Sabotage

Posted: 3rd December 2014 by Death in Recensioni
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Interpreti: Arnold Schwarzenegger, Mireille Enos, Olivia Williams, Joe Manganiello, Sam Worthington, Max Martini, Josh Holloway, Terrence Howard
Regia: David Ayer
Durata: 109 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2014

VOTO: 

Inspiegabilmente rilasciato solo per l’home-video, e con grosso ritardo rispetto all’uscita americana, Sabotage avrebbe potuto spaccare i culi durante il pigrissimo periodo estivo praticamente privo di release di un certo rilievo.
E invece no, straight-to-video, perché evidentemente Schwarzy non ha più l’appeal di un tempo.

Arnold non è certo più un giovincello, eppure le recenti foto lo mostrano più pompato di qualsiasi coetaneo medio, ma anche di gente ben più giovane di lui.
Forse però non sarebbe più realistico ritagliargli dei ruoli da protagonista assoluto, perché un John Matrix prossimo alla settantina probabilmente non avrebbe troppe speranze in quel di Val Verde.

Allora si cambia registro, senza rinunciare alla cazzutaggine, e Arnold si ritrova invischiato in una sorta di thriller poliziesco a tinte molto forti, con un intrigo che coinvolge una squadra di federali avariati, un grosso bottino confiscato ai boss della mala e un misterioso killer deciso a decimare il team, forse per vendetta, forse per cuccarsi il cash.

Colpisce subito la pesantissima dose di violenza, veramente robusta e ai limiti del gore, perfetta per il genere. Perché il PG-13 mal si sposa con i film action da machos, I Mercenari 3 insegna.
Schwarzy si limita a fare il capo squadra autoritario ma lontano dalla pigrizia dello Steven seagal di Lawman. Schwarzy coordina ma quando è il momento imbraccia il cannone e spiana il fuoco come Dutch contro la povera foresta vergine di Predator.
Ma anche il resto del team non scherza: sono tutti tatuati e dediti ai vizi più estremi come il sesso mercenario o le metanfetamine. Spicca tra tutti il colossale Joe Manganiello, con treccine e occhiali da sole, ma anche un ormai disperso Sam Worthington, che anni fa criticai per la sua troppo rapida ascesa nello stardom hollywoodiano mentre ora si stenta a riconoscerlo… non vorrei avergli augurato sfiga, quindi rimarco la sua buona prestazione attuale.

Il resto è puro action. L’intrigo è buono, la violenza come già detto si spreca e ci sono un paio di colpi di scena finali, contornati dai soliti pirotecnicismi del genere, che lasciano lo spettatore forse stranito ma certamente soddisfatto. Stranito se ci si aspetta il classico film da action hero solo contro tutti, beninteso.

Se considerate Sabotage come quello che realmente è, ovvero un thriller dalle venature ipertrofiche, allora non ci si può proprio lamentare. Sempre che non vogliate Schwarzy nuovamente con la pittura di guerra in viso, canotta striminzita e muscoli grinziti al sole. È ormai un’utopia, i tempi son passati e Arnold lo sa bene…

…ma Stallone ancora non si arrende, e molto presto lo vedremo nelle sopraccitate vesti in Rambo 5. Che matto, Sly…

PRO
Arcigno

CONTRO
Non è un action movie classico

Clown

Posted: 29th November 2014 by Death in Recensioni
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Interpreti: Andy Powers, Laura Allen, Peter Stormare, Elizabeth Whitmere, Matthew Stefiuk, Christian Di Stefano, Robert Reynolds, John MacDonald
Regia: Jon Watts
Durata: 99 min.
Titolo originale: The Clown
Produzione: USA 2013

VOTO: ½

Il preambolo di Clown sembra sciocco ma si rivela in realtà un’idea micidiale.

Un povero padre di famiglia, agente immobiliare, si trova costretto a sostituire un pagliaccio assenteista, attesissima star della festicciola di compleanno del proprio pargoletto. Trovandosi nella merda, il disgraziato trova un baule, nella soffita di una delle case in vendita, che cela un favoloso costume da clown d’epoca, pellato, con parrucca, naso finto e cerone a corredo.

