Best & Worst 2015

Posted: 31st December 2015 by Death in Dossier

bestworst2015

Inaugurato esattamente 365 giorni fa, il dossier sul meglio e peggio cinematografico dell’anno appena passato giunge inevitabilmente alla sua seconda edizione!

Purtroppo non sono riuscito a vedere tutti i film che avrei voluto, vuoi per la distribuzione malaugurata, vuoi per problemi logistici, vuoi perché è uscita una tonnellata di roba, sicché film come FoxcatcherThe Martian, Fury, Vizio di forma e altri che, ho letto, dovrebbero meritare ben più di una visione non rientrano in classifica.
Quindi non allarmatevi nel caso non troviate in Top Ten il vostro film del cuore: probabilmente devo ancora vederlo, oppure ho dovuto a malincuore ometterlo (Whiplash! Ex Machina!), anche per cercare di variare un po’ i generi (dal momento che qua si tratta principalmente di horror e action) e, soprattutto, dare qualche breve cenno sui film non ancora recensiti su queste pagine.

Devo ammettere che, al contrario, mi son trovato piuttosto in difficoltà nel selezionare i peggiori film del 2015, non perché non sia uscita parecchia merda in celluloide, piuttosto perché ho deciso di risparmiarmi più cagate possibili e concentrarmi sui film (almeno all’apparenza) meritevoli.
Stesso discorso: siete dispiaciuti perché non vedete stroncato il film che vi ha provocato coliche e diarree lancinanti? Non disperate, può essere che prima o poi lo recuperi, e giustizia sarà fatta…

N.B. Rientrano in classifica solo i film usciti in Italia AL CINEMA nel 2015. Inediti e straight-to-video non saranno inclusi.

Iniziamo!

BEST OF 2015

Babadook
Il “miglior horror del 2015” (anche se è del 2014) giunge finalmente anche in Italia ma non lo capisce nessuno, perché la massa è abbagliata dalla superficie e ben si guarda dall’usare il cervello. Sarebbe bastato lavorare di astrazione anziché concentrarsi sul (volutamente posticcio) trucco del gracidante boogeyman di turno, che, qualora non l’abbiate ancora capito, è solo UNA METAFORA. E se lo criticate pur avendolo capito, allora siete dei mostri insensibili del cazzo. Certo, magari si poteva evitare di riciclare gli effetti sonori da DooM o parodiare Mamma ho perso l’aereo, ma l’opera prima di Jennifer Kent rimane un esempio mirabile di orrore d’alta classe.

Birdman o (L’imprevedibile virtù dell’ignoranza)
Ha vinto l’Oscar al miglior film 2015, il ché generalmente non vuole dire un cazzo, ma per una volta l’Academy ci ha preso. L’ultima fatica di Iñárritu è veramente una cannonata, anche se i soliti hipster cinecritici della domenica lo liquidano come uno sterile esercizio di stile. Basterebbe solo la pazzesca interpretazione di Michael Keaton (Redmayne, ne devi mangiare di panini prima di esserne all’altezza…) a zittirli tutti. Cast in stato di grazia, tecnica registica da mettersi le mani nei capelli (il film è un singolo – ma finto – piano sequenza) e un’accorata riflessione sul mondo dello spettacolo in senso globale o intimamente personale. Finale ermetico, per alcuni ruffiano, per me esemplare. Recita bene pure quel sacco di sugna di Zach Galifianakis, praticamente un miracolo.

Fast & Furious 7
La morte di Paul Walker ne ha esagerato il potenziale commerciale, ma Fast 7 sarebbe stato ganzo lo stesso. Cioè, Statham + The Rock + Tony Jaa + Ronda Rousey + macchine che volano tra i palazzi + pestaggi a suon di chiavi inglesi… devo continuare? The Rock sbriciola il gesso pompando il bicipite e io lo vorrei candidato all’Oscar, così, ad honorem. Vin Diesel aveva anche farneticato che il film meritasse la candidatura come Miglior Film. Vin, forse dovresti smetterla di fare colazione con il whiskey, ma riconosco che il film sia una bombetta niente male. Toccante e mai ruffiana la sequenza finale: ma noi siamo duri e non versiamo una lacrima, giusto?

