orgoglione” di aver vissuto in prima linea una golden age fatta di un certo tipo entertainment muscolare e “caparbio”.

    Un abbraccio wrestler

    Cleaned

    • Death says:

      Messaggio graditissimo e carico di nostalgia, caro Cleaned! Ricambio l’abbraccio wrestler in onore dei bei vecchi tempi caparbi e spensierati!

  3. Blackporkismo says:

    Finiremo con i film di 5-10 minuti adatti agli smartphone,Auguri Death per un più sereno 2017 cinematografico,c’è proprio oggi un mio post su Guerre Stellari ’77-83 sullo Zinefilo e mi ti do ragione scrivere e argomentare pù di 2 righinii non è facile.
    Comunque mi piace il tuo stile e complimenti

    • Death says:

      Grazie amigo! Purtroppo siamo più o meno già nel futuro da te prospettato… impazzano su Youtube cretinate con milioni di visualizzazioni…

  4. Walter Marek says:

    Nota: forse ieri notte ti ho inviato per sbaglio un commento che non avevo ancora riletto e corretto, nel caso scusa e ti invio questo, sarà leggermente diverso ma il succo è lo stesso..

    Credo che per riprendere a goderti pienamente il Cinema la strada da intraprendere sia proprio quella cui fai cenno (se ho ben capito) in chiusura di pezzo: bandire tutte le puttanate che gravitano intorno al prodotto-film, le recensioni di critici prezzolati, i giudizi lapidari di dilettanti allo sbaraglio (se possibile spesso ancor più presuntuosi e arroganti dei professionisti del settore) e le stronzate varie ed eventuali, ti fai il sangue amaro inutilmente..

    leggere qualche recensione in rete (che sia scritta o meno da addetti ai lavori) ci può stare ma è meglio non addentrarsi troppo nei meandri internettiani, il web è diventato un’immensa valvola di sfogo e di conseguenza la maggior parte degli articoli e dei commenti sono esclusivamente frutto degli umori e delle frustrazioni del momento, spesso tendenziosi, privi di oggettività, di una qualsiasi riflessione degna di nota e quindi immeritevoli o quasi di attenzione…
    direi quindi di scansare accuratamente i pollai on-line e di concentrare le energie sulla pura visione del cinema ben realizzato perché le pellicole di alto livello (che sia tecnico o contenutistico) ci sono tuttora, ampliando il “raggio d’azione” (mi riferisco al valorizzare generi su cui magari prima non ci si soffermava) ci si può imbattere in ottimi lavori…
    evitando gli avvelenamenti causati dagli sproloqui di fans, haters e categorie simili tornerai ad appassionarti, sicuramente in modo diverso, certo più distaccato rispetto al passato ma questa distanza va a tutto vantaggio della profondità nell’analisi, nel giudizio e nell’apprezzamento del buon film in tutte le sue sfaccettature, insomma nel complesso ti conduce verso una comprensione sempre più articolata e appagante…sono aspetti positivi che per la verità ho già notato in molte tue recensioni degli ultimi 2-3 anni, spero continuerai a coltivarli (e potresti trovare nuovo entusiasmo anche per proseguire l’avventura di “Death row” attraverso nuovi percorsi, chissà)…

    Chiudo qui e scusa se mi sono dilungato ma la tematica, il fatto di essere un lettore targato 2007 e di capire e condividere in gran parte le ragioni del tuo sfogo mi hanno spinto ad intervenire in maniera spero esaustiva..a presto e buon anno!

    • Death says:

      Questa analisi-riflessione sarebbe da incorniciare in finale di post come monito per tutti i disperati nella mia stessa situazione! Credo sia senz’altro l’approccio più intelligente e maturo per ritornare a godere di una passione con radici ben sedimentate ma messe a repentaglio dalla tremenda deriva culturale dei tempi moderni… senza voler a tutti costi fare l’eremita di turno, credo che coltivare il proprio orticello ben riparato dagli influssi esterni sia – come sagacemente sottolinei – l’unica e più sensata strada percorribile… 😉

  5. LUPONERO says:

    Tanti Auguri e NON MOLLARE…!!!!!!