La sua entrata in scena manda in visibilio i mocciosi: Dummo il clown (questo il primo nome da pirla che gli salta in mente) è grottesco come pochi, ma i bimbi hanno gusti discutibili e il travestimento è un successone. A fine serata ci scappa quasi la chiavata con la moglie, anch’essa avvinta. Peccato che il costume sia arduo da togliere, troppo aderente e con cerniere lampo inviolabili.

Dopo aver accompagnato il figlio e presenziato a un appuntamento di lavoro ancora agghindato da giullare, il nostro novello pagliaccio viene colto da un terrore senza nome. Il costume non vuole saperne di levarsi dai coglioni e neanche l’intervento di un seghetto elettrico può nulla contro quel tessuto infernale. Comincia a maturare nella testa del nostro amico che quella pelle impenetrabile non sia il solito costume carnevalesco da centro commerciale.

Un colloquio col sempre mitico Peter Stormare, caratterista di quelli cazzuti, fuga ogni dubbio: il costume da clown è in realtà… lo volete davvero sapere? Non che ci voglia molto a indovinare, ma vi lascio la sorpresa.

In sostanza, il nostro amico comincia ad avvertire sempre più spesso lo stimolo della fame, con tanto di brontolii in dolby surround, guardacaso in prossimità di bambini.
Il resto si scrive da sé, specificando che a un certo punto il clown diventa una sorta di Predator col naso rosso, imponente e con voce gutturale, un vero spettacolo.

Se, come tutti, da piccoli siete rimasti traumatizzati da It, oppure se avete semplicemente paura dei pagliacci (coulrofobia, mi dice Wikipedia), Clown è un film che potrebbe regalarvi sane scagazzate nelle mutande.
Se invece dei pagliacci vi frega una sega ma siete comunque alla ricerca di un horror schietto e senza troppi fronzoli, non vi pentirete della visione.

Personalmente, ritengo Clown un piccolo gioiellino che sfrutta in maniera egregia un’idea senz’altro ganza ma rischiosissima da trasporre su schermo, con momenti ironici e altri di cattiveria assoluta (pochi film hanno le palle di mostrare bambini fatti a pezzi) in perfetto equilibrio.
Non aspettatevi però una specie di Venerdì 13 con un pagliaccio al posto di Jason…

PRO
Se vi cagate per i clown, siete fottuti

CONTRO
Se vi aspettate un semplice slasher…

Dracula Untold

Posted: 13th November 2014 by Death in Recensioni
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Interpreti: Luke Evans, Dominic Cooper, Sarah Gadon, Charles Dance, Diarmaid Murtagh, Art Parkinson, Zach McGowan, Paul Kaye, William Houston
Regia: Gary Shore
Durata: 92 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2014

VOTO: ½

Dracula Untold vuole illuderci sin dal titolo che questa sia la storia segreta di Vlad Tepes, quella mai raccontata, ma non è vero un cazzo.
Una rapida animazione in flash ci informa che Vlad, per difendere il proprio impero dagli invasori turchi, ha impalato un po’ di giannizzeri con una picca su per il culo. Poi, lavatosene beatamente le mani, è tornato al suo maniero a giocare al bravo paparino di famiglia con moglie bona e figlio scemo.

Durante un banchetto celebrativo per i 10 anni di pace nel regno, indovinate un po’ cosa succede? Arrivano proprio i turchi a cagare il cazzo! Pensa te che coincidenza simpatica! Costoro sono dei ganzi azzimati con acconciature ardite e il sopracciglio depilato, se la sghignazzano per aver rovinato la festa e intimano a Vlad e i suoi commensali un ultimatum, altrimenti attaccheranno la Valacchia.

Faticando nel trovare un accordo tra le parti, Vlad è costretto a scendere a patti col maligno per poter difendere la propria gente. Scala così una montagna a mani nude per un colloquio diretto con un nosferatu, annidatosi da eoni in una grotta. Questo mostro, che vede in lui del potenziale, si propone di trasformarlo nel super guerriero vampirico.
Vlad acquisisce superpoteri pazzi e deve resistere ben 3 giorni dal dissetarsi col sangue umano, pena la dannazione eterna.

Forte delle sue nuove abilità, Vlad spacca il culo ai turchi e poi vabbe’, colpo di scena, e sappiamo tutti che alla fine diventa Dracula e ciccia.