Inside Out
E invece no, anche i duri versano lacrime maschie. Manly tears were shed guardando Inside Out, seconda presenza in classifica di fila per un film di animazione. Perché aldilà del cartone simpaticone per ragazzini e adulti poco cresciuti, l’ultima fatica della Disney-Pixar è anche un saggio piuttosto acuto sui sentimenti, specie quelli generalmente additati come negativi, e sul loro ruolo nelle interazioni umane. Non è facile trattare simili argomenti con un cartoon, soprattutto mantenendo una leggerezza di fondo che rende il film fruibile (e altamente edificante) dagli spettatori di tutte le età. Ok, lo ammetto, in realtà l’ho inserito solo per la meravigliosa scena finale coi gatti, che vale da sola tutto il film…

John Wick
Keanu Reeves entra su Death Row, legge la recensione di 47 Ronin e ci rimane di merda. Decide allora di voltare pagina e di riscoprirsi duro come tutti noi avevamo imparato ad amarlo. Tira fuori così uno degli action movie più esaltanti degli ultimi anni, e anche uno dei più pretestuosi. Al povero Wick, imbattibile assassino ormai in pensione, puoi cagargli il cazzo quanto vuoi, l’importante è non toccargli il cagnolino. Un paio di straccioni russi commettono l’errore di seccarglielo di fronte agli occhi, firmando la loro condanna a morte. Inizia un bagno di sangue lungo un’ora e mezza che vorresti non finisse mai: coreografie da ola, splatter indiavolato, teste che scoppiano… bentornato, Keanu!

Kingsman – Secret Service
Mentre James Bond delude, l’agente segreto di Colin Firth colpisce nel segno con una pellicola un po’ dandy e un po’ grottesca che ha il gran merito, oltre ad avere un ritmo forsennato, di beccare un paio di colpi di scena efficacissimi e altrettante sequenze visivamente spettacolari (il finale può competere coi botti di capodanno di qualsiasi capitale), il tutto concedendosi un paio di momenti politically uncorrect che vi faranno strabuzzare gli occhi e sturare le orecchie. Il massacro in chiesa a ritmo di Free Bird degli Skynyrd si candida come una delle scene action più esagerate dell’anno e, forse, del decennio.

Mad Max: Fury Road
L’apoteosi action del 2015. Pensare che un arzillo signorotto di 70 anni abbia girato una pellicola avanti anni luce a qualsiasi altro film d’azione moderno fa capire quanto a Hollywood siano nella merda. Qui invece si parla di Australia (anche se il film è girato in Namibia); manca Mel Gibson ma guadagniamo un Tom Hardy luridissimo e in gran spolvero, ma soprattutto una Charlize Theron mai così tosta, bona pure con la testa rasata e senza un braccio. Indescrivibile a parole, Fury Road è un’opera visivamente straordinaria, totale, che trascende il verbo a beneficio esclusivo dell’immagine. Uno di quei film che ti ricongiunge indissolubilmente con la Settima Arte, punto.

Straight Outta Compton
Pur non essendo un gran fan della musica niggaz, questo compendio sulle origini del gangsta rap, devo ammettere, è veramente appassionante, nonostante le due ore e mezza di durata. Goliarda quando serve e drammaticissimo quando meno te lo aspetti, anche un profano come me non può evitare di provare un sussulto quando su schermo compare 2Pac, mentre in studio di registrazione esplode il beat di California Love. Il panorama hip hop attuale sprofonda nello sconfortante. Negli anni ’90, invece, aveva gran senso di esistere, e questo film riesce a comunicarne perfettamente luci e ombre.

Sicario
Dopo l’ottimo Prisoners, Denis Villeneuve dimostra di essere un regista coi controcoglioni firmando la durissima lotta senza esclusione di colpi tra la CIA e il cartello del narcotraffico messicano. Di una solidità pazzesca, Sicario ha momenti più terrificanti di un film dell’orrore e, anche se la parte centrale sembra (forse volutamente) perdersi un po’, sfoggia un’apertura e una chiusa da storia del cinema. Benicio del Toro, dopo le ultime prove troppo gigionesche, torna a spadroneggiare rubando la scena a tutti, soprattutto al gommoso Brolin. Fantastica anche la Blunt, perfettamente in bilico tra fragilità e badassery.

Suburra
Suburra è un signor film, sarei ipocrita a negarlo. Trovo doveroso includerlo in lista, sia perché sono il primo a criticare il cinema italiano (aspettate di leggere il Worst…), sia per dare un incentivo a proseguire su questa strada, sempre che ai grossi distributori freghi un cazzo della mia opinione. Purtroppo pare si tratti di un caso isolato, visto che il film andrà a declinarsi in serie TV, come tanti altri prodotti partiti con le medesime buone intenzioni. E noi che amiamo il cinema sul grande schermo ma snobbiamo quello piccolo rimaniamo inculati, anche se solo a metà. Perché comunque rimane una metà buona e incoraggiante, quella di quest’ultimo lavoro di Sollima, nerissimo, a volte eccessivo, quasi apocalittico, una ventata benefica di “genere” in un panorama cinematografico, quello tricolore, ormai desolante.