Ci sono un paio di doverose precisazioni da fare, riguardo questo Dracula Untold.

La prima è che il generale turco ha il taglio a doppia base. Io credo che non serva commentare oltre.

La seconda è che le buone scenografie naturali (del Nord Irlanda però, niente Transilvania) vengono mortificate da una terribile patina di lindore. Io presumo che in mezzo ai Carpazi la gente puzzasse, o quantomeno incontrasse qualche difficoltà a farsi lo shampoo tutti i giorni. Ancor peggio gli ottomani.
I primi invece sono agghindati delle più pregiate palandrane, mentre i secondi si dilettano nell’arte dell’hair-styling e del phon selvaggio, sfoggiando capigliature degne di un catalogo Jean-Louis David. Sono tutti troppo fighi e patinati, ma non ci si può permettere il dandismo del Dracula di Coppola, qui si parla di guerrieri impalatori. Con un’ambientazione simile troverei più coerenti volti sporchi e corrucciati, fetore di merda e fango che trasuda dallo schermo, almeno qualche vestito stropicciato… Macché.

Capisco anche che Vlad Tepes possa esser considerato un eroe in patria, ma rimane comunque un voivoda sanguinario che impalava i nemici e ci banchettava allegramente intorno. Il Vlad “Untold”, invece, è un povero diavolo pieno di buoni sentimenti e più incline all’autocommiserazione che alla rabbia violenta. Sì, ha deflorato analmente i nemici, ma era per il bene della sua gente. Nessuno però si è preoccupato di fargli capire che un giavellotto su per il culo è comunque un po’ eccessivo, anche se per una buona causa.

Insomma, un personaggio ambiguo e multisfaccettato come Dracula viene ridotto a un supereroe qualsiasi, animato da nobili intenti e la cui dannazione sembra più una figata pazzesca.

La regia è di una piattezza disarmante e le sequenze action sono quanto di più blando in commercio. Campi ravvicinatissimi e montaggio veloce la fanno da padrone, e le gesta supereroistiche di Dracula non hanno mai il risalto necessario per fomentare il pubblico. Le poche sequenze vagamente fiche, ovviamente in CG, ci vengono sputtanate nel trailer e di inedito rimane ben poco.

Non scendo nello specifico analizzando la sceneggiatura perché non mi va di spoilerarvi alcuni comportamenti illogici da sganasciarsi per le risate. Posso solo accennarvi che, secondo la fisica del mondo di Dracula Untold, un corpo che impatta al suolo dopo un volo di qualche centinaio di metri non esplode in un troiaio di sangue e budella, bensì si mantiene fresco e pulito (e ben pettinato, ovvio) come appena uscito dalla doccia.

Il finale strizza l’occhio al recente Castlevania videoludico, ma non so se questo possa esser considerato un pregio o un difetto.

Si mormora inoltre che la Universal abbia intenzione di lanciare una sua personalissima squadra di Avengers composta dai mostri celebri degli anni ’30, ovvero Dracula, La mummia, L’uomo lupo e ‘stigrancazzinculo. Tutto dipenderà dalla sorte al botteghino dell’apripista.
In ogni caso le previsioni sono le più cupe possibili, ma le montagne Carpatiche non hanno nessuna colpa.

PRO
I parrucchieri ottomani

CONTRO
Uno dei Dracula più anemici di sempre

Lucy

Posted: 3rd November 2014 by Death in Recensioni
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Interpreti: Scarlett Johansson, Morgan Freeman, Amr Waked, Choi Min-sik, Pilou Asbæk, Analeigh Tipton, Mason Lee, Claire Tran, Frédéric Chau
Regia: Luc Besson
Durata: 90 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA, Francia 2014

VOTO: 

Si parte dalla teoria secondo la quale l’uomo non utilizzi più del 10% della propria capacità cerebrale, un assunto tanto stupido quanto affascinante. Poi si torna a bomba sulle tette della Johansson – lontane dalla megaliticità post-parto ma sempre imponenti – perché sì, le donne con cervello sono gagliarde ma se hanno le tette grosse è pure meglio.