WORST OF 2015

Cinquanta sfumature di grigio
Il film erotico che fa passare la voglia di scopare. Sarebbe stato meglio se nella stanza dei giochi del tenebroso Mr. Grey ci fosse stata davvero un Xbox. Quei due fessi dei protagonisti scopano come due suore e si sentono anche piuttosto fighi, quando ogni tanto ci scappa il ceffone sul culo. Miriadi di casalingue annoiate sono in ammirazione: loro l’ultima sculacciata l’avevano ricevuta all’età di 7 anni, per aver preso un brutto voto nella verifica delle tabelline.
La versione integrale pare aggiunga solo qualche capezzolo e mezza asta di cazzo. Se cercate trasgressione, volgete pure lo sguardo altrove.

The Gallows – L’esecuzione
A 20 anni di distanza da una recita scolastica finita in tragedia, i geniacci dell’istituto decidono di riproporre la medesima rappresentazione, delicatissimi. Anche stavolta finisce in merda ma, fortunatamente, a rimanerci stecchiti sono solo una cricca di coglioni che, in un raptus di vandalismo, avevano deciso di cagare sul palco la sera prima della messa in scena. Che il fantasma li ammazzi tutti è un comportamento ammirevole, peccato che le modalità di assassinio siano blande e la regia, rigorosamente in stile found footage, fa di tutto per rendere gli 80 minuti scarsi di visione un calvario insopportabile. Alla fine preferiresti rimanere impiccato al posto del protagonista. Sì, è uno spoiler, ma tanto lo si capiva anche solo guardando la copertina.

Game Therapy
Tutto ciò che di sbagliato c’è nell’industria del cinema italiano. Non aggiungo altro.

Hitman: Agente 47
Quando Rupert Friend non c’ha neanche lo sbatti di rasarsi bene la testa, capisci quanto la sua versione del granitico Agente 47 possa valere quanto o forse meno di quella di una competizione di cosplay qualsiasi. La trama non aiuta, perché è di un insipido senza precedenti, e il disperato tentativo di voler essere cool e pirotecnico a tutti i costi, laddove il soggetto richiederebbe molta più posatezza, fa tuttalpiù tenerezza. Ennesimo tie-in che del prototipo videoludico ricicla solo (e malamente) l’estetica. I produttori non hanno più le palle di rischiarsi un brand nuovo, sicché sfruttano quelli pre-esistenti per girare comunque il cazzo che piace a loro, pratica della quale, onestamente, non se ne può proprio più. Patetico.

Italiano medio
Maccio Capatonda gira una cafonata ignorante e la spaccia per critica sociale, ma così son buoni tutti. Avesse almeno l’onestà intellettuale di ammettere le proprie colpe, anziché cercare di giustificare l’ingiustificabile. E anche se il suo film fosse realmente pregno di denuncia culturale (in ogni caso di livello infimo), il suo spettatore-tipo non sarebbe comunque in grado di coglierla. Gli unici italiani per cui questa sorta di “critica” potrebbe valere sono gli stessi (e gli unici!) che hanno pagato il biglietto al cinema. All’ennesimo “SCOPARE!!!” ho sentito l’impellente bisogno di vomitare merda. Una foto della mia deiezione orale sarebbe una rappresentazione del film ben più calzante di queste scarne righe.

The Lazarus Effect
Lazzaro, fai una cosa, stai pure coricato che ‘sto film è una secchiata di merda liquida. Fosse per me l’avrei chiamato Morpheus Effect, tanto il film è noioso e soporifero. Una specie di versione discount di Linea Mortale che si sviluppa maldestramente e in maniera poco originale da sci-fi drama in slasher, con la posseduta di turno che ruga il cazzo a un’équipe di medici incapaci di tirarle un estintore in testa e legarla come un salame. La faccia liftatissima di Olivia Wilde (appena 31 anni) è lo specchio di un film sgangherato che cerca disperatamente di apparire figo.

Left Behind – La profezia
Sommerso dai debiti, Nicolas Cage si abbassa a fare propaganda parareligiosa con un film che, nelle intenzioni, vorrebbe catechizzare e ammonire i peccatori di tutto il mondo. Peccato che il risultato sortisca l’effetto opposto, coi maledetti viziosi ritratti in maniera molto più umana degli stolidissimi e dispotici credenti. Colonna sonora stock ed effetti speciali pezzenti, se solo Cage avesse indossato un parrucchino più vistoso saremmo di fronte a un capolavoro dell’orrido a tutti gli effetti. Di buono c’è che il film si conclude con un cliffhanger pazzesco (yawn) a cui teoricamente dovrebbero seguire altri due sequels ma, visti gli incassi penosi (e vorrei pure vede’…), non li vedremo mai. Olè!