Scarlett, che nel film si chiama Lucy come il primo australopiteco mai rinvenuto, viene suo malgrado coinvolta in un grosso traffico di merda sintetica, una droga pazzesca che sembra sale da bagno ma che strippa più di qualsiasi acido. Le viene inserito un bel bustone di questa sciccheria nel pancino in modo da utilizzarla come corriere umano. Il problema sorge quando, negandosi carnalmente a delle avances tutt’altro che romantiche, fa incazzare un cinese tatuatissimo che la prende a calcioni nell’addome, aprendo l’involucro della droga che comincia a irradiare ogni cellula del suo corpo.
Lucy diventa così sovraumana, ogni minuto di più, fino all’ascesi totale a divinità.

Ormai Besson è sinonimo di tamarrata, ma va bene così. Sono lontani i fasti lirici di Léon, ma questo Lucy secondo me non è per niente da buttare. Si parla di potenziale cerebrale ma il film è un no-brainer assoluto, e l’ossimoro mi sembra piuttosto acuto. Anzi, a vedere bene alcune implicazioni etico-morali della trama sarebbero pure interessanti, ma l’abbondanza di stock footages didascalici in combo con l’esagerazione delle sequenze action rende difficile prenderli seriamente.

Sticazzi, perché Lucy fa volare per aria le persone, guida più veloce della luce e alla fine costruisce il monolite, organico e nero pece, dal quale viene espulsa una chiavetta usb contenente la storia dell’universo.
Cioè, BOOM!
Un altro regista si sarebbe cagato sotto, lanciando la pietra ma nascondendo la mano proprio sul finale, invece Besson va all-in e resta coerente con se stesso, iperbolico fino alla morte.

Lucy – e con lei Besson – è cinema onesto. Mantiene le promesse e non si maschera dietro quello che non è. Pazienza se poi la scienza implicata suona tutta come una grossa supercazzola.

PRO
Iperbolico

CONTRO
Fantascemenza

Annabelle

Posted: 24th October 2014 by Death in Recensioni
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Interpreti: Annabelle Wallis, Ward Horton, Alfre Woodard, Tony Amendola, Kerry O’Malley, Brian Howe, Eric Ladin, Michelle Romano, Gabriel Bateman
Regia: John R. Leonetti
Durata: 99 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2014

VOTO: 

Uno spin-off era cosa scontata perché sì, L’evocazione faceva un bel po’ di strizza fottuta ma mai come quella stronzissima bambolotta che eppure compariva solo in poche scenette.

Così, si produce in fretta e furia una storiella di origini, la si affida al solito mestierante tuttofare (lo stesso John R. Leonetti di Mortal Kombat – Distruzione Totale, if you know what I’m sayin’…) e a tempo di record ecco nei cinema Annabelle, il filmazzo tutto dedicato al pupazzo più spauracchio del cinema, perché Chucky già da anni è diventato un ganzo per il quale fare il tifo.

Ma nonostante le bambole mi mettano addosso un’inquietudine pazzesca, Annabelle non riesce a convincermi appieno, perché il plot mi sembra troppo diluito e realizzato tanto per. Il primo tempo intero dovrebbe fungere da preparazione ai brividoni ma la tensione latita, se si esclude la (ben orchestrata) sequenza della home invasion a sfondo satanico.

Poi le cose cominciano a spostarsi da sole, le porte scricchiolano e il gatto scureggia nel cuore della notte (no, questo me lo sono inventato). È tutta colpa della bambola o del demonio?

Seguendo la filosofia di Insidious, le apparizioni si fanno mano a mano più materiali così come i dettagli sull’entità malefica che minaccia la povera famigliola di turno. La sceneggiatura riesce a infilare un paio di sequenze effettivamente da paura, uno delle quali già sputtanata nel trailer, ma siccome io non l’avevo visto mi ci son cagato addosso lo stesso.

Il resto è piuttosto standard, tra esorcismi vari e consulenze spiritiche, e non vi sarà difficile divinizzare lo scioglimento della vicenda.
Grosse strizzatone d’occhio sia nel prologo che nell’epilogo, perché forzatamente ci dobbiamo ricongiungere alla famiglia Warren.

Ma se dovessimo stilare una classifica in base al fattore “mutande sgommate” (una mia personale invenzione), Annabelle sarebbe l’anello più debole del poker costituito inoltre da Insidious 1 e 2 e The Conjuring.

PRO
Le bambole fanno sempre scaga

CONTRO
Tutto ampiamente preventivabile