Mortdecai
Incomprensibile tentativo di commedia brillante da parte di David Koepp, altrove sceneggiatore proficuo ma qui, in veste di regista, totalmente spaesato o forse alle prese con qualcosa di troppo terribile per lui. Il maleficio coinvolge il cast intero, specialmente un più che mai ridicolo Johnny Depp con la fissa per i baffi da hipster che ricicla allo sfinimento, in chiave british, i clichés gestuali ed espressivi di quel Jack Sparrow che non ho smesso un attimo di maledire dal fottuto 2003. Gag scatologiche, qualche allusione sessuale e un po’ di vomito coronano un film noiosissimo e inesorabile, che per giunta non fa MAI ridere, neanche per errore, neanche per pietà. Devastante.

The Transporter Legacy
La mission: impossible di sostituire Jason Statham grava tutta sulle spalle di Ed Skrein che, poveraccio, forse ce la mette anche tutta, ma è troppo fighetto per fare il duro in un film d’azione e troppo deforme per uno spot di Armani. Trama iper-monotona, le solite Audi sparate a tutta birra per le strade francesi, ogni tanto ci si scazzotta, ma la mancanza del carisma di Statham rende tutto quanto un disperato tentativo di sembrare cool senza averne competenza. L’unico a tenere in piedi la baracca è Ray Stevenson in vacanza premio, ma il suo ruolo a metà tra il viscido e il sornione è un flebile raggio di luce in un torbido mare di merda.

The Visit
Tra ragazzini ritardati, vecchie che vomitano a culo fuori e nonni che nascondono i pannoloni cagati nel capanno degli attrezzi, il grande ritorno di M. “Sola” Shyamalan è forse uno dei film comici più belli degli ultimi vent’anni. Peccato solo che, nelle intenzioni, vorrebbe essere un horror… Non fidatevi di chi asserisce che la sceneggiatura sia a prova di bomba: sono gli stessi pronti a criticare ogni capello fuori posto negli altri mockumentary (o negli altri film, in generale) mentre qui, siccome gira Shyamalan, di fronte ai plot holes chiudono entrambi gli occhi. Ed è forse questo l’unico motivo plausibile per cui l’abbiano apprezzato: l’avranno visto con gli occhi chiusi o, al limite, con la faccia spalmata di merda (cit.), altrimenti non si spiega.


Buon 2016 a tutti.

  1. Frank R. says:

    Concordo quasi in tutto e per tutto con le due classifiche. Solo che io ho e continuo a ridire su Babadook per quel cavolo di finale che davvero, mi sembra un contentino per quelli che aspettavano quel tipo di scene da tipo l’inizio del film. Buon film, sicuramente, ma per me non è quell’horror sublime che voi dite.

    Riguardo Italiano Medio invece, io la trovo una buona critica all’italietta media ma inserita in un film che avrei visto meglio come mediometraggio e troppo spesso soffre per il minutaggio.

    • Death says:

      Sul finale di Babadook mi trovi molto d’accordo, espressi tutto il mio disappunto con un post abbastanza caustico su Facebook. È una caduta di stile abbastanza notevole, per quanto mi riguarda. Però, per il resto, specie per quanto riguarda le tematiche, lo ritengo un horror-drama veramente eccezionale, senz’altro uno dei più toccanti dell’ultimo decorso!
      Capatonda ha più senso di esistere come “cortometrista”, effettivamente. Non ho mai apprezzato più di tanto i suoi sketch, ma riconosco che alcune idee fossero effettivamente azzeccate. 90 minuti di ridondante volgarità (che di critico hanno ben poco, visto il prezzo del biglietto :P), invece, sono stati insopportabili 😀

      Buon 2016 anche a te, amigo!!! 😉

  2. Frank R. says:

    Ah, quasi mi dimenticavo: buon anno 😉

  3. caden cotard says:

    Best

    mi piace un sacco ceh venga fuori sia la tua vena competente che quella tamarra

    adorato Babadook e sul tuo grande mini commento ho fatto addirittura un post intero

    adorato Inside Out

    stupendi Suburra e Gomorra

    tutti i film che abbiamo i comune come visione sono nella mia top ten

    Gli altri, a parte Mad Max, è roba che non fa per me

    ottimi tutti i commenti 😉

    worst

    ho visto solo Italiano Medio e siamo in completo disaccordo. Ma c’è poco da fare, o ami la vena comica di Maccio o risulta insopportabile. Credo che a parte Shyamalan, non vedrei altro di questi

    tanto meno adesso

    ciao!

    • Death says:

      Grazie amigo! Riguardo Capatonda e Zalone, purtroppo, io li trovo veramente deleteri… con un pizzico di umiltà in più sarebbero innocui 😉 A presto!

  4. alessandro"47"p says:

    ho sempre amato i “best&worst”
    ovviamente quello di DEATH ROW lo amo di più
    continua così

    :cuoreDoroEmuscoliDacciaio:

  5. Steven says:

    Hey! Nei worst manca un film squallido che devi assolutamente recensire eh! Si chiama SHINING! Lo attendo per il 2016 ! (By Kalloncino92) 😛